Piazza Firrarello

Come distruggere un paese e vivere felici
di Alberto Giovanni Biuso - martedì 18 marzo 2008 - 3751 letture

Piazza Spedalieri è il cuore urbanistico, sociale, antropologico di Bronte. Vi convergono le strade che si diramano verso tutte le direzioni; non si può percorrere la via principale del paese senza attraversarla. Vi si affacciano la scuola elementare più antica e il Teatro Comunale. Bene, questo spazio rimarrà per (almeno) 18 mesi non solo impraticabile ma assolutamente devastato. Una ristrutturazione della Piazza che, viste le dimensioni e la collocazione strategica del luogo, avrebbe potuto e dovuto concludersi in non più di sei mesi durerà invece sino all’autunno del 2009. Con enormi disagi per la viabilità, per l’utilizzo sociale, per l’estetica (già malconcia) di Bronte, per la sicurezza pubblica quando le piogge cominceranno a trasportare ovunque i fanghi della piazza sventrata.

I finanziamenti erogati dall’attuale Ministro dell’Economia e delle Finanze ammontano a un milione e 350 mila euro. Una cifra che avrebbe consentito la realizzazione veloce del rifacimento. E invece chiunque vi passi può constatare che in questa Piazza lavorano con ritmi tranquilli due o -quando sono tante- tre persone. La ditta che si è aggiudicata l’appalto deve avere altre qualità rispetto all’organizzazione, all’efficienza e alla celerità.

Sulla Piazza dà anche una chiesa e il parroco non potrà celebrare matrimoni e funerali per in pratica due anni. Una sorta di nemesi, visto che gli ecclesiastici di Bronte hanno in gran parte sostenuto la candidatura di questo sindaco. Il quale riempie di parole e di nulla la sua attività pubblica mentre Bronte vede un declino che sembra inarrestabile. Ma Firrarello otterrà anche dai suoi concittadini il plebiscito che lo confermerà al Senato. E ciò accadrà nonostante il sindaco abbia imposto l’addizionale comunale all’Irpef e quindi abbia sottratto soldi agli stipendi e ai redditi dei brontesi. Propongo sin d’ora di dedicare la Piazza al suo nome, sostituendo quello di un vecchio filosofo incapace di procurarsi decine di migliaia di voti e dedito al lavoro culturale invece che al sottobosco politico. «Piazza Giuseppe Firrarello». È il popolo che lo vuole!

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Piazza Firrarello
1 aprile 2008, di : mAURO PETRALIA

Caro Alberto, aprezzo tantissimo i tuoi commenti sugli sfraceli che questa amministrazione dittatoriale sta causando, le gioie illusorie dei sudditi del re incontrastato e il terribile degrado culturale e sociale che il nostro paese sta lentamente subendo. Io sono un giovane militante del partito democratico brontese, proveniente dal gruppo della sinistra giovanile, unica forma vivente di opposizione concreta a 360 gradi nei confronti di questo regime amministrativo e "psicologico" che ha raso al suolo ogni piccolo barlume di propositività alternativa. Non ci sono spiragli che fanno intravedere un cambiamento, tutto è bloccato e messo nelle mani di un’unica "famiglia" adulata e seguita tacitamente e amerovelmente dai suoi cento e più riconoscenti e anche da quelli che non lo dovrebbero essere ma lo sono per paura. Ma paura di che, di che cosa? Ma a Bronte davvero siamo arrivati a tal punto che la gente non può manifestare le sue idee liberamente, che non può più esporsi, che i genitori facciano divieto ai figli di esporsi politicamente contro questo regime per non perdere una possibilità su un eventuale raccomandazione? Domenica al gazebo del Pd-day che noi giovani del PD abbiamo organizzato da soli(perchè nemmeno dei grandi del nostro partito ci fidiamo più perchè sono anche loro con la loro quotidiana assenza e ambiguità colpevoli di questo terriibile scenario) la gente ci guardava con la coda dell’occhio da lontano e passava defilata facendo finta di non aver visto niente, le uniche persone che ci hanno dato il loro sostegno sono stati una decina di anziani compagni settantenni e ottantenni del vecchio PCI brontese che non sanno bene nemmeno che esista il PD ma che si sono avvicinati perchè hanno capito che noi eravamo gli unici quella domenica a rappresentare un’alternativa seria ai "comunisti della repubblica popolare firrarellina", e ho letto negli occhi di queste splendide persone tanta rabbia nel vedere i nostri compaesanei completamente indifferenti e impassibili, ed una voglia di poter tornare indietro nel tempo per poterci dare una mano a lottare contro queste nefandezze. Ma purtroppo gli Highlender non esistono, e continuiamo da soli pur sapendo che la nostra passione ci ha chiuso già molte porte lavorative a causa dell’imponente regime e che molti paesani ci vedono come degli stupidi che non approfittano della propria passione politica per sistemarsi in carriera tramite SUA MAESTA’ ER SENATUR. Alberto io concludo qui perchè mi prolungherei moltissimo ma credo che hai compreso la mia rabbia ma non è ovviamente frustazione perchè io assieme agli altri miei compagni d’avventura vogliamo continuare a contrastare fattivamente Il Pifferaio Firrarello e i suoi sorci che lo seguono ovunque. Alberto mi piacerebbe averti con noi al comizio che come giovani del Pd terremo a piazza rosario alle ore 20:00 sabato 5 aprile. Mi piacerebbe averti presente e poter discutere con te. I DISSIDENTI DEVONO UNIRE I LORO TALENTI E LE LORO IDEE, IN OGNI RESISTENZA E’ SEMPRE STATO COSI’.
Mail da un brontese
20 aprile 2008, di : Alberto Giovanni Biuso

Ho ricevuto la seguente mail:

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Ho letto ,con rammarico, la tua inserzione su Bronteinsieme relativamente ai lavori di ricostruzione della Piazza Spedalieri, lavori che oltre ad abbellire il nostro amato paese serviranno anche a raccogliere le acque piovane provenienti dalle vie limitrfe che inondano, quando ci sono forti piogge, la piazza e le vie adiacenti , cosa che tu non puoi constatare non vivendo a Bronte. I lavori che si stanno effettuando stanno creando dei disagi ma sono momentani, ed io ne sono molto consapevole operando quotidianamente a Bronte ed precisamente in piazza Maddalena. Concludo dicendoti che sarebbe stato più opportuno da parte tua dare consigli utili alla crescita della nostra collettività e perche nò possibilmente impegnarti in prima persona ed essere vicini a i veri Brontesi. Rifletti .........

distinti saluti (...)

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alla quale ho così risposto:

Caro e sconosciuto amico, io non sono entrato nel merito tecnico dei lavori ma ho rilevato l’abnormità dei tempi. Tutto qui.

A Bronte vivo non con regolarità ma per almeno quattro mesi all’anno; da Bronte, infatti, ti sto rispondendo. E in Piazza Maddalena abita mio suocero, del quale sono spesso ospite, mentre mia sorella ha casa in Piazza Spedalieri. Quanto ai "veri brontesi", non so davvero quale sia il criterio per distinguerli dai "falsi": forse ti riferisci a coloro che votano per Firrarello mentre gli altri non sarebbero brontesi?

Grazie comunque della mail,