Riccardo Capone, è il nuovo presidente del Consiglio degli
Studenti di Urbino, eletto tra le file della coalizione “Le Formiche”.
Parliamo con lui per capire i prossimi passi degli studenti...
Riccardo, da poco sei diventato il nuovo presidente del CdS
di Urbino. Cosa ti senti di promettere alla popolazione
studentesca?
L’impegno politico e personale che metterò nei prossimi tre anni
di incarico, sarà finalizzato alla risoluzione delle problematiche
generali che affliggono la popolazione studentesca. Cercherò
di coinvolgere gli studenti nelle iniziative promosse dal CdS e
dall’Università per tentare di aumentare la partecipazione di tutti.
Cercherò di essere la voce degli studenti nelle istituzioni e “l’anello
di congiunzione” tra popolazione studentesca ed enti che erogano
i servizi. Gli studenti devono smettere di essere utenti e diventare
finalmente cittadini.
Urbino è una realtà atipica, una città dove residenti e studenti numericamente quasi si equivalgono. Il rapporto tra le due
parti non è molto buono. Come si potrebbe migliorare la situazione?
Il problema è tipicamente comunale. In molte città universitarie gli
studenti sono considerati “ospiti” spesso “indesiderati”
(Padova, Bologna, Milano...). Senza contare però che molti
cittadini si possono permettere le vacanze grazie a noi studenti!
Il Consiglio dovrà essere capace di creare relazioni e dialogo con
tutte le parti sociali e politiche per far comprendere quanto vale
avere qui gli studenti e dall’altra parte deve cercare di inculcare
nella popolazione studentesca l’amore e il rispetto per la città di
Urbino. Serve un impegno di tutti per arrivare ad una soluzione
ottimale, finalmente cittadini.
Nel vostro programma c’era l’idea del consigliere comunale
aggiunto. Spiegaci l’idea..
Il progetto “Cittadinanza Studentesca” è la punta di diamante del
nostro programma. L’obiettivo è quello di aumentare la
partecipazione degli studenti nella vita politica, sociale e culturale
della città di Urbino. In tal modo si aumenterà anche la
responsabilità di questi nei confronti di una città di cui sarebbero
cittadini (anche se non a tutti gli effetti) e non solo semplici utenti.
Per fare tutto questo, bisogna essere in consiglio comunale come
elemento attivo delle decisioni politiche, promuove nuovi spazi ed
attività sociali e culturali utili per il miglioramento della vita dello
studente nella città.
Da qualche tempo, si sono ridotti gli spazi d’espressione per
gli studenti. Che proposta hai?
Urbino ha la possibilità di accogliere innumerevoli spazi che
potrebbero essere assegnati agli studenti come luoghi di
aggregazione e partecipazione attiva. L’esperienza dell’aula
autogestita C1 nel “Nuovo Magistero” è ancora oggi esempio di
partecipazione, impegno e responsabilità degli studenti che vi
partecipano. Potrebbero essere previste altre aule nelle facoltà
per l’auto-formazione; spazi auto-gestiti nei Collegi Universitari
per gli studenti che vogliono proporre o realizzare iniziative
musicali o culturali; rivalutare vecchi palazzi inutilizzati di proprietà
di Comune ed Università nel centro storico come spazi dedicati
alla musica ed alla cultura. Insomma Urbino resta un luogo
magico ed affascinante, ma se non ci sarà la volontà delle parti di
unirsi per migliorare le condizioni di tutti, resterà sempre una bella
città ma non una “Città Ideale”