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Per un’altra Europa

Il discorso politico non è una nostalgia, ma un desiderio di futuro, e anche un atto di accusa: «Siamo noi la cosa che manca».
di Enzo Maddaloni - martedì 1 aprile 2014 - 3875 letture

La candidatura di Franco Arminio alle elezioni europee in compagnia degli amici di Tsipras, che come noi vivono l’esperienza della “paesologia” nelle proprie "comunità provvisorie" o dei “mitici incontri” di Cairano o degli incontri comunitari come quello di Grottaminarda in provincia di Avellino, ci offre una occasione, di fare il punto sul nostro viaggio che incontra una radura di notevole interesse.

Con “lo spirito paesologico e comunitario” della prima ora abbiamo pensato, in accordo con Franco, ad un incontro speciale a Grottaminarda (AV) per il giorno sabato 19 aprile 2014 nella Sala Incontri del Castello D’Aquino di Grottaminarda alle ore 10.00 per discutere la possibilità e le modalità della “paesologia” di lievitare anche in Europa (segue pranzo comunitaria per chi deciderà di rimanere con noi con l’incanto di sempre e.....

a) l’amore dei luoghi nasce non, come spesso accade, dalla rimozione dei loro veleni, delle loro miserie e delle loro impotenze, ma da uno sguardo lucido, che non nasconde nulla e non fa sconti a nessuno;

b) ci sono troppi che, deprecando, sbattono la porta e se ne vanno altrove e di lì pontificano a distanza. E troppi, tra quelli che rimangono, che sono convinti che la modernità sia soprattutto vendersi e sapersi vendere. Troppe volte oggi l’amore dei luoghi è diventato un’industria, un modo per venderli nel grande mercato globale, marketing territoriale, l’idea che si possa diventare commercianti della propria identità, e quindi parte della grande simulazione e dello spettacolo globale;

c) la paesologia, la disciplina che Arminio ha messo al mondo un po’ per gioco un po’ sul serio, è una «scienza arresa», non mira a vendere, ma a far capire, non è seduzione, ma un gesto di amore doloroso e insieme inaffondabile;

d) nell’Irpinia , una terra alta e battuta dai venti, una vera e propria «Mecca dei venti», uno dei pochi luoghi nei quali può venire in mente l’idea di un Museo dell’aria. Ma questi venti, che prendono la rincorsa da altre terre alte e arrivano da lontano, sono anche e soprattutto un luogo dell’anima, sottolineano la di-stanza dell’altura dai riti fescenninici della costa, dall’opulenza volgare e rumorosa di un mare fatto non più da marinai e navigatori, ma dalle plebi estive notturne e accaldate;

e) ma questa nobiltà dell’altura, questa diversità riservata e austera, non diventano mai in un pensare e fare politica la caduta in una sorta di mitizzazione, perché il benessere pesante e volgare non è rimasto confinato sul mare, ma è arrivato fino sui monti dell’Irpinia, in una forma fredda, ma non meno velenosa, e ha trasformato l’antica ritrosia in un collettivo voltare le spalle non solo ai luoghi e alla loro cura, ma a tutte le storie collettive;

f) uno che davvero ama la “politica” prova a vedere se è possibile cambiare le cose, se è possibile provare a far rivivere il calore della grande politica: la politica, dice, «se non è grande non è niente»; per contare qualcosa essa deve contenere la vita «che è slancio, coraggio, esposizione all’ignoto». La politica piccola non esiste e non merita questo nome: è riunione di condominio, liti feroci per centimetri o centesimi in questa geografia commossa dell’Italia interna ;

g) è difficile, ma bisogna provarci, non stancarsi neanche di fronte ai riflussi e alle sconfitte, anche quando si rimane da soli, e gli altri si defilano, prima l’uno, poi l’altro, chi con una scusa, chi con l’altra. Perché, anche in questo quadro difficile, non vengono mai a mancare le persone-paese, quelle che, nella loro vicenda individuale, riassumono i passaggi di una storia comune, le nascite, le unioni, le morti, talvolta tragiche e improvvise, talvolta annunciate e colpevolmente ignorate. E le persone-paese sono anche quelle che, pur risiedendo altrove, sono rimaste legate ai luoghi in cui sono nate, e sono capaci di riconsegnare a essi l’energia e l’allegria che partendo avevano portato via nelle loro valigie;

h) The last but not least….. Il discorso politico non è una nostalgia, ma un desiderio di futuro, e anche un atto di accusa: «Siamo noi la cosa che manca».

l’invito è rivolto da Mauro Orlando & Enzo Maddaloni

P.S. Aspettiamo vostre adesioni e suggerimenti.


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CAMBIO DATA E LUOGO DELL’INCONTRO - Per un’altra Europa
8 aprile 2014, di : Enzo Maddaloni |||||| Sito Web: PER UN’ALTRA EUROPA

L’INCONTRO E’ SPOSTATO AL 25 APRILE 2014 ORE 10,00 SEMPRE IN UN CASTELLO MA, IN QUESTO CASO, DI BISACCIA (AV).

Vi aspettiamo!