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Persone: Ernesto Assante

di Redazione Risonanze - martedì 27 febbraio 2024 - 512 letture

“La vita è come la musica, ci sono alti e bassi, una melodia straordinaria che non finirà mai, anche quando non ci saremo più". Ernesto Assante, una tra le più prestigiose firme del giornalismo musicale italiano se ne è andato nella tarda serata all’Ospedale Umberto I di Roma, colpito da un’ischemia.

Era uno dei pochi ‘giganti’ universalmente riconosciuti dal pubblico italiano ed internazionale. Nato a Napoli nel 1958, aveva iniziato la carriera scrivendo per il Manifesto passando nel 1979 a ‘la Repubblica’, testata che non ha mai lasciato, quotidiano che gli ha permesso di incontrare, intervistare e intraprendere collaborazioni con tutti i grandissimi nomi della musica mondiale. Radiofonia, conferenze con Gino Castaldo, l’amico-giornalista musicale di sempre, collaborazioni con riviste specializzate (Rockol) ma anche ideatore dell’inserto ‘Musica’ de la Repubblica. La tv lo ha spesso cercato prima come consulente per Domenica In, Orecchiocchio, Doc la storica trasmissione condotta da Renzo Arbore che portò sugli schermi del servizio pubblico alcune delle più grandi star internazionali e non dell’epoca e poi come ospite capace di dare luce e argomenti a temi musicali.

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Ernesto Assante

Ma per Ernesto Assante il lavoro non è mai stato un peso, sapeva coniugare penna e cervello, mescolare conoscenze musicali e talenti internazionali. Una trentina i libri pubblicati che hanno fatto il giro del mondo grazie alle traduzioni in diverse lingue. Amava il rock, si ‘dilettava’ con la chitarra. “Io tocco le corde, quelli bravi le accarezzano facendole vibrare”. Il mondo della musica oggi piange la scomparsa di un ‘guru’ che da Napoli ha portato le note musicali - anche italiane - a spasso per il mondo.


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