Per una cittadinanza studentesca

Riccardo Capone, è il nuovo presidente del Consiglio degli Studenti di Urbino, eletto tra le file della coalizione “Le Formiche”. Parliamo con lui per capire i prossimi passi degli studenti...
di Tano Rizza - venerdì 10 luglio 2009 - 1992 letture

Riccardo, da poco sei diventato il nuovo presidente del CdS di Urbino. Cosa ti senti di promettere alla popolazione studentesca?

L’impegno politico e personale che metterò nei prossimi tre anni di incarico, sarà finalizzato alla risoluzione delle problematiche generali che affliggono la popolazione studentesca. Cercherò di coinvolgere gli studenti nelle iniziative promosse dal CdS e dall’Università per tentare di aumentare la partecipazione di tutti. Cercherò di essere la voce degli studenti nelle istituzioni e “l’anello di congiunzione” tra popolazione studentesca ed enti che erogano i servizi. Gli studenti devono smettere di essere utenti e diventare finalmente cittadini.

Urbino è una realtà atipica, una città dove residenti e studenti numericamente quasi si equivalgono. Il rapporto tra le due parti non è molto buono. Come si potrebbe migliorare la situazione?

Il problema è tipicamente comunale. In molte città universitarie gli studenti sono considerati “ospiti” spesso “indesiderati” (Padova, Bologna, Milano...). Senza contare però che molti cittadini si possono permettere le vacanze grazie a noi studenti! Il Consiglio dovrà essere capace di creare relazioni e dialogo con tutte le parti sociali e politiche per far comprendere quanto vale avere qui gli studenti e dall’altra parte deve cercare di inculcare nella popolazione studentesca l’amore e il rispetto per la città di Urbino. Serve un impegno di tutti per arrivare ad una soluzione ottimale, finalmente cittadini.

Nel vostro programma c’era l’idea del consigliere comunale aggiunto. Spiegaci l’idea..

Il progetto “Cittadinanza Studentesca” è la punta di diamante del nostro programma. L’obiettivo è quello di aumentare la partecipazione degli studenti nella vita politica, sociale e culturale della città di Urbino. In tal modo si aumenterà anche la responsabilità di questi nei confronti di una città di cui sarebbero cittadini (anche se non a tutti gli effetti) e non solo semplici utenti. Per fare tutto questo, bisogna essere in consiglio comunale come elemento attivo delle decisioni politiche, promuove nuovi spazi ed attività sociali e culturali utili per il miglioramento della vita dello studente nella città.

Da qualche tempo, si sono ridotti gli spazi d’espressione per gli studenti. Che proposta hai?

Urbino ha la possibilità di accogliere innumerevoli spazi che potrebbero essere assegnati agli studenti come luoghi di aggregazione e partecipazione attiva. L’esperienza dell’aula autogestita C1 nel “Nuovo Magistero” è ancora oggi esempio di partecipazione, impegno e responsabilità degli studenti che vi partecipano. Potrebbero essere previste altre aule nelle facoltà per l’auto-formazione; spazi auto-gestiti nei Collegi Universitari per gli studenti che vogliono proporre o realizzare iniziative musicali o culturali; rivalutare vecchi palazzi inutilizzati di proprietà di Comune ed Università nel centro storico come spazi dedicati alla musica ed alla cultura. Insomma Urbino resta un luogo magico ed affascinante, ma se non ci sarà la volontà delle parti di unirsi per migliorare le condizioni di tutti, resterà sempre una bella città ma non una “Città Ideale”


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