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Presentazione del libro "La Rivoluzione perduta dei poeti" a Pontecagnano (Sa): 16 dicembre 2019

Un libro di Andrea Semplici (Polaris Editore, 2019)
di Enzo Maddaloni - venerdì 13 dicembre 2019 - 926 letture

INCONTRO CON L’AUTORE

Promosso e organizzato dall’Associazione Comunità RNCD con il Circolo Occhi Verdi Legambiente, Pontecagnano (SA)

Lunedì 16/dicembre/2019 h 17,30

"Green Station - Legambiente - Via Torino, Pontecagnano (SA)

"Sono accadute storie che mi hanno riportato, dopo trentacinque anni, in Nicaragua, sono accadute e io ho solo seguito delle briciole lasciate per terra come un segnale. Alla fine, il libro si ’è scritto’...... I poeti del Nicaragua raccontano di una rivoluzione…questa è una storia di saudade, di ‘quello che rimane’ e che possiamo usare per costruire un presente e un futuro....”...…

Andrea Semplici

La Rivoluzione perduta dei poeti - Ed.2019 Polaris

Il prologo di Gioconda Belli*

Uno scopritore di magia

Ho visto il viso, il sorriso dolce di Andrea Semplici apparire, con la sua macchina fotografica, tra la moltitudine di persone che, ogni febbraio, assiste al Festival Internazionale di Poesia di Granada in Nicaragua. Arrivava e se ne andava senza fare rumore, però era una presenza che osservava, con occhi limpidi e con amore, lo spettacolo dei mille che ascoltavano poesia in silenzio, nella grande piazza dell’Indipendenza. Questo libro è il risultato di questo andare, delle sue conversazioni, dei suoi appunti a margine di questo rito sacro che è la poesia in Nicaragua. Non mi stupisce che Andrea sia stato affascinato da questa inusuale riverenza dei nicaraguensi per la poesia. In questo piccolo paese centroamericano, 130.000 chilometri quadrati e sei milioni di abitanti, la poesia è il pane del popolo. I poeti sono amati e rispettati; gli si riconosce una speciale intimità con le parole. Come è possibile questo fenomeno in un paese che, anche se piccolo, compete con Haiti per essere il più povero dell’America Latina?

La chiave è un poeta che visse dal 1867 al 1916: Ruben Dario. Dario inaugurò il modernismo della poesia in spagnolo ed è riconosciuto in tutto l’universo ispano- americano come uno dei grandi poeti di questa lingua. In un paese instabile politicamente e sconvolto, fino dalla sua indipendenza, in guerre o tirannie, era difficile incontrare eroi o personaggi dei quali essere orgogliosi.

Il generale Sandino, eroe della lotta contro l’intervento nord americano (1927-1933), fu chiamato ‘bandito’ dagli storici ufficiali, fino a quando il movimento Sandinista non lo rivendicò. Per molto tempo, il nostro eroe è stato, allora, un poeta.

E d’altronde l’assenza di un’editoria sviluppata e lo scarso accesso ai libri fece della poesia un genere che facilmente poteva essere ricordato a memoria. La gente imparava poesie e le recitava nelle riunioni familiari o nelle feste di paese. Scrivere rime per canzoni o per distici picareschi, parenti dei limerik irlandesi, è stato il talento di un popolo che, fin dall’infanzia, aveva imparato il suono delle poesie di Darío.

Accadde così che in Nicaragua nacquero, generazione dopo generazione, poeti di qualità che, dopo Darío, innovarono il linguaggio incorporando le influenze della poesia americana di Whitman, Ezra Pound, William Carlos Williams e degli spagnoli come Lorca, o latinoamericani come, fra molti altri, Neruda, Paz, Vallejo, Storni, Ibarburu.

Non è stato strano quindi che il Festival Internazionale di Poesia di Granada, fondato da un gruppo di poeti, si sia convertito in pochi anni in uno dei festival più prestigiosi del mondo.

Andrea Semplici ha compreso questo e penso che si sia innamorato non solo dei poeti ma anche di questo popolo che ama la poesia. Leggendo il suo libro si avverte questa magia. Come nicaraguense lo ringrazio per averla scoperta e descritta tanto bene.

*(di Gioconda Belli - luglio 2019 - traduzione di Daniela Scapin)


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