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Perché il nucleare non è conveniente


Interessante contributo del Dr. Pantano, leader storico dei Verdi in provincia di Siracusa
mercoledì 28 aprile 2010, di Emanuele G. - 750 letture

Fermo restando che la migliore energia, che si può avere, deriva dal risparmio e dall’efficienza energetica (è stato calcolato che si potrebbe ottenere dal 20 al 30% dell’energia attualmente impiegata, pari a 8 centrali nucleari e che si potrebbe realizzare un piano di risparmio ed efficienza in un tempo dimezzato rispetto a quello della costruzione di centrali nucleari), il nucleare comunque non è conveniente.

Un’ analisi dei costi per la costruzione, per mettere in sicurezza le scorie e per lo smantellamento finale (si calcola in 30- 40 anni la vita media di una centrale nucleare) in rapporto all’eventuale energia che dovrebbe essere prodotta, dà un risultato nettamente negativo. Warren Buffet (il famoso magnate) ha affermato che non investirebbe mai in una centrale nucleare.

Vi sono poi le spese per affrontare i problemi di sicurezza ed i fermi dovuti a vari problemi tecnici delle centrali per il riprocessamento del combustibile. Il periodo previsto, inoltre, per le operazioni di dismissione delle centrali esaurite avverrà in un arco di tempo di ben 130 anni; per le scorie i tempi sono molto più lunghi.

Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica, in alternativa ha detto che “un ipotetico quadrato di specchi, lungo 200 chilometri per ogni lato, potrebbe produrre tutta l’energia necessaria all’intero pianeta. Ed un’area di queste dimensioni equivale appena allo 0,1 per cento della cosiddetta sun-belt (cintura del sole) di cui fa parte naturalmente la Sicilia. Per rifornire di elettricità un terzo dell’Italia, un’area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma".

Costerebbe molto meno delle centrali nucleare, non vi sarebbero problemi di scorie, l’energia solare è praticamente infinita, pulita, sicura. In Nevada è stato costruito un impianto per la produzione di energia solare, su progetto spagnolo.

Costa 200 milioni di dollari, produce 64 megawatt e per realizzarlo occorrono solo 18 mesi.

In Italia possiamo sviluppare la tecnologia e costruire impianti di questo genere nelle nostre regioni meridionali.

Per quanto riguarda la questione della notte, i nuovi impianti solari termodinamici a concentrazione catturano l’energia e la trattengono in speciali contenitori fino a quando serve. Poi, attraverso uno scambiatore di calore, si produce il vapore che muove le turbine. Né più né meno come una diga che, negli impianti idroelettrici, ferma l’acqua e al momento opportuno la rilascia per alimentare la corrente".

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