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Polizze vita dormienti: i risparmiatori italiani non sono tutti uguali


Al di là dell’aspetto giuridico, che suscita notevoli perplessità, c’è da dire che la questione è criticabile sotto il profilo morale e dell’opportunità.
mercoledì 21 luglio 2010, di giovanni d’agata - 420 letture

Sono risparmiatori di serie A quelli che, investendo sul mercato finanziario, sono rimasti vittime di frodi finanziarie e hanno sofferto un danno ingiusto non altrimenti risarcito, i quali, a norma di legge, hanno diritto ad essere indennizzati da un fondo statale all’uopo costituito. In proposito, nulla da eccepire: specialmente in questi tempi di finanza virtuale, di borse volatili, una maggiore tutela dei risparmiatori non è certo un fatto negativo.

Questo fondo viene finanziato con i cosiddetti “conti dormienti”, cioè i conti di fatto abbandonati presso le banche e gli altri intermediari finanziari ed assicurativi, non reclamati dai titolari perché deceduti senza eredi o per altri motivi. E fin qui, ancora nulla da eccepire: si tratta di somme di denaro abbandonate, cose di nessuno che è giusto utilizzare per il bene comune invece che lasciarle nella libera disponibilità delle Banche.

La magagna, invece, esce fuori quanto, approfondendo la normativa che regolamenta la devoluzione dei conti dormienti allo Stato, si scopre che non solo vengono devoluti i saldi attivi dei conti correnti non utilizzati per dieci anni, dopo che una comunicazione della banca ha sollecitato il correntista ad attivarsi, ma anche le polizze vita non riscosse nei termini di prescrizione.

Ed ecco, siamo davanti ad una figura di risparmiatore di serie B, un povero disgraziato che, invece di investire in capitali di rischio, come le azioni e i vari prodotti finanziari, ha pensato bene di tutelare i propri risparmi, utilizzandoli in un prodotto più tranquillo e meno rischioso, come la polizza vita. Questo povero ingenuo, se solo si distrae un attimo, e dimentica che il capitale va riscosso in un periodo di prescrizione brevissimo (originariamente un anno, ora portato a due con questa perversa normativa) si vede scippare i risparmi di una vita, che vanno a risarcire chi, magari, ha rischiato grosso in borsa.

Al di là dell’aspetto giuridico, che suscita notevoli perplessità, c’è da dire che la questione è criticabile sotto il profilo morale e dell’opportunità, proprio perché la normativa che è stata emanata al riguardo non tutela i risparmiatori di serie B, non imponendo, rispetto i conti dormienti, un accertamento del loro effettivo abbandono, del loro essere res nullius, ma, in maniera grossolana ed approssimativa, fa arraffare allo Stato tutto ciò che è arraffabile, scippando letteralmente dei risparmiatori per risarcirne altri.

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