No, non è un errore di battitura: la "i" è necessaria in questi casi. Perché se i patti pre-elettorali non lo sono stati, chiari rimangono solo i "piatti".
Alla fine si è dovuto fare aiutare da Titti per inserire la scheda elettorale dentro l’urna. Eppure giocava in casa. La sua città natale. Quella che gli ha consentito di fare il bamboccione fino ai 30 anni.
Ha tentato più volte di "allungare" il braccio verso l’alto, su in quel posto così scomodo, scelto dal presidente del seggio per posizionare il cubo elettorale. Si è pure sollevato sulle punte dei piedi un paio di volte, ma evidentemente il 35 era insufficiente per dargli la "spinta" giusta.
Per raggiungere certi traguardi, le spinte devono essere giustificate da misure più adeguate. Si sa. Stremato, alla fine, da quell’enorme sforzo, che un ministro non meriterebbe di sopportare, già oberato da incarichi che, spesso, diventa difficile esserne all’altezza, sostenuto dalla gentile mano della pulzella bionda, ha spalancato la mano lillipuziana e la scheda contenente la croce sul suo nome è scivolata dentro l’urna.
"Un voto è certo"- ha pensato tra sè. Si è voltato un attimo verso Titti e poco convinto, quasi sottovoce, si è lasciato sfuggire "Forse, sono addirittura due". Un altro attimo di pausa mentale e "Sempre se questa si è ricordata di prendere la residenza a Venezia, in tempo per le elezioni".
Un ultimo sguardo brunettesco rivolto al presidente del seggio e un con arrivederci che nascondeva un tono minaccioso, si è congedato dicendo "La mia 112 investirà anche te".
A questa ultima affermazione, l’intero seggio ha risposto "Ma un ministro va in giro con la 112?" Ancora una volta, l’ignoranza della pubblica amministrazione invadeva la scena politica italiana!
Ma i malumori del ministro sono incrementati il giorno dopo. Lo spoglio, che il ministro stava seguendo mentre Titti si "ri-spogliava", hanno liberato l’indole del cacciatore di funzionari pubblici, custodito nei suoi 60 centimetri quadrati (1,50 di altezza x 0,40 di spazio occupato sul terreno).
Quando all’acqua alta della laguna, incombente e minacciosa, si è aggiunta la disfatta elettorale, il panico ha preso il sopravvento. Si è presentato in conferenza stampa, con a mente già le cause della sconfitta. Un breve calcolo di probabilità, frutto degli anni di esperienza ereditati dal padre ambulante, e la sua ferma dichiarazione:
"Mi rivolgo agli elettori che mi hanno votato, ma sopratutto...scusate, sottotutto, a quella frangia di fannulloni leghisti, che non hanno fatto il loro dovere"
"Per quanto riguarda coloro che non si sono recati alle urne, ho già pronto un disegno di legge per combattere questa altra piaga sociale del paese: l’assenteismo".
Una nota di cronaca: nessun giornalista presente aveva ancora posto la prima domanda!