Ancora una volta il governo conservatore israeliano compie azioni di guerra sproporzionate, ancora una volta ignora l’ONU, anzi, gli spara contro.
PIOMBO..FUSO sui civili
Ho scritto un testo di memorie personali che riguardano anche la Palestina e Israele. Un testo positivo, foriero di speranza per un mondo migliore. E proprio mentre stavo prendendo accordi con l’Editore, l’esercito israeliano avanzava su Gaza con bombardamenti e stragi di civili.
“L’attacco israeliano contro Hamas è totalmente sproporzionato”- dice Amos Oz in una intervista a Il Messaggero del 7 gennaio 2009. E’ una voce autorevole del mondo intellettuale, fondatore di un nuovo movimento politico per la pace, uno degli scrittori israeliani più conosciuti in Italia.
Sono veramente sbalordita da quanto sta succedendo nel territorio di Gaza.
Ancora una volta il governo conservatore israeliano compie azioni di guerra sproporzionate, ancora una volta ignora l’ONU, anzi, gli spara contro. Ancora una volta Israele importa..democrazia dall’America di Bush ( che non firma la risoluzione ONU) : un cargo di armi Usa é arrivato oggi al porto di Tel Aviv. Non ha bisogno di tunnel nascosti per sbarcare. Lo fa alla luce del sole, tra il silenzio della stampa imbavagliata.
Chi ha buon senso non approva l’operato di Hamas che impera (purtroppo regolarmente eletto) a Gaza, e lancia razzi contro Israele.
Chi ha buon senso, però, si è reso conto da lungo tempo che i razzi di Hamas uccidono più o meno come quelli di fine anno a Napoli, e che le armi sofisticate di Israele non sono così “intelligenti” da evitare le morti di civili. Gli oltre 900 morti, più i 3000 feriti palestinesi in una settimana, valgono più o meno 10 militari morti e qualche ferito israeliano? Secondo i conti commerciali del capitalismo pare di sì: in effetti i poveracci valgono quasi nulla anche nelle assicurazioni sulla vita.
Ma per i pacifisti i morti non hanno colore, e soprattutto non si vorrebbe neppure contarne il numero, proprio perché si ritiene inammissibile e falso che la violenza delle armi possa risolvere conflitti, specie in un mondo che si definisce civile e democratico. Ma questa invasione bellica denominata Piombo Fuso può considerarsi civile? Forse sarebbe il caso chiamarla Piombo, Fuso sui civili.
In queste azioni non vi è neppure l’ombra di civiltà e democrazia, ma neppure “l’etica”, si fa per dire, del concetto storico di guerra, secondo il quale due eserciti si affrontano alla pari. Lì si segue un’altra filosofia, quella che per estirpare il virus è giustificato iniettare a dosi ripetute e massicce il veleno, un veleno possibilmente doloroso e a morte lenta però, anche dove il virus non c’è. Tra donne, vecchi, bambini, giovani, il virus di Hamas non c’è. Ma il veleno che si è iniettato da tempo è sempre più micidiale.
Cerco voci autorevoli nella stampa italiana ( Israele censura e caccia i giornalisti!) perché facciano da eco al mio sconforto, e per fortuna ne trovo molte.
“La gente grida il suo odio. Non contro gli ebrei, come si vuol far credere, ma contro un esercito che ammazza degli innocenti”- dice Tahar Ben Jelloun in una intervista telefonica rilasciata a Francesca Pierantozzi a cui mi riferisco (Messaggero del 7 gennaio). “E’ un crimine. Un crimine vergognoso. Un crimine contro l’umanità. I popoli del mondo arabo, dei paesi del Maghreb, i popoli d’Europa, tutti sono scandalizzati.
Non è la prima volta che Israele sceglie questa strada. Nel 2006, quando ha attaccato il Libano, si invocavano le stesse ragioni, le stesse giustificazioni per rispondere alla Jihad islamica. Oggi rispondono è Hamas. Il risultato è sempre lo stesso: la morte dei civili, di centinaia e centinaia di innocenti. E’ inammissibile. Non parlo come arabo, ma come essere umano. Sono disgustato da questa arroganza israeliana che si permette di fare la guerra a un popolo inerme, con in mano pietre. E razzi che fanno soprattutto paura”.
Sono ancora le sue parole che leggo con partecipazione e condivisione dall’intervista al grande scrittore francofono più letto al mondo, tradotto in oltre 40 paesi. “..Da sempre schierato contro il razzismo, tutti i razzismi, risponde stentatamente alle domande come per compiere un dovere[....]sottolinea l’intervistatrice [...]le bombe su Gaza hanno rubato alle parole la poesia, la sensualità, la magia che incantano nei suoi romanzi[..]” Ho avuto il privilegio di conoscere personalmente questo scrittore, del quale sono una fedele ammiratrice e lettrice. Poesia, sensualità e magia nei suoi romanzi, ma anche concetti fondamentali per la formazione umana sono espressi nelle interviste, negli scritti sul razzismo e su come spiegarlo ai giovani, nei suoi interventi contro le guerre.
Ho letto e condiviso anche le parole di un’altra voce autorevole, quella di Dacia Maraini, la grande scrittrice italiana che nella sua significativa intervista al quotidiano citato, sconvolta dalle immagini dei tanti bambini palestinesi vittime del Piombo Fuso, dice:
“Uccidere bambini vuol dire sopprimere il futuro. E sopprimere il futuro vuol dire togliere di mezzo la speranza e la gioia di vivere[.....]
[...Ognuno di questi bambini è un motivo di risentimento in più, un motivo di rabbia e uno sprone all’odio. Come non capire questo semplice meccanismo di causa ed effetto? [...]Si salva solo chi si mostra più forte? Siamo in un mondo regolato solo dai rapporti di forza? E allora io dico che Israele sottovaluta pericolosamente la forza di quei piccoli corpi morti che colpiscono l’immaginazione di chi guarda.
L’immaginazione ha una forza che non possiede nessuna bomba, nessun fucile, nessun razzo al mondo. L’immaginazione partorisce dolore. Il dolore partorisce giudizio. Il giudizio partorisce indignazione. La grande madre immaginazione, anche quando se ne sta nascosta e silenziosa, alla lunga non può che vincere sulla palese brutale forza degli esplosivi”.
Le manifestazioni pacifiste contro la guerra assurda si moltiplicano ovunque. Per avere notizie e immagini TV che siano attendibili bisogna guardare quelle estere. Al Jazeera, ad esempio.
Ancora una speranza dalle parole di Barak Obama. “ Il conflitto israelo-palestinese sarà uno dei primi punti nell’agenda, dal 20 gennaio dobbiamo impegnarci per essere una terza parte in cui tutti abbiano fiducia[... ]La morte di civili su entrambi i fronti "spezza il cuore".