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Milano è ancora da bere?


Ancora sgomberi di rom effettuati da una nuova polizia comunale. Si multano i mendicanti mentre si sprangano i clochard. Continua l’afasia dei partiti di sinistra. Ma che città è diventata Milano?
mercoledì 17 febbraio 2010, di Adriano Todaro - 527 letture

Una volta, ai tempi dei socialisti, c’era la Milano da bere. Oggi c’è una Milano che caccia poveri e zingari, bambini e cittadini senza permesso di soggiorno. E’ una Milano grigia come il tempo di queste settimane, fredda, sporca come la neve che ancora è presente nelle strade. La città dell’Expo 2015, una città “dove non esiste mafia” come dicono gli amministratori, ma dove lo sportello antiusura deve chiudere per le minacce mafiose.

Una brutta città, senza più anima, senza nerbo, che non si ribella, tutta chiusa in se stessa, cui non interessa nulla delle sorti dei poveri o dei senza casa. Dalla loro parte, qualche centro sociale, qualche associazione di volontariato, le omelie del cardinale Tettamanzi. E basta. I politici, quelli di sinistra, perché gli altri il loro mestiere lo sanno fare bene, sono assenti tutti presi a posizionare questo o quel nome in questa o quella lista. D’altronde il candidato del centro-sinistra a Milano è quel Filippo Penati che perderà la competizione con Roberto Formigoni, ma che dell’accanimento contro zingari e abusivi, ha fatto un suo personale cavallo di battaglia.

E mentre i partiti di sinistra sono affetti di afasia, la Giunta milanese ha compiuto il suo 199° o 200° sgombero. Difficile tenere i conti considerato che gli sgomberi avvengono ogni giorno e come può vantare l’eterno vice sindaco Riccardo De Corato, in questo scorcio di febbraio ne hanno fatti più di uno al giorno.

Questa volta è capitato nella zona di Chiaravalle. Sono stati cacciati e distrutte le baracche di sessanta rom con una quindicina di bambini che frequentavano regolarmente la scuola. Povera gente che non farà altro, con le loro povere cose, che spostarsi in un’altra zona della città in attesa di un altro sgombero. Questa volta, però, nel freddo sporco della periferia milanese c’è stato per De Corato, un salto di qualità. Per la prima volta è entrata in azione la nuova forza della polizia comunale, un piccolo esercito alle dipendenze del vice sindaco. Sono vestiti come gli agenti di Polizia, hanno il casco blu antisommossa e gli scudi trasparenti e, fra poco, grazie ad una legge regionale del sodale Formigoni avranno a disposizione anche giubbotti antiproiettili ed altro.

Questa armata privata invece che sicurezza infonde paura, eppure nessuno grida allo scandalo, nessuno protesta. Tutti allineati e coperti dalle liste elettorali. Meglio non dire nulla perché c’è la possibilità che il mitico centro, che la gente di centro si spaventi e non ci voti. Un calcolo miope e anche, diciamolo pure, un po’ stronzo.

Lo sgombero di Chiaravalle è l’ennesimo gesto inutile e feroce che fa il paio con un altro episodio avvenuto lo stesso giorno di martedì 9 febbraio. I carabinieri, sempre a Milano, hanno multato 15 mendicanti. La multa è stata di 450 euro a testa. Questi soldi non li pagheranno mai, visto che sono mendicanti, ma intanto i carabinieri hanno dato un segnale ai bravi milanesi “che non ne possono più” di zingari e mendicanti. Quanto è costata a tutti noi questa importante operazione dei carabinieri?

E sempre nello stesso giorno e sempre a Milano, Alfredo Mora, un colombiano senza casa e incensurato, mentre dormiva in una cabina telefonica per ripararsi dal freddo, all’angolo fra corso Genova e piazzale Cantore, è stato colpito nel sonno da un tubo di ferro rinvenuto all’interno della stessa cabina. E’ stato operato d’urgenza al Policlinico per frattura scomposta del cranio con conseguente emorragia celebrale. In tasca aveva tutti i suoi documenti e pochi soldi. Gli inquirenti (ma guarda un po’!) escludono l’ipotesi di una rapina. E allora perché è stato colpito? E’ un nuovo sport di giovani e giovanissimi: la caccia allo straniero, al povero, al diverso.

Quando qualcuno viene arrestato, è sempre un giovane che proviene da famiglie considerate “normali”, la normalità che spaventa, che plaude alle retate, alla cacciata degli zingari e dei clochard. Quella normalità che però non dice nulla sulle badanti o sui romeni che lavorano in nero nei cantieri della grande Milano, sulle infiltrazioni mafiose nei cantieri Expo.

Quando c’erano i socialisti c’era la Milano da bere. L’hanno spolpata con tangenti e bustarelle. Oggi ci sono forzaitalioti e leghisti e Milano non è più da bere. E’ diventata proprio una città di merda.

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