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Poesia è politica (15): La Poesia della carta riciclata

Siamo fatte di carta : Arte, poesia e rinascita al femminile / di Anna Maria Scocozza e Floriana Porta. - Senigallia: Ventura, 2024. - 166 p. - (Tina). - ISBN 979-1-28138865-9.

di Alessandra Calanchi - mercoledì 29 maggio 2024 - 546 letture

Nell’Introduzione di Sara Durantini, “Di carta, incontri e sguardi”, entriamo in questa opera che mi sento di poter definire eccentrica attraverso nientemeno che T.S. Eliot. Un nome che non ammette dubbi o contestazioni. E la cui funzione, qui, si spiega relativamente al rapporto fra lo scrittore, la sua contemporaneità, e la storia. Le due autrici, per Durantini, attingono non solo dal passato, ma dalla tradizione dei livres pauvres, di cui trattengono la necessità di un dialogo intimo tra parola e immagine, semplicità dei materiali e ricchezza creativa. Le parole chiave di questo dialogo saranno immediatezza, rapidità, frammentarietà, cesellatura.

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Copertina di Siamo fatte di carta, di Anna Maria Scocozza e Floriana Porta

Porta è poeta, Scocozza è artista: le loro voci si intrecciano in questo volume in un processo di trasformazione dello spazio, in un gioco di condivisione anticonvenzionale. La carta – come spiega la seconda – è stata scelta come soggetto vivente da cui far emergere lo “spirito” che la abita, e il “guardaroba poetico” è tutto al femminile, realizzato con carta riciclata. Alla base della poesia della seconda c’è la volontà di dare alla carta voce e respiro, in una sorta di eco-filosofia che si rapporta con la natura tramite le sue forme più arcane – l’acqua, le radici, la luce. Un’altra fonte di ispirazione sono gli HAIKU, brevi componimenti giapponesi senza titolo né punteggiatura.

Troviamo nel volume lingerie fatte di carta dorata, fiori e farfalle, erba e spine, ma anche la poesia come armatura:

Siamo fatte di carta,
di fili ritorti,
d’ali sospese,
di fragili corazze,
di lava rovente,
di luci visionarie,
di briciole d’assenza,
di gusci fossilizzati,
di respiri millenari.

Siamo fatte di carta,
di storie perse nel tempo,
di alberi capaci di sognare,
di narrazioni e di traguardi.

[…] (p. 22)

Ricucire l’anima e i sogni delle donne: questo l’obiettivo dichiarato – e plurale – delle due autrici. Che scrivono infatti: “Cucio e riparo tutti gli echi / che orbitano dentro di me” (p. 41).

E alcuni versi potenti come aforismi:

“Fare poesia significa / dare voce al non detto” (p. 83); “L’immaginazione è un luogo che non può / essere mappato” (p. 136); “Il silenzio della carta racchiude / sempre un segreto” (p. 137); ecc. Auguro alle due artiste di fare tante belle mostre con i loro oggetti meravigliosi, e consiglio questo libro a chi voglia fare – e farsi – un regalo. Da leggere, da guardare, da sfogliare di tanto in tanto. E farsi inondare dalla bellezza. Regalare questo libro è come regalare un mazzo di rose – ma dura molto, molto di più.

Con questo volume concludo temporaneamente la rassegna “Poesia è politica”, sperando che la Poesia e la Politica continuino ad abitare il nostro cuore e la nostra mente.

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Siamo fatte di carta 001
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Siamo fatte di carta 002

Anna Maia Scocozza, diplomata in Costume e Moda, conduce laboratori e recentemente la sua ricerca artistica si è concentrata sul “Guardaroba poetico”. La sua arte è estetica ma anche etica, poiché si interroga su drammi che riguardano le donne, come la violenza e l’emarginazione. I suoi “Indumenti poetici” rivelano strappi come cicatrici che però lasciano intendere nuove fioriture.

Floriana Porta è disegnatrice, fotografa ed esperta di poesia giapponese. Le sue opere si caratterizzano per avere un forte collegamento con l’ambiente naturale e la sua poetica si dispiega fra introspezione e sogno. Il suo stile è ermetico, lontano da retorica e sentimentalismo. Ha partecipato a varie antologie, da Verso altri cieli (2013) fino a Oltre gli orizzonti (2022).



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