Pirateria digitale: ogni giorno 320 mila atti

Nuovo quotidiano in Trentino ‒ Continuano aggressioni ai giornalisti ‒ Commissione europea: basta azioni legali contro giornalisti

di Adriano Todaro - mercoledì 15 giugno 2022 - 2104 letture

AGGRESSIONI CONTINUE ‒ Sempre più difficile fare i giornalisti nel nostro Bel Paese. Mercoledì 18 maggio scorso. Il cronista de la Repubblica Luca Monaco è stato prima minacciato e poi aggredito da un barista della discoteca romana Piper (famoso per aver “lanciato” Patty Pravo) . Monaco gli aveva rivolto alcune domande. Dopo l’aggressione, l’uomo si è impossessato del taccuino del giornalista e ha strappato le pagine con gli appunti appena presi. La discoteca era stata appena chiusa dal Prefetto per le ripetute risse. Il 18 maggio Luca Monaco aveva firmato sull’edizione online il pezzo intitolato « Troppe risse e violenze, chiuso per 4 giorni lo storico Piper » . Aveva scritto che il 30 aprile un quindicenne era stato aggredito da alcuni buttafuori e che fra il 2021 e il 2022 sono stati registrati cinque episodi di violenze. Monaco era stato inviato sul posto con l’obiettivo di approfondire il tema. Quando ha intervistato il barista, si è sentito rispondere: « Attento a quello che scrivi che te venimo a cercà » . Qualche giorno fa, un altro giornalista di Repubblica , Andrea Ossino , era stato minacciato e insultato sui social, dopo aver pubblicato la mappa aggiornata dei locali di Ponte Milvio (stesso quadrante della città, stessa clientela e dunque stesso tipo di interessi) frequentati dalla criminalità locale, Casamonica, albanesi, vecchi arnesi del gruppo di Diabolik. Il giorno precedente, 17 maggio, era stato aggredito da un bodyguard della Roma un collaboratore del Messaggero , che voleva raccontare una cena dei calciatori in un ristorante all’aperto del centro della città.

NUOVO QUOTIDIANO ‒ Il prossimo 1 novembre, nelle edicole del Trentino, ci sarà un nuovo quotidiano. Il nome ancora non si conosce ma si sa che punta alla capillarità della distribuzione nelle valli e nei centri urbani e alla multipiattaforma, quindi diffusione cartacea ma anche su internet. I “padroni” del nuovo quotidiano sono le principali organizzazioni imprenditoriali del Trentino: Confindustria Trento, Federazione Trentina della Cooperazione (promotori), Associazione Artigiani, Associazione Albergatori, Ance Trento. La società editoriale sarà una srl di proprietà al 100% della Fondazione Synthesis. Il nuovo giornale quotidiano vuole essere « espressione effettiva della comunità trentina: per contribuire al dibattito pubblico, mettere a confronto idee e opinioni con obiettività, chiarezza e trasparenza, concorrere alla costruzione di una cittadinanza consapevole e informata ». Il presidente di Confindustria Trento, Fausto Manzana ha dichiarato all’ Ansa : « A noi interessa conquistarci giorno dopo giorno una credibilità , un giornale moderato, non anti governativo né filo governativo ». Poi ha così proseguito: « Abbiamo iniziato a ragionare un po’ più di un anno fa su un giornale vero, con 40 pagine, che esce tutti i giorni tranne il lunedì, che abbia voglia di approfondire i temi a noi cari. Se n’è discusso molto nel coordinamento provinciale imprenditori e dal dibattito ognuno di noi ha portato ne l proprio organi decisionali questo tema ». I giornalisti, nel nuovo quotidiano trentino, dovrebbero essere 22.

STOP AD AZIONI LEGALI CONTRO GIORNALISTI ‒ Questo l’obiettivo delle proposte, contenute in una direttiva e una raccomandazione, presentate dalla Commissione europea. Un atto dovuto in memoria di Daphne Caruana Galizia, la giornalista maltese uccisa a causa delle inchieste condotte sul fenomeno della corruzione nel suo Paese, ha detto Vera Jourova, vicepresidente della Commissione Ue. Per tutelare le vittime di Slapp – l’acronimo scelto dall’Unione per indicare le vittime di una strategia basata su attacchi legali per tacitarle – la proposta di direttiva dà la possibilità ai giudici di dichiarare il non luogo a procedere nel caso di manifesta infondatezza della denuncia presentata e, in questo caso, di imporre ai ricorrenti il pagamento di tutte le spese. Possibili anche delle ‘penalità dissuasive’ a chi intraprende azioni legali manifestamente strumentali, infondate e mirate solo a tacitare chi, nell’ambito della sua attività professionale, denuncia abusi, casi di corruzioni e violazioni dei diritti umani. Le vittime di Slapp avranno anche il diritto di richiedere e ottenere una piena compensazione dei danni materiali e morali subiti. Inoltre, i Paesi Ue avranno il diritto di non riconoscere le sentenze emesse da Paesi terzi contro persone domiciliate nell’Ue e condannate in base a procedimenti ritenuti infondati. Prima di diventare legge la direttiva dovrà ​ essere approvata dal Consiglio e dal Parlamento.

OGNI GIORNO 320MILA ATTI DI PIRATERIA DIGITALE ‒ La pandemia ha favorito la pirateria di libri a stampa, ebook e audiolibri. È questa la “fotografia” della seconda analisi Ipsos. Stando ai numeri, illustrati dal presidente Ipsos, Nando Pagnoncelli, nel 2021 si sono compiuti 322mila atti di pirateria al giorno, per un totale di 117,6 milioni contro i 112 milioni del 2019, in crescita del 5%. Chi sono i pirati? Nel 2021 ha compiuto almeno un atto di pirateria riguardante il libro di varia (romanzi e saggi) almeno 1 italiano su 3, il 35% (era il 36% due anni fa) della popolazione sopra i 15 anni. Nello specifico, il 23% ha scaricato gratuitamente almeno una volta un ebook o audiolibro da siti o fonti illegali su Internet, il 17% ha ricevuto da amici/familiari almeno un ebook, il 7% ha ricevuto da amici/conoscenti almeno un libro fotocopiato, il 6% ha ricevuto da amici un abbonamento o codici di accesso per usufruire di ebook e audiolibri, il 5% ha acquistato almeno un libro fotocopiato. I dati diventano allarmanti guardando ai settori specifici dell’editoria universitaria e degli utenti dell’editoria professionale. Ha compiuto nell’anno almeno un atto di pirateria l’81% degli studenti universitari. Mediamente, ognuno di questi utenti ha piratato oltre 10 testi (10,6). Se prendiamo invece in considerazione l’universo dei liberi professionisti (avvocati, notai, commercialisti, ingegneri, architetti e altri), il 56% di costoro ha compiuto almeno un atto di pirateria nell’ultimo anno, con una media di 9,3 atti ciascuno. Le perdite Ad essere danneggiati sono tutti i settori del mondo editoriale. Le vendite perse nel settore della varia sono pari a 36 milioni di copie l’anno, per un mancato fatturato di 423 milioni di euro. Le copie (libri a stampa e digitali) perse nel settore universitario sono 6 milioni, pari a un fatturato di 230 milioni di euro; quelle nel settore professionale – libri, ebook e banche dati – sono pari a 2,8 milioni di copie, con una perdita a valore di 118 milioni di euro. Se si guarda al mancato fatturato per canale di vendita, le librerie fisiche perdono in un anno 243 milioni di euro. Gli store online hanno un mancato fatturato (libri a stampa e digitali) di 455 milioni e ci sono 73 milioni di mancati ricavi per abbonamenti a servizi di audiolibri o ebook.

AI LETTORI ‒ Con questo numero, sospendo momentaneamente questa rubrica sul mondo editoriale. La mia collaborazione riprenderà nei prossimi mesi. Un caro saluto a tutti i lettori e grazie di avermi seguito. ​


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