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Presentata la stagione operistica 2016/17 del Teatro alla Scala di Milano

Aprirà “Madama Butterfly”
di Orazio Leotta - mercoledì 25 maggio 2016 - 7215 letture

L’inaugurazione della Stagione 2016/2017 con la prima versione di “Madama Butterfly” segna, dopo “Turandot” e “La fanciulla del West”, una tappa fondamentale del progetto pucciniano di Riccardo Chailly, che dal 1° gennaio 2017 assumerà la carica di Direttore Musicale, confermando il disegno di riportare al Piermarini le opere che hanno ivi avuto la prima rappresentazione assoluta. La regia è di Alvis Hermanis, che alla Scala ha firmato due spettacoli importanti e diversissimi tra loro come “Die Soldaten” e “I due Foscari”, e la protagonista Maria José Siri è una nuova voce di straordinario talento accanto al Pinkerton di Bryan Hymel. La ripresa televisiva segna 40 anni di collaborazione tra la Scala e la RAI, un sodalizio nato nel 1976 con l’ Otello diretto da Carlos Kleiber.

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La Scala

Il 2017 si apre con tre importanti produzioni verdiane. Ritorna “Don Carlo” nella versione in cinque atti che manca dalla Scala dall’edizione diretta da Claudio Abbado quarant’anni fa. Myung-Whun Chung, verdiano autorevole, dirige un cast di valore di cui ricordiamo almeno Ferruccio Furlanetto, Krassimira Stoyanova e Francesco Meli. La regia efficacissima del grande Peter Stein traduce l’asciuttezza della drammaturgia d’autore. Zubin Mehta dirige Falstaff nell’allestimento di Damiano Michieletto ambientato a Casa Verdi: una produzione decisamente milanese con Ambrogio Maestri nel ruolo in cui ormai è identificato. Nel mese di marzo “La Traviata” ritrova lo sfarzoso allestimento firmato da Liliana Cavani nel 1990 con una protagonista d’eccezione, Anna Netrebko, nel pieno della sua maturità artistica e interpretativa. Sarà anche la prima direzione verdiana alla Scala di Nello Santi, depositario e custode della più autentica tradizione del melodramma italiano: a lui in ottobre sarà affidata anche la ripresa di “Nabucco” nello spettacolo di Daniele Abbado.

Con “Die Meistersinger von Nurnberg” (I Cantori di Norimberga) di Wagner si apre un viaggio nella cultura musicale del Romanticismo tedesco che attraversa la Stagione con altri due titoli: “Hansel und Gretel” e “Der Freischutz” (Il franco cacciatore). La regia è di Harry Kupfer, un artista che ha fatto la storia del teatro tedesco, e sul podio sale Daniele Gatti, che ha già diretto con grande successo due produzioni di questo titolo. Michael Volle è semplicemente il miglior interprete vivente di Sachs. Se nel 2016, con “La cena delle beffe”, fu riportato alla Scala il Verismo, il percorso di riappropriazione del repertorio italiano prosegue ora con il Belcanto.

In aprile andrà in scena “Anna Bolena” con una protagonista giovanissima, Federica Lombardi, e la direzione di Bruno Campanella, che conosce come pochi altri il melodramma italiano del primo ‘800. E nel 1817 Rossini presentava alla Scala “La gazza ladra”: un capolavoro del genere semiserio che torna con un grande direttore rossiniano come Riccardo Chailly, il debutto alla Scala del regista Premio Oscar Gabriele Salvatores e un perfetto cast di attori - cantanti. Uno dei grandi baritoni del nostro tempo, Thomas Hampson, è un Don Giovanni sospeso tra vitalismo e disillusione nella ripresa dello spettacolo di Robert Carsen con la direzione di Paavo Jarvi.

La ripresa della storica Bohème di Franco Zeffirelli è invece l’occasione per il debutto alla Scala di una delle rivelazioni sopranili degli ultimi anni, Sonya Yoncheva. Sul podio Evelino Pidò, che, pur provenendo dall’orchestra scaligera ha finora diretto alla Scala solo una recita di Rigoletto. Il ventennale della scomparsa di Giorgio Strehler sarà celebrato riproponendo uno dei suoi spettacoli più magici, “Die Entfuhrung aus dem Serail” (Il ratto del serraglio), con la direzione di colui che lo tenne a battesimo a Salisburgo nel 1965: Zubin Mehta.

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Teatro La Scala

Hansel und Gretel di Humperdinck è il progetto dell’Accademia di quest’anno: il direttore Marc Albrecht e il regista Sven-Eric Bechtolf lavoreranno per mesi con i giovani artisti per costruire uno spettacolo di livello scaligero a tutti gli effetti. In conclusione di stagione sarà presentata in prima mondiale la nuova opera di Salvatore Sciarrino, “Ti vedo, ti sento, mi perdo”, con la regia di Jurgen Flimm che al compositore italiano è legato da un’amicizia che rafforza l’intesa artistica. Dirigerà il giovane Maxime Pascal, fondatore a Parigi di un’orchestra dedita al contemporaneo.

Estratto della lettera inviata dal sovrintendente Alexander Pereira a tutti i soci del Teatro alla Scala di Milano


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