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Presidenziali austriache, pericolo scampato?

Pubblicato il 31 maggio 2016 sul blog di Vision

di Emanuele G. - martedì 31 maggio 2016 - 2473 letture

Da qualche tempo a questa parte le vicende europee assomigliano a un gigantesco, quanto drammatico, gioco dell’oca. Il percorso è così irto di pericoli che quando esce una combinazione di numeri meno sfavorevole per noi tiriamo tutti quanti un sospiro di sollievo.

Purtroppo, è questo l’andazzo invalso nel nostro continente stretto da tutta una serie di criticità interne ed esterne. Criticità che stanno bloccando quasi del tutto il suo avvenire. L’ultima stazione del suddetto gioco dell’oca è stata rappresentata dalle recentissime elezioni presidenziali che si sono svolte in Austria. Il primo turno aveva disegnato uno scenario piuttosto complesso con il candidato dell’estrema destra Norbert Hofer avanti, e di molto, su tutti gli altri candidati. Il suo score era stato 1.499.971 voti corrispondenti al 35,1%. Il secondo, distaccato di parecchie lunghezze, era il professore universitario dei Verdi Alexander Van der Bellen che era riuscito ad ottenere 913.218 voti con una percentuale del 21,3%.

Se i numeri del primo turno fossero stati confermati al secondo turno la situazione per l’Austria e l’intera Europa avrebbe assunto toni di vero allarme. Il secondo turno ha, invece, salvato la situazione. Il candidato Alexander Van der Bellen è risultato vincitore ottenendo 2.254.484 voti corrispondenti ad una percentuale del 50,4%, mentre l’altro candidato Norbert Hofer 2.223.458 voti ed una percentuale del 49,7%.

Ma la situazione è davvero risolta in modo positivo? Non credo, e per tutta una serie di questioni. L’Austria esce da codeste elezioni molto indebolita. Infatti, è un paese spaccato a metà. E quando un paese è spaccato a metà la vita di quel paese ne risulta condizionata in maniera piuttosto negativa. Poi, cosa ne sarà dell’Austria per i prossimi due anni? Due anni perché nel 2018 sono previste le elezioni politiche. Saranno due anni di forte ingovernabilità? E’ lecito recepire tale ipotesi in quanto le elezioni presidenziali hanno fatto capire che c’è un forte blocco nazionalista che non intende svolgere una funzione, diciamo così, moderatrice. Assisteremo a un innalzamento della conflittualità sociale? Le elezioni presidenziali testé svolte hanno registrato la scomparsa delle due famiglie tradizionali della politica austriaca ed europea: i socialisti e i moderati. I primi hanno ottenuto un misero 11,3% ed i secondi l’11,1%. Insomma, una Caporetto su tutta la linea. Ciò comprova che l’attuale crisi che sta sconvolgendo l’Europa sta incidendo in maniera significativa sugli assetti partitici tradizionali europei rei di essere colpevoli della crisi. E’ un trend che sta dilagando in tutta Europa in maniera continuativa, persistente e diffusa.

Il posto lasciato vuoto dalle famiglie tradizionali della politica europea viene immediatamente preso da soluzioni estreme e populiste. Oramai schieramenti politici estremisti e populisti sono rappresentati in seduta stabile in diversi parlamenti nazionali ed anche in quello europeo. In parecchi casi sono al governo di paesi. E’ davvero uno sguardo d’assieme che suscita più di un timore poiché la situazione presente indebolisce molti stati e blocca di fatto il processo unitario a livello europeo poiché ci sono governi nemici dell’idea dell’unione europea.

Quindi, non c’è nessun pericolo scampato per l’Europa a seguito delle elezioni presidenziali austriache. Anzi… La prossima tappa è il voto c.d. “Brexit”… Una “via crucis”!

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