Miscellanea di notizie portate dai giornali sabato e domenica scorsa. Sono passati 150 anni dall’Unità d’Italia per finire a riportare i fasti del Sultano e il pensiero di Rifondazione socialista
E’ molto salutare, o meglio terribile, leggere i quotidiani del nostro Paese. Io mi sono voluto soffermare solo su due giorni, le edizioni di sabato 26 e domenica 27 febbraio. Non è necessario fare tanti commenti. Vi presento una miscellanea di notizie apparse sui quotidiani di quei giorni.
A volte ritornano – Ritorna in Rai Giuliano Ferrara che tra una mutanda e l’altra trova il tempo di studiare nuovi palinsesti. Da quando è tornato ad essere il consigliere del Sultano, le porte si aprono a comando. Prima diventa editorialista del quotidiano diretto da Za-la-Mort Sallusti, poi avrà uno spazio tutto suo sul canale 1 della Rai in quello spazio che aveva, prima dell’editto bulgaro del 2002, Enzo Biagi. La trasmissione di Biagi, nel 2004 era stata premiata come il miglior programma giornalistico realizzato nei 50 anni della Rai. Poi Berlusconi l’aveva cancellata per l’uso criminoso che, a suo dire, ne faceva Biagi e al suo posto aveva messo prima Pierluigi Battista, poi Oscar Giannino, poi Riccardo Berti (che veniva da Isoradio), poi, ancora, le gag noiosissime di Solenghi e Lopez ed, infine, aveva tentato anche con “Le tre scimmiette” di Simona Ventura. Tutti dei fallimenti. Ora ritenta con Ferrara ed anche con Sgarbi che avrà anch’esso, la sua striscia personale. Ritorna anche Maurizio Costanzo, iscritto alla P2, ma ascoltato guru per l’immagine di D’Alema e compagnia. Nel cast di Costanzo forse anche Ingrid Muccitelli che, causalmente, è la compagna del direttore generale della Rai, Diego Masi. La sinistra, o meglio la cosiddetta, si lamenta dello strapotere di Berlusconi sulla Tv. Dovrebbe però fare ammenda perché non ha mai fatto nulla contro il suo strapotere, anzi l’ha sempre favorito. Nel 1994, quando è “sceso in campo”, era titolare di tre reti Tv e la legge n.361 del 1957 così recita: “Non sono eleggibili… coloro che in proprio o in qualità di rappresentanti legali di società o di imprese private risultino vincolati con lo Stato per contratti di opere o di somministrazioni, oppure per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica, che importino l’obbligo di adempimenti specifici, l’osservanza di norme generali o particolari protettivi del pubblico interesse, alle quali la concessione o l’autorizzazione è sottoposta”. La questione arriva alla Giunta per le elezioni, la quale si permette di andare fuori legge e dichiara Silvio Berlusconi eleggibile. In Giunta il voto è unanime, dal Polo ai Progressisti passando per il Ppi. In quel momento segretario del Pds è Massimo D’Alema personaggio che, si spenderà moltissimo per le Tv di Berlusconi.
Regolamenti – Da più parti si ripete il solito mantra: così non si può andare avanti; Berlusconi va contro la Costituzione, fa solo i suoi interessi ecc. Qualche giornale propone una sorta di Aventino o, meglio, propone di paralizzare i lavori parlamentari. Il Pd risponde che i regolamenti non lo consentono.
Spaventosa - “La dissoluzione non è reato. Non spetta alla procura e ai giudici far rispettare le regole della moralità… Affidare ai magistrati e ai loro poter la custodia della moralità produce incubi totalitari… Se la condotta di Berlusconi è riprovevole, l’azione della Procura di Milano è spaventosa e suscita più di un timore di ingerenza nella sfera politica”. Chi ha detto queste frasi? Nicolò Ghedini? No. Le ha dette al Corriere, Mario Barbi, deputato del Pd.
Dipendenza dai genitori – Silvio Berlusconi guadagna circa 120 milioni di euro l’anno. Dalle Holding Prima, Seconda e Terza ha estratto 118 milioni di euro per lui. La figlia Marina, da altre holding, solo 12 milioni di euro; Pier Silvio, 5 milioni. Poi un po’ di soldini a tutti gli altri figli. Nello stesso momento che la famiglia Berlusconi passava alla cassa, il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, sottolineava l’accentuata dipendenza dei figli dai genitori: “I salari d’ingresso dei giovani sul mercato del lavoro, in termini reali, sono fermi da oltre un decennio su livelli al di sotto di quelli degli anni Ottanta. E il tasso di disoccupazione giovanile sfiora il 30%”. Non per tutti.
Socialisti rifondati – Scopro che esiste anche Rifondazione socialista. E’ il risultato di una scissione, nel 2006, dell’allora Nuovo Psi della coppia De Michelis-Bobo. Il leader, diciamo così, di questo gruppetto si chiama Giuseppe Graziani salito in questi giorni alla notorietà perché il deputato Pd Gino Bucchini l’aveva accusato di avergli offerto una paccata di soldi per passare con il Sultano. Graziani, sdegnoso, smentisce e racconta alcuni episodi a dimostrazione dove siamo arrivati dopo 150 anni di unità d’Italia. Intanto afferma che lui è “uomo di sinistra e prima di morire voglio riformare la sinistra”. E’ certamente impresa titanica ma Graziani a cui non difetta il senso del ridicolo, per rafforzare la sua tesi che lui non è con Berlusconi racconta una gustosa scenetta: “Nel 2007 convinsi il fotografo Fabrizio Corona a venire con noi. Gli dissi: tu sei Robin Hood. Con te facciamo la rivoluzione. Tutto era pronto per la conferenza stampa, ma poi non si fece nulla perché a Corona gli fu proibito di partecipare". Chi è stato a proibire? La destra “perché Corona significa Mora e Mora significa Berlusconi. A me la destra è sempre andata in culo…”. Anche Fini lo voleva ma poi “facette na grande strunzata”.
Distratto – Il procedimento contro Nicky Vendola, iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di concussione, è stato archiviato. Non c’è stato reato ma “arroganza politica”, quindi sotto il profilo giudiziario, è stato considerato estraneo allo scandalo che colpisce la sanità pugliese. Il Gip dice che Vendola non si è accorto del “sistema clientelare” e della “lottizzazione sistematica”. Com’è possibile? Non è stato lui a nominare, nel 2005, assessore alla Sanità Alberto Tedesco, oggi senatore Pd per cui si chiede l’arresto?
Cialtrone – Berlusconi, nei confronti di Gheddafi, passa dall’omaggio servile con il baciamano, all’opportunismo politico. Prima non voleva telefonare per “non disturbarlo”, oggi, invece, dichiara che “Quello che sta succedendo in Libia è gravissimo. Dobbiamo intervenire. Gheddafi sta perdendo colpi, sembra che non abbia più il controllo della situazione”. Quindi se non perdeva colpi… se aveva il controllo della situazione…
Servi – Il Viminale aveva parlato di 200-300 mila immigrati provenienti dalla Libia collezionando così l’ennesima figura di cacca a livello europeo. Frattini tace poi s’incazza quando il Financial Times Deutschland gli attribuisce affermazioni pesanti circa il fatto che l’Italia avrebbe puntato a sostenere il clan Gheddafi e non avrebbe condiviso le sanzioni a livello europeo. Quindi il salto della quaglia: “L’Italia condivide pienamente l’opzione dell’adozione di sanzioni personali e patrimoniali mirate che dovessero essere proposte a livello europeo”. La Russa tra un calcio e un altro, dato ai giornalisti, dichiara, in un’intervista a Repubblica, che la Ue “non vuole aiutarci”. Il giorno dopo, però, cambia idea: bene le sanzioni anche se ha dei dubbi sulla loro utilità. Anche Maroni cambia idea, ammette la necessità delle sanzioni ma non bisogna dare l’impressione che l’Europa sia “punitiva”. Il trattato di amicizia tra l’Italia e la Libia, meglio ricordare, venne firmato il 30 agosto 2008. Il colonnello cercava di non far partire i migranti e noi gli realizzavamo 2 mila chilometri di autostrada per una spesa totale di 3,5 miliardi di euro, costruita da imprese italiane. L’accordo era stato votato dal Parlamento, a maggioranza, senza badare troppo al rispetto dei diritti umani (votarono contro solo l’Udc, l’Idv e i radicali del Pd).
Poltrone - Alemanno vuole altre poltrone. “Roma ha quasi 3 milioni di abitanti e non può avere la stessa rappresentanza di un comune di un milione. Per questo riproporremo un emendamento che porta a 60 il numero di consiglieri e, di conseguenza, a 15 quello degli assessori”.
L’unico - Piero Fassino c’è la fatta. Ma questo l’abbiamo saputo lunedì. Sino al momento del voto delle primarie ha girato dappertutto accompagnato sempre dall’uscente Sergio Chiamparino. Uniti nella lotta e soprattutto uniti nell’appoggiare Marchionne. Prima di votare aveva affermato: “Sono l’unico candidato che può consentire al centrosinistra di vincere al primo turno le amministrative”. I 5 candidati torinesi hanno stipulato un patto prefigurando così la futura coalizione. Dalla quale è stato escluso il Prc.
Petrolio - I giornali sono tutti preoccupati dell’aumento del costo del petrolio a seguito della rivolta in Libia. L’Eni ha aumentato i prezzi “alla pompa” per tre volte in otto giorni e la sua verde la vende a 1,536 euro. La Spagna, per risparmiare, abbassa il limite di velocità sulle autostrade a 110 chilometri orari, ma il ministro Altero Matteoli, ministro ai Trasporti dice serafico: “Una decisione che non mi convince”. Per forza il suo governo ha elevato il limite a 150 chilometri orari! L’associazione degli artigiani di Mestre ci ricorda che in Italia il prezzo del carburante è formato per meno della metà del costo industriale (greggio+raffinazione+trasporto+distribuzione), tutto il resto sono tasse, le famose accise. E queste sono un tanto al litro, non una percentuale del prezzo, quindi non crescono insieme al barile. Cina e India, comprano sempre più petrolio, ne fanno salire il prezzo e questo mette in ginocchio l’Occidente. In tutto questo Gheddafi c’entra proprio poco. Nel recente mille proroghe viene aumentata l’accisa sulla benzina e sul gasolio di 5 centesimi per finanziare la protezione civile.
Lavoro – Alla Bertone arriva il “modello Pomigliano”: prendere o lasciare. Qua la Fiom ha il 65 per cento dei consensi, non c’è assenteismo ma la cassa integrazione. La Fiat ha comprato questo marchio eccellente, nel 2009, dai commissari liquidatori per soli 20 milioni di euro impegnandosi a investirne 50 e a produrre due modelli: sono passati due anni e, per ora, non sono arrivati né i primi né i secondi. Situazione sempre difficile all’Omsa di Faenza. Ben 250 lavoratrici di fronte al dilemma: lottare o perdere anche la possibilità di essere ricollocati con procedura d’urgenza, all’Ikea. Il padrone ha pensato bene di chiudere a Faenza e di andare in Serbia. Lo stabilimento non era in crisi, era molto produttivo e le calze Golden Lady si vendono bene. Ma è meglio sfruttare il basso costo del lavoro in Serbia. Sabato c’è stata una manifestazione. C’erano gli operai e le operaie, ma non le istituzioni.
Giornali – Liberazione sempre in più in crisi taglia due giornalisti su tre. Da 33 giornalisti a dieci, il taglio delle pagine da dodici a otto, uscirà da mercoledì alla domenica e già non arriva in Sicilia, Calabria e Sardegna. Vende poche migliaia di copie e la pubblicità, come in tutti i giornali di sinistra, è inesistente. Non se la passa meglio il manifesto che ormai vende attorno alle 20 mila copie giornaliere. Ma qua non è solo questione di bilanci. Sull’edizione di domenica tante lettere protestano contro uno scritto di un padre nobile del giornale, Valentino Parlato e di un’altra icona della sinistra, Luciana Castellina su Gheddafi. Scrive una lettrice: “Nell’articolo della Castellina, nella seconda riga, quella bestia immonda di Gheddafi è definito ’il vecchio leone libico… ancora spavaldo’". Un altro lettore si lamenta che il giornale definisce Gheddafi “voce autorevole” e un’altra critica l’intervista di Parlato al Sole-24 Ore che in modo “indecente” afferma: “Sono e resto un estimatore convinto del colonnello Gheddafi” e la lettrice si spinge a promettere che non rinnoverà più l’abbonamento. Parlato risponde che Gheddafi, in Africa, ha “rappresentato uno straordinario tentativo di innovazione che andava apprezzato e sostenuto” e ricorda gli elogi di Nelson Mandela. “Certo – continua Parlato – il personaggio è invecchiato e si è fatto travolgere da un’assurda vanità, evidente nel suo ultimo viaggio a Roma a ricevere i baci di Berlusconi. Avere per scorta le soldatesse era tutto il contrario del berlusconismo, bensì – in un mondo musulmano – un segno di emancipazione delle donne…”. E così conclude: “In ogni modo, cara Marletta (il nome della lettrice-Ndr), rinnova l’abbonamento”.
La famiglia – Sabato 26 Berlusconi, ha sferrato un attacco contro la scuola pubblica e i suoi professori, contro i gay, in difesa della “famiglia tradizionale”. Quale? La sua? Sono parole indirizzate al Vaticano e per essere più chiaro legge quanto aveva detto nel 1994: “Educare i figli liberamente vuol dire non essere costretti a mandarli in una scuola di Stato dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare dei principi che sono il contrario di quelli che i genitori vogliono inculcare ai loro figli educandoli nell’ambito della loro famiglia”. E per essere ancora più esplicito: “Finché governeremo noi non ci sarà mai un’equiparazione tra matrimoni tradizionali e unioni gay… Non ci saranno adozione per genitori single”. Lo stesso giorno l’affondo di Benedetto XVI: “La donna viene spesso convinta, a volte dagli stessi medici, che l’aborto rappresenta non solo una scelta moralmente lecita, ma persino un doveroso atto ‘terapeutico’ per evitare sofferenze al bambino e alla sua famiglia e un ingiusto peso alla società”.
Milleproroghe – Passato con 159 favorevoli, 126 contrari e due astensioni. Pochi giorni fa il Quirinale aveva bloccato il decreto ma poi “ha preso atto dell’impegno assunto dal governo e dai presidenti dei gruppi parlamentari di attenersi d’ora in avanti al criterio di una sostanziale inemendabilità dei decreti leggi”. Fra i tanti punti, l’aumento, fino al 2013 di un euro dei biglietti cinematografici. Ad esclusione delle sale parrocchiali.
Scomparsa – Questa, invece, è una notizia scomparsa dai giornali di sabato e domenica. A Latina, un giovane operaio romeno è precipitato in un burrone, mentre di notte lavorava al disboscamento lungo la ferrovia Roma-Napoli. Non sappiamo neppure il nome. Tanto, cosa conta. Per di più era romeno.
‘Na strunzata – Aveva voglia il buon Antonio Gramsci di insegnarci che al pessimismo della ragione si deve contrapporre l’ottimismo della volontà. Altri tempi, altri uomini, altra cultura. Qua, ormai, in questo povero Paese violentato dal Sultano e dai suoi complici (anche di “sinistra”), è rimasto solo il pessimismo. Come direbbe Giuseppe Graziani “leader” di Rifondazione socialista, siamo proprio un Paese di strunz.