Pranzo di Ferragosto

Il destino cinico e baro ha fatto crollare un ponte. I Benetton sotto choc
di Adriano Todaro - lunedì 20 agosto 2018 - 1029 letture

Non so voi, ma io quando ho qualche problema, non riesco a digerire bene, anzi non mi va proprio di mangiare. Ad esempio quando ci sono le riunioni di condominio, non mangio mai prima perché so che non riuscirei a digerire e non mangio mai dopo la riunione perché mi resterebbe tutto sullo stomaco.

Naturalmente invidio molto coloro che non hanno di questi problemi, che vivono beatamente e affrontano i problemi che si annunciano tutti i giorni, con nonchalance, con compostezza e, soprattutto, senza saltare i pasti. In realtà anche questi sono “sotto choc”, ma reagiscono bene. E lo sanno fare perché appartengono ad una classe eletta, mica come voi (e il sottoscritto) che vi perdete in un bicchiere d’acqua. Loro, semmai dovessero perdersi, lo farebbero non in un bicchiere d’acqua ma in un bicchiere di Dom Pérignon da 459 euro. E ho detto tutto perché la classe non è acqua, ma champagne.

Bon, torniamo a bomba. Intanto debbo dire che voglio parlarvi della tragedia di Genova. Una tragedia, appunto, e le tragedie mica si possono preventivare. Sono degli avvoltoi coloro che s’indignano nei confronti dei poveri proprietari di quel ponte. Cosa ne sanno questi uccellacci di cosa hanno dentro di loro i Benetton? Cosa provano in questi frangenti? La tragedia che c’è nei loro limpidi cuori e nei loro maglioni? I giornali li chiamano sempre al plurale come facevano con la famiglia Agnelli e tanti altri (ad esempio, i Casamonica, gli Spada, i Soprano ecc.). Perché sono in tanti e perché sono una famégia, una famiglia. In tanti e uniti su valori fondamentali che sono il pilasto di ogni famiglia, come i dividendi e le oscillazioni del loro titolo in Borsa.

Quello che a me ha fatto incazzare è che i giornali (non tutti, per fortuna, anzi pochissimi) se la prendono con la famiglia Benetton per ciò che è successo a Genova dove sono morti, per ora, 43 persone (e 600 senza casa). Le tragedie sono fatalità del destino cinico e baro. Se invece di essere su quel ponte i 43 morti erano, ad esempio, a Cortina, non sarebbero morti. Se i 600 sfollati invece di scegliere di abitare sotto un ponte andavano ad abitare, chessò, a Ponzano Veneto, la casa l’avrebbero ancora.

Ora poi tutti scandalizzati perché la famiglia Benetton si è riunita, a Ferragosto, nella loro villa di Cortina per magnare. Perché, scusate, voi a Ferragosto non vi siete strafogati? Certo, rispondono subito le cornacchie, ma noi mica dovevamo fare la manutenzione al ponte. E qua casca l’asino o, meglio, il ponte. Perché i Benetton non sapevano nulla del crollo. Loro, la notizia l’hanno ricevuta due giorni dopo il crollo. E hanno avuto, come ci racconta il Corriere (pensa te), uno choc. Voi, che non avete mai un cazzo da fare, state sempre lì davanti al televisore, l’avete saputa subito la notizia del crollo. Ma la famégia è sempre presa, ha un sacco da fare e la tv non la vede proprio. Ad esempio, in quel momento, dovevano organizzare il consueto pranzo di Ferragosto in una delle ville di loro proprietà. Quest’anno hanno scelto quella di Giuliana Benetton, 81 anni.

Hanno invitato poca gente (90 persone) e fatto cucinare una cosetta leggera: risotto di pesce, branzino al forno, dolce e vino. Un parco pranzo che spesso faccio anch’io. Vado alla Coop e acquisto il pesce surgelato. Ci metto il riso, un po’ di vino, sempre della Coop che costa 1,40 euro al litro, ed il pranzo è servito. Come vedete nulla di eccezionale anche perché il tutto è stato un “incontro di famiglia, non una festa”, come hanno precisato subito i pennivendoli di Benetton, cioè quasi tutti i quotidiani e le Tv. Terminato di mangiare, il giorno dopo Ferragosto, dopo aver preso una bustina di Biochetasi per digerire, hanno stilato un comunicato. Freddo come il Dom Pérignon che hanno bevuto il giorno prima.

Però, poverelli, sono “sotto choc”, ci assicura il Corriere. Infatti il titolo di Borsa è crollato e per loro è stato uno choc. E il comunicato che a voi è parso freddo, non è così perché il Corriere spiega che per la famiglia “misurare le parole è consuetudine, quasi legge”. E poi, suvvia, hanno promesso tanti soldi per la ricostruzione. Questo ce l’assicura Il Messaggero mentre la Repubblica se la prende con le “reazioni d’istinto segno di anti-elitismo e giustizialismo”. Quando ho letto questa frase ho pensato subito che qualcuno aveva preso la ciucca e invece, rileggendo meglio non era “etilismo” ma “elitismo”. Boh!

Allora, mi raccomando. Non imbriacatevi e continuate a utilizzare le Autostrade dei signori Benetton. L’unico modo per non tenerli “sotto choc”, poverini, è di continuare a pagare il pedaggio. Ogni 100 euro che pagate, 62 netti vanno nelle loro tasche così che la famégia possa riunirsi ogni anno a Cortina. Massì non roviniamoli la festa, non fategli avere choc inutili che, oltretutto, deprimono. Dopotutto i morti di Genova sono stati solo 43. Ecchesaràmai. Meno dei componenti della famiglia Benetton.


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