Pizza connection

Un piccolo riepilogo di alcuni avvenimenti
di Adriano Todaro - lunedì 8 agosto 2016 - 2513 letture

E’ un bel po’ che, cari lettori, non ci sentiamo. Sono stato in ferie. Sono stato al Sud, ho percorso, in parte, l’avveniristica Salerno-Reggio Calabria, ho appreso dai giornali tantissime cose brutte avvenute nel mondo, dagli attentati alle guerre. Ho appreso di tanti innocenti morti, di tanti migranti annegati. Ma ho appreso, anche, tante cose positive che avvengono in Italia. Voglio fare un riepilogo di alcuni avvenimenti che mi hanno particolarmente colpito. Solo alcuni, certo. Anche se il lettore mi scuserà se, per questa volta, sarò un po’ lungo.

Pizza siciliana – Se non avete lavoro o se vostro figlio cerca un impiego dovete prendere esempio di chi ce l’ha fatta. Gli ingredienti sono di una semplicità disarmante. Prima di tutto bisogna avere alle spalle una famigghia unita. Ci vuole un padre che chiede alle Poste Spa 80 posti per i suoi amici, un fratello, piuttosto intelligente, che di mestiere fa il ministro, una moglie che lavora alla Camera, nel gruppo Ncd (Nuova camorra democratica? No! Nuovo centro destra) e un curriculum da mettere su Linkedin. Ci siamo? Ecco, ora mettere tutto nel frullatore e fatelo girare per tre minuti. Versate in una scodella ed oplà ecco che spunta Alessandro Antonio Alfano. Intanto questo ha due nomi quindi deve essere più intelligente del fratello che di nome ne ha uno solo e poi si presenta bene: occhiali scuri e cravatta. Le cronache lo descrivano come “gaudente” che non riesco bene a capire cosa significhi. Comunque non perdiamoci come al solito. Alessandro Antonio viene notato, per caso, a sua insaputa, dai dirigenti delle Poste. Classe ’65, laurea triennale in Economia a 34 anni con sospetti di esami comprati, in ogni posto dove arriva provoca guai e difficoltà. Uno così non bisogna farselo scappare. Gli danno uno stipendio misero: 160 mila euro l’anno più naturalmente bonus e fringe benefits. Dopo quattro mesi di duro lavoro, il suo stipendio è di 180 mila euro. Lo fa assumere il faccendiere Raffaele Pizza, arrestato il 6 luglio scorso. I carabinieri lo intercettano e scoprono tutto. Alessandro Antonio, anche lui con la Fronte Alta, si sente deprezzato e, giustamente, come tutti i giovani, vuole di più. E’ così fa scrivere al suo avvocato alle Poste dicendo che è trattato male. L’amministratore delle Poste, Francesco Caio, è terrorizzato dalla lettera dell’avvocato e gli aumenta subito lo stipendio a 200 mila euro l’anno. Ah, a proposito. Raffaele Pizza è un fratello anche lui. Di Giuseppe, sottosegretario del governo Berlusconi all’Istruzione, Università e Ricerca. Ricerca de che? Boh!

Sacrifici – Apprendo con vivo compiacimento che siamo tutti uguali ma che qualcuno è più uguale. Finalmente tutti pagano il canone Rai così i dirigenti possono prendere un sacco di soldi. Altro che soglie di 240 mila euro l’anno. Se uno vale è necessario pagarlo. Sono 94 le persone che guadagnano oltre i 300 mila euro (anche 650 mila) ma io voglio parlarvi di chi sono soggetti a stalking continuo. Sono 12 dirigenti che vengono pagati e non li fanno lavorare. Un’ingiustizia che incide anche sulla fragile psicologia di questi dirigenti che ogni sera, tornando a casa, dalle rispettive famiglie, portano sconforto e tristezza. Una di questi è Anna La Rosa che prende 240 mila euro l’anno. Ce la ricordiamo craxiana a Telecamere ma oggi non sa come passare il tempo. Naturalmente una così ha anche tante ferie arretrate e così se n’è andata negli Stati Uniti. A fare che? “Ho seguito la campagna di Hillary, ho scritto per giornali scientifici. Ho fatto un sacco di cose”. Bon, morta lì. Ci crediamo sulla parola che ha fatto un sacco di cose con i nostri soldi.

Un Sì è per sempre – Il bulletto di Rignano e la statista di Montevarchi ci avevano detto che con la vittoria dei Sì al referendum costituzionale, avremmo risparmiato un miliardo l’anno. Poi hanno rifatto i conti e ci hanno detto mezzo miliardo. Relazione della Ragioneria generale dello Stato: “1) riduzione del numero dei senatori: risparmio annuo 49 milioni di euro; 2) eliminazione delle Province: allo stato risparmi non quantificabili; 3) fissazione di un tetto degli emolumenti: si rappresenta di non disporre di elementi utili da fornire in merito; 4) eliminazione del Cnel: risparmio di 8,7 milioni”. Totale: 58 milioni a cui potrebbero aggiungersi qualche centinaia di migliaia di euro ricavate dalle voci indicate come “non quantificabili”. Alla Ragioneria generale dello Stato mi sa che ci deve essere qualche gufo comunista. Se veramente volevano risparmiare bastava una legge ordinaria con la diminuzione delle indennità parlamentario, rimborsi spese e vitalizi.

Droga&Cilicio – Surreale dibattito alla Camera sulla proposta di legge per la coltivazione di cinque piantine di marijuana. Aula praticamente vuota. I pochi che intervengono parlano dei pericoli dell’approvazione della legge, mettono assieme l’Isis, scippatori, bambini in pericolo e tanto altro. Ora a parte che è risaputo che i nostri parlamentari sono ottimi consumatori di droghe pesanti, quello che mi ha colpito è stato l’intervento della donna del cilicio Paola Binetti: “Il Thc (sostanza prodotta dalla cannabis-Ndr) provoca vuoti mentali e sconforto emozionale, effetti allucinogeni e uno stato di alterazione della realtà”. Mi ha colpito perché mentre diceva ciò, guardava insistentemente il suo compagno (si fa per dire) di partito Giovanardi che poco prima aveva esclamato: “E’ come legalizzare il furto per far calare scippi e rapine”. Per una volta siamo d’accordo con il cilicio. Cosa si fuma Giovanardi?

Anzi, no – I grandi giornalisti si vedono dal mattino e il TG1 ci parla della sparatoria di Monaco. Addirittura trovano un italiano che era nel centro commerciale. Il giornalista domanda com’è la situazione. L’italiano non sa cosa dire perché non era in quel centro commerciale. Il giornalista però insiste: “Ma ha sentito gli spari?”. Delusione. L’italiano era intento a fare acquisti e non ha sentito nulla. Enrico Mentana, invece, ci parla per un’ora senza avere neppure una notizia. Ci racconta che lo sparatore era solo, anzi no, erano in tre. Che è un terrorista, anzi no non è un terrorista, è un commando, anzi no non è un commando. Il gruppo Studio Aperto e TGcom trovano, da veri segugi, una italiana dispersa. Era in un ospedale ferita leggermente. Anzi no. E’ morta. Il marito lo sapeva. Sarebbe bastato chiedere a lui. Il Corrrierone non vuole essere da meno e scova una dottoressa, naturalmente italiana, pronta a partire per le ferie in Puglia. Ma avviene la strage. Lei si mette in contatto con l’ospedale per sapere se doveva saltare le ferie. L’ospedale gli risponde che c’era sufficiente personale. Che partisse pure per la Puglia. Una testimonianza di quelle che entreranno negli annali del giornalismo. Che ci vuoi fare: è la stampa, bellezza e tu non puoi farci niente.

Semplificare – Quando mia moglie ha letto che la holding finanziaria della Fiat si spostava ad Amsterdam ha cominciato una filippica che lo fanno per pagare meno tasse sui dividendi considerato che in Italia si paga il 27,5% più il 3,9% di Irap mentre in Olanda dallo 0 al 15%. Come al solito mia moglie è sempre irruenta ma sarebbe bastato leggere l’house organ della Famiglia per capire come stanno le cose. Il titolo era: “Exor semplifica e diventa olandese”. Ecco spiegato l’arcano. Se voi volete pagare meno tasse, basta andare ad Amsterdam. In realtà non state evadendo, ma semplificando. Dal 1977 ad oggi, la Fiat ha preso, da noi, 7 miliardi di euro. Ora, semplificando, scappa per lasciare un nuovo buco nelle casse del fisco. Mi sa che ha ragione mia moglie.

Surreale – D’estate è facile prendere colpi di sole e allora spuntano le ordinanze dei sindaci che vietano tutto, dall’uso degli zoccoli alle canottiere alzate sulla pancia. Naturalmente i divieti colpiscono, in particolar modo, i migranti, tanto con contano un cazzo. Ed ecco, allora, fiorire ordinanze contro gli sputi o il divieto di dimora se non hai il certificato sanitario. In pratica se un italiano sputacchia va bene, se è del Ghana, no. Un italiano con una malattia infettiva può soggiornare liberamente ad Alassio o Fregene, se è del Mali, no. Ma la migliore ordinanza l’ha scritta il sindaco di Flumeri (Avellino), un vero genio: “Gli immigrati non possono camminare a piedi lungo le strade del paese nelle ore serali se non indossano il giubbotto catarifrangente”. A questo sindaco bisognerebbe dargli un premio speciale. Magari un giubbotto catarifrangente per il cervello.

Giochi di prestigio – Vi dicevo all’inizio della Salerno-Reggio Calabria. Dovevo uscire a Sibari e mi hanno fatto fare venti chilometri in più per raggiungere la statale 106. Ma dopo qualche giorno ecco l’illusionista toscano che ha annunciato urbi et orbi che hanno aperto un viadotto, tra Laino Borgo e Campotenese. Non solo. il prestigiatore ha anche confermato che l’autostrada sarà pronta per il 22 dicembre. Ora, a parte il fatto che questo scherzetto ci costa qualche miliardo in più, Renzi parla di autostrada “tutta a quattro corsie”. Poi mancherà solo la galleria Laria di 600 metri e sarà tutto finito. Ciò che non dice è che diversi tratti sono spariti. Erano state pubblicate le gare ma non se ne sa più nulla. In pratica con un tocco di bacchetta magica la Salerno-Reggio Calabria è diventata più corta. Non è meraviglioso?

Lotta cosmica – Questa volta la sinistra del Pd le ha cantate chiare. Chiare? Beh il Pierluigi di Bettola non è mai stato chiaro ma coraggioso e coerente sì. Dice il Bersani: “Abbiamo votato Sì alle riforme e votiamo Sì al referendum, purché non venga fuori un Sì cosmico contro un No cosmico”. Chiaro, no? Questo vota Sì, in Parlamento, per cambiare la Costituzione ma non vuole un Sì cosmico e neppure un No cosmico. Boh! Meglio tentare con una speranziella, il famoso barricadiero Roberto Speranza. Lui si lamenta, in direzione, che le ragioni del No non siano visibili e presenta un ordine del giorno che impegna il partito a “offrire piena cittadinanza anche a chi sostiene le ragioni del No”. Ammazzalo che discorso forte. Renzi sentite queste parole si è fatto portare un cordiale per risollevarsi un po’. Aveva una paura di Speranza… Non pago di aver incendiato gli animi, Robertino ha così continuato: “Senza modifiche all’Italicum voteremo No al referendum”. Ricapitoliamo: in Parlamento lui ha votato sia l’Italicum che la riforma della Costituzione di Denis e Madonna dei Boschi Fioriti. Ora cambia verso e dice che “voteremo” (plurale) No. Non perché la riforma fa schifo e ribrezzo. “Voteremo” No se non cambia l’Italicum. E i cosiddetti dissidenti Pd per dimostrare che le cose stanno modificandosi, citano un gruppo di nuovi rivoluzionari che hanno quasi cambiato idea sulla riforma. Le new entry sono Dario Franceschini (inteso Che), Matteo Orfini (inteso Bakunin) e Maurizio Martina, quello convinto di fare il ministro (inteso Pisacane). Con questi coraggiosi e gagliardi rivoluzionari, più che una lotta cosmica sarà una lotta alla buvette.


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