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Philip ha bisogno di te

Petizione a cura di Amnesty International
di Redazione - giovedì 24 ottobre 2019 - 818 letture

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"Potrei essere ucciso

da un momento all’altro"

"Non sono affatto tranquillo, a nessuno piace morire. So che potrei essere ucciso da un momento all’altro e non ne sono felice". Sono le parole di Philip, un ragazzo condannato a morte in Sud Sudan quando aveva solo 15 anni.

Philip trascorre la maggior parte delle suo tempo in chiesa e cantando canzoni gospel, ma questi suoi sforzi non servono a scacciare dalla sua testa il pensiero che da un momento all’altro potrebbe arrivare la sua ora.

FIRMA L’APPELLO

Philip (pseudonimo) è uno studente della scuola secondaria in Sud Sudan. È stato condannato a morte per impiccagione il 14 novembre 2017 con l’accusa di omicidio. Aveva 15 anni al momento dell’incidente e della condanna. Non ha avuto rappresentanza legale durante il processo. Solo dopo la condanna ha ottenuto l’accesso ad un avvocato, che ha presentato ricorso contro la decisione della corte.

In base al racconto di Philip, però, si è trattato di un incidente: a seguito di un lite e una colluttazione, il vicino di casa di Philip si era allontanato minacciando di tornare dopo aver recuperato la pistola di famiglia. Per difendersi, Philip è corso in casa, ha recuperato l’arma del padre e ha sparato un colpo di avvertimento. Il proiettile è rimbalzato a terra e, accidentalmente, ha colpito il cugino di Philip che, a causa della ferita riportata, muore in ospedale. In base a questo racconto, Philip non aveva alcuna intenzione di uccidere.

È stato trasferito dalla prigione di Torit al carcere centrale di Juba il 9 settembre 2018, dove è ancora in attesa di essere ascoltato. Philip ha compiuto 17 anni a dicembre 2018.

La legge internazionale sui diritti umani e la Costituzione transitoria del Sud Sudan del 2011 vietano di condannare a morte persone minorenni al momento del reato.

L’articolo 37 (a) della Convenzione sui diritti dell’infanzia, di cui il Sud Sudan è parte, stabilisce che “né la pena capitale né l’ergastolo senza possibilità di rilascio può essere imposto per reati commessi da persone di età inferiore ai diciotto anni”.

Attualmente Philip è detenuto nel carcere centrale di Juba. Trascorre la maggior parte delle sue giornate in chiesa. Canta canzoni gospel per rilassarsi durante il weekend e quando è in difficoltà. Va spesso a trovare gli altri detenuti che frequentano la scuola primaria in carcere per vedere cosa studiano e provare a dare una mano.

La condanna a morte è una pena disumana e ingiusta che può uccidere un innocente. Chiedi anche tu di annullare la condanna a morte di Philip.


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