Resoconto della XII giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie. (Dalla Redazione Libera - ufficiostampa@libera.it)
Oltre 30mila persone sono giunte da tutta Italia per gridare No alle mafie e ricordare le oltre 700 vittime innocenti di mafie. L’Italia intera, quella dell’Antimafia sociale, studenti, boyscout, magistrati, rappresentanti delle forze dell’ordine, amministratori, sindacati, insegnanti, semplici cittadini hanno sfilato, oggi, per le strade di Polistena, cittadina calabrese della Piana di Gioia Tauro, per la XII edizione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, organizzata da Libera e Avviso Pubblico.

Sin dalle prime ore della mattina migliaia di giovani si sono riuniti nei due concentramenti alle porte della cittadina calabrese per raggiungere la centrale Villa Italia. Ad aprire il corteo lo striscione con scritto La Calabria in movimento per la giustizia sociale, retto dai ragazzi di Polistena mentre sventolavano 400 bandiere di Libera recanti ognuna un nome di vittime di mafia. Volere i diritti, dare i diritti, recuperare i diritti partendo dal valore fondamentale del diritto di cittadinanza per tutti. Un messaggio di denuncia ma anche, e soprattutto, di evidenza del buono e del tanto che stato ed realizzato sul versante civile ed istituzionale nel combattere le mafie e le loro protezioni.
Dal palco sono state letti ancora una volta tutti i nomi dei morti, già’ scanditi con l’altoparlante durante il corteo. La lista, che comincia da meta’ Ottocento e arriva ai nostri giorni, e’ stata letta da più’ persone, fra cui il procuratore generale di Torino Giancarlo Caselli, il prefetto di Torino Goffredo Sottile, Tano Grasso, il deputato Giuseppe Lumia, sindaci e amministratori della Calabria, Rita Borsellino. Ma soprattutto dai tanti familiari delle vittime di mafie. Oltre 250, che si sono radunati a Polistena per parlare delle loro storie, delle loro sofferenze con dignità e coraggio.
Una partecipazione straordinaria- ha commentato Luigi Ciotti, presidente di Libera- tanta gente si messa in marcia nella notte per stare con noi in piazza. Oggi il giorno di dire basta con le vittime della criminalità organizzata. L’unica parola di oggi il dire basta a questa carneficina. Troppo sangue stato versato. Una sola domanda di chi la responsabilità? Non possibile - ha concluso don Ciotti - in un Paese civile come l’Italia continuare ad avere tante vittime della criminalità. Abbiamo sentito il racconto di tanti familiari delle vittime molti dei quali vivono una condizione di solitudine. Ognuno di noi, con la propria coscienza deve farsi partecipe di interventi concreti. La manifestazione di oggi non é il punto di arrivo né di partenza, perché Libera é impegnata quotidianamente contro la criminalità organizzata. E lo continueremo a fare ancora con più passione, con più coraggio ed entusiasmo.
La mafia ha continuato a uccidere, anche in questi anni in cui, secondo molti, agirebbe sommersa. Soltanto negli ultimi dieci anni ben 2500 persone sono rimaste vittima del crimine organizzato e di queste 155 vittime innocenti, dei quali 37 erano adolescenti e bambini. E non possiamo dimenticare anche i "morti vivi", ovvero "le vittime dell’usura, del racket, della droga". Ma i traffici delle mafie fanno anche altre vittime: ci sono il contrabbando e la tratta degli esseri umani dietro alle 7000 persone, tra cui 2.141 dispersi che dal 1988 sono morte sulle rotte per l’Unione Europea .