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Più libri più liberi 2014

13° edizione, 4-8 dicembre 2014, Eur Palazzo dei Congressi, Roma
di Piero Buscemi - lunedì 8 dicembre 2014 - 4791 letture

La pioggia e le ultime notizie sulle vicende della politica romana di questi giorni avevano contribuito a frenare qualsiasi entusiasmo su faccende ipoteticamente più goliardiche e lontane da qualsiasi distrazione culturale. Ma Roma è Roma. Come ancora oggi si sente dire in giro, quando in una frase semplicistica si vuole riassumere la grandezza di questa città.

E così Roma ci ha regalato un sabato di sole e di letteratura tra gli stand del Palazzo dei Congressi all’Eur. La Fiera Nazionale della Piccola e Media editoria ha dato un segnale da non sottovalutare durante questa sua tredicesima edizione. Un segnale che ci ha confermato un interesse sempre più ampio da parte degli appassionati lettori verso le novità del mondo letterario che, a discapito di non sempre valide leggi di mercato e di pubblicità indotta, le case editrici meno blasonate riescono ancora a offrire.

Abbiamo girato in lungo e in largo tra gli stand, dopo avere arricchito la nostra vecchia e fedele sacca di libri con alcuni titoli di autori africani che, con una capacità del convincimento inimmaginabile e la competenza dimostrata, alcuni venditori ambulanti di origine senegalese piazzati fuori l’ingresso della fiera, ci hanno proposto soffermandosi a spiegarci e a erudirci sulla letteratura del continente nero che meriterebbe maggiore attenzione.

Così, dopo questa breve parentisi, ci siamo immersi all’interno della fiera pregustando un’atmosfera meno pomposa rispetto a altri appuntamenti letterari, ma con la sensazione, sin da subito, di avere a disposizione una considerevole scelta di titoli di un certo spessore.

La prima considerazione da fare è l’immagine di livellamento e di distribuzione egualitaria degli spazi messi a disposizione delle case editrici, che traspariva una proporzionata intenzione di permettere agli espositori di offrire la loro fetta di cultura, senza alcun privilegio da vetrina "cattura cliente" rispetto alle concorrenti. A dirla tutta, non sembrava neanche di stare in mezzo a una seppur doverosa e corretta concorrenza commerciale, alla quale siamo stati abituati in altre occasioni quasi tacitamente a colpi di nomi "cubitali" e personaggi tv sparsi tra gli scaffali.

Altra particolarità degna di nota, ci è sembrata così semplice ma così geniale, l’iniziativa portata avanti da diverse case editrici di preservare i libri dall’inevitabile macero, al quale sono destinati molti titoli dopo alcuni anni dalla loro uscita. E’ stato possibile acquistare libri nuovi con il prezzo irrisorio di 2 o 3 euro, senza sminuire la qualità dell’autore e della sua opera. Alla faccia della legge Levi, quella per intenderci che ha fissato lo sconto del prezzo di copertina al 15% e che ha provocato la chiusura di tante piccole ma valide realtà editoriali italiane.

Molto interessanti anche i corsi di formazione (per i filo-inglesisti: workshop) dedicati ai visitatori professionali, quali editori, librai e scrittori. Ma il programma è stato arricchito, oltre dalla varie presentazioni delle nuove uscite letterarie, anche dalla presenza di vari personaggi della stampa e della scrittura creativa italiana. Abbiamo potuto ascoltare Amedeo Goria e Marcello Sorgi, durante la presentazione del libro che, casualità porta il titolo della nostra testata, Giro di vite di Piero Mastroberardino.

Interessante anche l’intervento di Daniele Ciprì, che presentando il libro Stalin + Bianca di Iacopo Barison, ci ha saputo regalare momenti di cinematografia letteraria che, fortunatamente negli ultimi tempi, stiamo riscoprendo. Altro incontro interessante è stato quello denominato Donna scrive donna, che ha visto coinvolte quattro autrici che hanno deliziato il pubblico parlando della loro esperienza di scrittura e il loro approccio a questo irto percorso culturale.

Potremmo citare tanti altri eventi che hanno riempito il programma di questa cinque giorni letteraria, ma tralasciando altri nomi altisonanti che sono stati ospiti della fiera, vogliamo citare due interessanti incontri. Il primo ha riguardato L’arte del racconto o della narrazione breve che ha visto un acceso e istruttivo dibattito tra i due autori Paolo Cognetti e il suo A pesca nelle pozze più profonde, e Christian Raimo con Le persone, soltanto le persone; il secondo, un dialogo il cui titolo riassumeva già la tematica trattata, Contro il silenzio: il giornalismo d’inchiesta, con la presentazione del libro Un cowboy attraversa la frontiera in silenzio di Diego Enrique Osorno.

Un programma, dunque, variegato e destinato a un pubblico differente, sia per età che per interessi culturali. Certo, aver girato per Roma e esserci soffermati davanti alla tragedia del Teatro Eliseo, con locandine sparse per terra, un buio assordante e una saracinesca a impedirci qualsiasi contatto, ha per un attimo ghiacciato il nostro entusiasmo. Ci è venuto incontro il concerto al Sistina di Paolo Conte, per dare un tocco di jazz alla nostra vita. Senza dimenticare la mostra dedicata a Cartier-Bresson all’Ara Pacis.

Una considerazione ci sembra doverosa: oggi, forse, non è neanche importante conoscere il numero delle persone che hanno voglia di vivere di cultura; quello che conta è sapere quanta libertà hanno ancora per poterne godere.

Amedeo Goria Daniele Ciprì Eliseo Intervento di Ciprì Intervento di Goria Lo stand della Basilicata Mostra Cartier-Bresson Tra gli stand Un momento vintage


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