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Politkvoskaia, nessun colpevole


I dodici giurati, dopo circa tre ore di camera di consiglio, hanno ritenuto non provate le responsabilità degli imputati. (un articolo da www.repubblica.it)
venerdì 20 febbraio 2009, di Redazione - 337 letture

Tutti assolti i quattro imputati al processo per l’uccisione della giornalista d’opposizione russa Anna Politkovskaia, assassinata nell’ottobre 2006: la giuria li ha dichiarati innocenti.

I dodici giurati, dopo circa tre ore di camera di consiglio, hanno ritenuto non provate le responsabilità degli imputati. Si tratta dell’ex dirigente della polizia moscovita Serghei Khadzhikurbanov, accusato di essere l’organizzatore del delitto per conto di un mandante non ancora identificato; dei fratelli ceceni Dzhabrail e Ibragim Makhmudov, presunti ’pedinatori’ della giornalista (un terzo fratello, Rustan, è ricercato all’estero come presunto killer). Al quarto imputato, l’ex colonnello dei servizi segreti Pavel Riaguzov, erano contestati reati minori insieme allo stesso Khadzhkurbanov: abuso d’ufficio ed estorsione. Riaguzov, in particolare, avrebbe fornito l’indirizzo della Politkovskaia (trovata morta nell’atrio della sua abitazione) al gruppo ceceno.

L’accusa esce sonoramente sconfitta dal verdetto e ha già annunciato che farà ricorso per "le violazioni verificatesi durante il processo", praticamente su base quotidiana, secondo il procuratore Vera Paskovskaia.

I quattro imputati sono stati liberati su decisione del presidente della Corte militare Ievgheni Zubov; uno dei loro difensori ha fatto sapere che chiederanno un risarcimento per essere stati incarcerati.

"Nessuna sorpresa" per il verdetto della giuria è stata espressa come prima reazione da Anna Moshalenko, uno dei legali della famiglia Politkovskaia. Commentando la decisione alla Radio Eco di Mosca, l’avvocato ha criticato l’operato degli inquirenti nella fase di acquisizione delle prove, per la mancata individuazione del mandante e per non aver saputo portare sul banco degli imputati il killer.

Sdegnati e fortemente delusi i colleghi della giornalista, famosa per le sue critiche aperte all’allora presidente Vladimir Putin e per le sue denunce della violazione dei diritti umani nel conflitto ceceno. Dmitri Muratov, direttore di Novaia Gazeta, il giornale per cui lavorava Politkovskaia, rispetta la sentenza ma auspica la prosecuzione dell’inchiesta: "Fin dall’inizio sarei stato d’accordo con qualsiasi decisione dei giurati, che apparivano persone molto preparate e serie - ha dichiarato - Ma devo dire che il caso non sarà chiuso, e che la principale inchiesta è ancora in corso".

Dura Tatiana Lokshina, di Human Rights Watch, che ha definito inaccettabile "il fatto che oggi, dopo una lunga indagine, non ci sia alcun colpevole", e ha parlato di "una assoluta mancanza di giustizia su una vicenda che ha sconvolto tutto il mondo", criticando gli inquirenti per non aver portato sul banco degli imputati né mandanti né esecutori del delitto.

Il presidente dell’Unione dei giornalisti russi, Vsevolod Bogdanov, ha espresso tutta la sua indignazione: "E’ una vera vergogna. Che razza di investigazione era se i giurati hanno approvato il verdetto all’unanimità?", si è chiesto. "Di fatto, le forze dell’ordine sono incapaci di dire perché o chi è responsabile per l’uccisione di qualsiasi giornalista in Russia", ha concluso.

http://www.repubblica.it

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