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Per la Corte dell’Aia Israele può essere processato per il genocidio a Gaza

Scendere in piazza per la Palestina è sempre più necessario, no ai divieti

di Redazione Lavoro - mercoledì 31 gennaio 2024 - 563 letture

La Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia si è pronunciata in merito alle denunce di violazione dei diritti umani presentate dal Sudafrica contro Israele per il genocidio del popolo palestinese. In particolare la Corte ha dichiarato che alcuni atti sembrano rientrare nella convenzione sul genocidio e di non poter accogliere la richiesta di archiviazione israeliana: Israele deve, secondo la corte, prendere tutte le misure per prevenire atti di genocidio, ma non ha disposto il cessate il fuoco come, invece, era stato chiesto dal Sudafrica. C’è sufficiente urgenza, secondo la Corte, per prendere misure provvisorie contro Israele.

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Stop bombing

Non si tratta di una sentenza, né di un atto che possa da solo porre fine allo sterminio del popolo palestinese a Gaza, ma si tratta di un primo importante passo che rompe, finalmente, il silenzio internazionale. Alla luce di questo pronunciamento ci sembra allo stesso modo indecente come, nel nostro Paese, vengano vietate di fatto le piazze in sostegno per la Palestina: USB ribadisce il proprio sostegno e la propria presenza nelle piazze, siamo convinti che questo nuovo attacco alle agibilità democratiche non possa passare, soprattutto di fronte ad uno sterminio come quello perpetuato a Gaza.

Da parte nostra siamo convinti che, infatti, quanto accade in Palestina sia un vero e proprio genocidio, di fronte al quale rimanere in silenzio significa rendersi complici.

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