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Quando la politica e lo sport danno "cattivo esempio". Due storie di ordinario disprezzo: Cosimo Mele e Valentino Rossi...
venerdì 17 agosto 2007, di Ornella Guidi - 1198 letture

Quando la politica e lo sport danno "cattivo esempio". Due storie di ordinario disprezzo.

Cosimo Mele ha cinquant’anni, una laurea, un’occupazione di grande rispetto, è infatti un parlamentare del Parlamento italiano, eletto per l’UDC; è sposato con figli, anzi sta per diventare nuovamente padre proprio in questi giorni.

Cosimo Mele ha il viso scavato, quasi emaciato forse perché lavora troppo o forse perché si diverte troppo, la questione non ci riguarderebbe se lo stesso non rivestisse una carica che comporta la più alta delle responsabilità, quella di regolare insieme ai suoi colleghi, deputati e senatori, le leggi del nostro stato, della nostra società.

Il fatto che è accaduto è abbastanza disonorevole in sé, il deputato Mele trovandosi in compagnia di una, che poi sono diventate due, "spensierate signorine" ha pensato bene di impegnare una suite dell’Hotel Flora, uno dei più esclusivi della capitale, per una nottata di baldoria, d’altra parte lui all’Hotel Flora, a suo dire ci dorme normalmente quando è a Roma.

Qualcosa però va storto ed una delle due ragazze ha un malore e perde conoscenza per aver ingerito un miscuglio di cocaina e alcol, nei giorni seguenti accusa il deputato di averle messo a disposizione coca in quantità industriale e dopo il sesso, per il quale è stata lautamente pagata, di non averla soccorsa; Mele si difende dicendo che ha avvertito la direzione dell’Hotel che la ragazza stava male e che lui con la droga non c’entra niente, non l’ha nemmeno vista.

Alla fine degli anni novanta Cosimo Mele venne eletto nelle liste dei Democratici Cristiani per la Libertà, alle elezioni comunali di Carovigno, in Puglia; dopo poco tempo, il 5 gennaio 1999, venne arrestato per gioco d’azzardo e per il coinvolgimento in una vicenda di tangenti e prostituzione.

Nell’Italia della seconda repubblica queste disavventure giudiziarie però spesso si rivelano il miglior passaporto per una rapida ascesa politica, così sotto l’ala di Raffaele Fitto, Mele approda al Parlamento dove, con aria accorata e compunta, si distingue per le sue dichiarazioni sulla necessità di difendere l’identità cristiana.

Anche Raffaele Fitto ha il suo "pedigree", appena eletto parlamentare, subisce gli arresti domiciliari per illeciti sull’affidamento di appalti per la gestione di undici residenze sanitarie.

In un clima di "caccia al giudice", essere accusati di qualcosa, meglio se grave, diventa motivo di forza, la forza di chi si sente intoccabile e a tutt’oggi l’onorevole Cosimo Mele non mostra segni di pentimento ma solo una grande stizza per essere incappato in questa "disavventura", se l’occasione sia stata l’unica o una di molte, questo non è dato saperlo, mi permetto solo di asserire che essere beccati alla prima equivale proprio a un colpo di sfortuna nera.

All’indomani del fatto per il quale ora si deve difendere dall’accusa di omissione di soccorso e di cessione degli stupefacenti, messo alle strette o per rispetto al partito, Mele si dimette dall’UDC, finisce così in un gruppo misto di deputati sul quale non mi dilungo perché non ho ben capito cosa sia; immersa, da comune cittadina, in una infinita ma non qualunquista sfiducia nella classe politica di oggigiorno, temo sia quest’ultimo una sorta di "parcheggio" per continuare a percepire lo stipendio e continuare a dormire all’Hotel Flora.

Apparentemente il partito (UDC) è salvo, il bubbone è stato estirpato, c’è soddisfazione da parte di Luca Volontè che, fatto del tutto incolpevole, dopo Cossutta, ha i lineamenti e nella sua asciuttezza, la mimica più "staliniana" di tutto il parlamento.

Per discolparsi del "passo falso" estate 2007, l’on.le Cosimo Mele ha puntato il dito contro la vita dura del parlamentare, la difficoltà di trovarsi da solo a Roma, e il segretario dell’UDC, Lorenzo Cesa, di rimando ha sottolineato che i parlamentari avrebbero bisogno di un aumento di stipendio in modo da poter trasferire le famiglie nella capitale...

Mi pare che buona parte del sostegno a questo governo Prodi che per vincere ha messo tutti nel calderone, mi pare che voti tanto decisivi quanto contestati siano arrivati proprio dalle tasche dell’emigrazione, ma oggi che gli italiani sono diventati imperatori dei vu’ comprà non vogliono più pensare alle dolorose e struggenti ondate migratorie made in Italy.

Chissà quanti emigranti in Belgio, in Argentina, in Australia, in America, in Brasile, in Venezuela, in Inghilterra, in Francia, in Germania, in Svizzera... e certo non vivevano all’Hotel Flora, chissà quanto avrebbero desiderato guadagnare di più per avere la famiglia con loro e non vederla invece, nel migliore dei casi, una volta all’anno, e nel peggiore, addirittura non vederla per anni finché non c’erano assicurati i soldi per pagare il biglietto a tutti, oppure sacrifici estremi di lontananza consumati per la scelta di ritornare a casa e allora spostare la famiglia non avrebbe avuto un senso.

E’ retorica? Lo è solo per chi non vuole avere memoria delle cose che non ha vissuto, io scelgo la memoria come un diritto che ci appartiene.

Anche l’on.le Cosimo Mele dovrebbe avere memoria e rispetto per tanti suoi conterranei e non, che da lontano con i loro autentici sacrifici hanno tanto aiutato l’Italia a crescere, potrebbe almeno evitare di dire che lui il cinque stelle se lo merita << perché si fa un c...o dalla mattina alla sera >>.

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Oh! Valentino vestito di nuovo, come le brocche dei biancospini! Solo ai piedini provati dal rovo porti la pelle de’ tuoi piedini; porti le scarpe che mamma ti fece, che non mutasti mai da quel dì, che non costarono un picciolo: in vece costa il vestito che ti cucì. Costa che mamma già tutto ci spese quel tintinnante salvadanaio: ora esso è vuoto; e cantò più di un mese per riempirlo, tutto il pollaio. Pensa, a gennaio, che il fuoco del ciocco non ti bastava, tremavi, ahimè!, e le galline cantavano, Un cocco! ecco ecco un cocco un cocco per te! Poi, le galline chiocciarono, e venne marzo, e tu, magro contadinello, restasti a mezzo, così con le penne, ma nudi i piedi, come un uccello: come l’uccello venuto dal mare, che tra il ciliegio salta, e non sa ch’oltre il beccare, il cantare, l’amare, ci sia qualch’altra felicità

Giovanni Pascoli

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Valentino Rossi è un simpatico ragazzo, per le sue doti di grande comunicatore ha ricevuto anche una laurea honoris causa ed ora per tutti è diventato "il dottore". Certo gente simpatica in giro esiste lui però ha una particolare qualità che lo differenzia dai più: è un grande campione di motociclismo.

I suoi show a fine corsa, le sue clownesche manifestazioni di gioia per la vittoria ottenuta in pista mandano in visibilio gli spettatori quanto i suoi mitici recuperi, i suoi mitici sorpassi, le sue mitiche gare.

Per fare un lavoro che è il suo hobby preferito guadagna una ventina di milioni di euro all’anno, e sono tanti anni che Valentino corre...è risaputo però che fare i conti in tasca non è educazione, il Fisco che è l’entità più maleducata che possa esistere ha puntato gli occhi sull’incontenibile Valentino ed ha scoperto che...

...che Rossi non ha dichiarato guadagni per 60 milioni di euro, che ha pagato un automatico condono di cento euro, che ha portato la residenza in Inghilterra ma non il domicilio, cavillo importante perché per la legge inglese chi non è domiciliato deve dichiarare soltanto quello che guadagna nel Regno Unito.

Per questa ragione Valentino Rossi megaextra miliardario, negli anni scorsi, da quando ha la residenza in Inghilterra ma non il domicilio appunto, il primo anno ha pagato di tasse 600 euro e pochi spiccioli, poi l’anno seguente ha versato circa 1000 euro e pochi spiccioli, e così via.

Per depistare con "tranquillità" gli introiti derivanti dalla pubblicità, è testimonial infatti di varie aziende per un guadagno annuo di circa 6 milioni di euro, i suoi consulenti fiscali hanno creato una serie di società... naturalmente gli accertamenti sono in base alle cifre ufficiali.

Ora, dopo le indagini, l’Agenzia delle Entrate chiede al Rossi nazionale un risarcimento di 112 milioni di euro comprensivi delle sanzioni etc. perché gli 007 del fisco hanno dimostrato che in realtà in Italia continua a viverci, da parte sua lui può scegliere di fare ricorso, di pagare in una "botta" unica con lo sconto, di chiedere una rateizzazione...chissà come finirà, speriamo non all’italiana come spesso accade, speriamo che l’osso non cada di bocca.

La pubblicità si sa spesso è ingannevole, ecco il roboante Valentino con una birra in mano dirci che "italiano è meglio", è vero che per uno o due milioni di euro si può dire qualche battuta ma proprio quella battuta suona a mo’ di beffa.

Dottor Valentino Rossi, ricapitolando lei guadagna quaranta miliardi delle vecchie lire all’anno, anche se ne dovesse versare all’erario la metà, quello che rimane, venti miliardi all’anno forse bastano per vivere... sì lo so, la vita è cara, però...

come italiana mi sento presa in giro e mi arrabbio a pensare che noi dobbiamo pagare anche per lei e le dico che essere campioni è un impegno importante perché si diventa testimoni pubblici del proprio modo di vivere e rischiare provvedimenti penali per omessa e infedele dichiarazione mi creda è lo scivolone peggiore che le poteva capitare di fare.

Per i fatti ora citati ritengo entrambi i protagonisti di queste righe meritevoli di essere citati l’8 settembre prossimo, nel "Vaffanculo-DAY" di Beppe Grillo, una manifestazione dal nome poco blasonato ma tanto eloquente.

Rispondere all'articolo - Ci sono 8 contributi al forum. - Policy sui Forum -
Politica & Sport
17 agosto 2007

Quando la politica e lo sport danno "cattivo esempio". Due storie di ordinario disprezzo.

Cara Ornella, cio’ che dici riguardo a Valentino Rossi e’ probabile, non e’ certo come lo poni tu. Nel tuo piccolo dai un esempio di pessimo giornalismo, al passo col sensazionalismo superficialissimo che di questi tempi svuota di senso i fatti veri creando un alone intorno di fatti falsi o imprecisi. Nel suo grande Rossi avra’ sbagliato, ma aspetta un po’ prima di godere.

Paolo Aiello

Politica & Sport......
17 agosto 2007, di : Re Nero

Sono pienamente d’accordo con ciò che affermi dell’On Mele e non riesco a trovare le parole per commentarlo.... anzi le avrei ma preferisco non essere volgare. Per quanto riguarda Valentino Rossi invece credo che dovremmo aspettare la fine delle indagini per vedere se il tutto sia vero o se non sia stato un pò ingrandito all’italiana. E se proprio vogliamo dirla tutta credo che sia così; non perchè Valentino Rossi sia un santo ma perchè, nel bene o nel male, fa notizia e quando si è tutti presi da queste notizie non si presta attenzione ad altre cose che magari sono più importanti ma anche più scomode da far risuonare.
Politica & Sport
19 agosto 2007

Come si spiega che il dott. ecc. dopo aver incassato tanti milioni non deve tasse a nessuno?

Come in quel film di Totò che dal macellaio si fece dare la bistecca e pure il resto senza aver pagato nulla?

Mi pare che lei la pensi come me!

Politica & Sport
19 agosto 2007, di : ornella guidi

Premesso che c’è ben poco da godere...caso mai da dispiacersi...

Io mi sono limitata a riportare dei fatti, che non sono la colpevolezza di Valentino Rossi ma cio’ che lo Stato italiano gli ha contestato: di vivere ancora in Italia e di aver portato la residenza in Inghilterra solo per motivi fiscali, se Rossi potrà smontare le accusa a lui mosse dal Fisco italiano, è bene per lui e per tutti noi che non ci sentiremo presi in giro, questa volta dai furbetti del motorino... be’motorino, si fa per dire

Però le notizie vanno dette e scritte, non possiamo sempre nascondersi dietro a un dito,

Specificando sul V-Day
19 agosto 2007, di : ornella guidi

La giornata del V-Day di Beppe Grillo servirà per raccogliere le firme affinché chi ha avuto condanne non possa più avvicinarsi alla politica, sedere in Parlamento...

..così io propongo una raccolta di firme per impedire a quegli italiani che guadagnano più di 10 milioni di euro l’anno di portare la residenza fuori dall’Italia e se questo accade di non avere più la possibilità di riportarcela.

Credo che lo Stato italiano se non riesce a tutelarsi sulla fuga di "cervelli" che per disperazione di mancanza di fondi se ne vanno all’estero, almeno cerchi di cautelarsi per la fuga di contribuenti molto danarosi...che hanno tanti mezzi per "difendersi" dalle maglie del fisco in tanti modi..invece tutti gli altri italiani...pagano appassionatamente

E’ un attentato alla libertà individuale?

No, è semplice giustizia sociale.

Vorrei inoltre ricordare che anche per l’on.le Cosimo Mele vale la presunzione d’innocenza, giuridica e morale.

Politica & Sport
19 agosto 2007, di : Melo Freni

Male male che cosa può accadergli?

E’ abbastanza strafottente e ricco da rimanere in qualsiasi altra parte del mondo e non tornare più in Italia.

Lo abbiamo condannato ad un esilio d’oro! Pensa tu che grande punizione: adesso si godrà i soldi e non rischierà nemmeno più la vita sulle piste (forse).

Nel bene e nel male è stato un grande personaggio. Ciao Valentino.

Politica & Sport
20 agosto 2007

Vedrai che non tornerà più in Italia!

E non è detto che così vivrà di più!

Un debito pagato
18 febbraio 2008, di : ornella guidi

Anche se la notizia è nota ritengo giusto aggiungere che Valentino Rossi ha trovato un accordo con l’Agenzia delle Entrate per una cifra di 35 milioni di euro circa, a saldo delle tasse non pagate per gli anni 2001/2006.

C’è stata prescrizione per l’anno 2000.

Inoltre Rossi ha riportato la residenza in Italia e per l’anno 2007 pagherà le tasse regolarmente allo Stato italiano.

Valentino Rossi è un fuoriclasse e un ragazzo con un grande carisma e in questo caso dire "ragazzo" significa proprio elogiare quella sua travolgente spontaneità che resiste a tutto.

Non si può dunque che essere contenti del fatto che il debito è stato pagato e che Valentino non abbia rinunciato a vivere nel suo paese che è anche il nostro.

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