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Perché sono diventato volontario EMERGENCY

Cosa ha spinto tremila persone a unirsi e diventare volontari sotto il simbolo di EMERGENCY, l’associazione fondata nel 1994 da Gino Strada?
di Piero Buscemi - mercoledì 26 febbraio 2020 - 1126 letture

A me la guerra non è mai piaciuta. Ho fatto di tutto per evitare anche il servizio militare. A coloro che dicevano che la naja aiutava a diventare uomini, ho sempre risposto che solo al pensiero di maneggiare un’arma, anche in tempo di pace, più che uomo mi avrebbe fatto sentire un coglione. Poi la notte dei giochi d’artificio a Baghdad, mentre un eccitato Emilio Fede sembrava documentare un ennesimo capodanno, ha fatto il resto. Guardavo quelle sequenze filmate di luci intermittenti. Un gioco troppo realistico che la televisione provava a rendere meno crudele, ma io ho vestito i panni di quegli uomini ad aspettare la luce intelligente che spegnesse almeno la paura. Perché la morte può essere una cura se il futuro è soltanto una corsa folle a schivare pallottole per un motivo che non comprenderai mai.

Era la prima guerra del Golfo, scoppiata nei primi anni ’90. Provai la stessa sensazione di colui che si era salvato dalla guerra dei nazisti, dell’Olocausto, degli americani che ci insegnarono a masticare una gomma che non riuscì mai a cancellare del tutto un triste passato. Ma io la guerra non l’avevo fatta. Non ero ancora nato. La paura era la stessa però. Come un’epidemia ereditata dalla quale essere consapevole di non poter guarire mai.

Sentivo il bisogno di un pretesto di reazione. Un urlo da condividere in una piazza distratta dove improvvisai un banchetto di raccolta firme per manifestare una contrarietà alla guerra, che ritenevo legittima e facilmente condivisibile. Non fu semplice riscontrarne il contrario. La propaganda, vecchia amica del braccio armato per un’infinita e indefinibile democrazia, continuava a svolgere il suo lavoro sporco. Sentirsi solo ha sempre l’aggravante del sentirsi non compreso.

E’ stato semplice, quasi naturale, addirittura istintivo fermarsi a parlare con i volontari dei primordiali banchetti informativi che capitava di incrociare le domeniche mattina a Milano. Era come aver trovato il rifugio, per tanto tempo cercato, e ritrovarsi in mezzo a diversità di pensiero, caratteri, modi di manifestarsi, ma accomunati da quella istintiva repulsione nei confronti di qualsiasi divagazione bellica.

Non è facile spiegare cosa scatti nella mente, quando si ha l’occasione di ascoltare le parole di Gino Strada. E’ ritrovarsi in sintonia con la semplicità di un pensiero che è arrogante pensare soltanto di poter contrapporre con una motivazione opposta. La guerra non è un argomento con il quale ci si possa permettere di rimanere neutrali. Rientra tra quelle tematiche che automaticamente ci pongono nell’uno o nell’altro lato di una congettura. E’ come commettere lo stesso errore di chi, nascondendo una condivisione ed approvazione, cerca di convincerci che ci sia un’alternativa all’essere "contro", quando si parla di mafia.

Sono passati oltre due decenni da quei primi contatti. Mi tornano in mente le prime manifestazioni, il primo Incontro nazionale, anche la prima maglietta con la E rossa al centro, che mi fece sentire un privilegiato. La gente che ho conosciuto, le esperienze che ho condiviso in una maniera così immediata e spontanea, come non l’avevo vissuta mai. I sorrisi, nonostante tutto. La rabbia e lo sconforto, che hanno acceso nuove reazioni. Nuove condivisioni e una forte presa di coscienza che il progetto EMERGENCY non possa rinunciare al suo obiettivo di pace. Ci sono state altre guerre ed altre, purtroppo, ce ne saranno. Rimanere fianco a fianco con gli altri tremila volontari sparsi per l’Italia mi lascerà sempre la convinzione che tutto questo sia un punto di partenza. Ci vorrà tempo, ma qualcun’altro ogni giorno sentirà il bisogno di unirsi a questo gruppo di sognatori che non si accontentano di restare a guardare indifferenti bambini cresciuti troppo in fretta per colpa di una guerra.

Perché la domanda da porsi, tutti i giorni, non è perché sono diventato volontario EMERGENCY?
 La giusta domanda è: Perché non lo sono ancora?

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