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Autostrade siciliane


"Drammatico incidente sul lavoro sull’autostrada Catania-Siracusa, all’altezza dello svincolo di Augusta"
mercoledì 22 luglio 2009, di Piero Buscemi - 913 letture

"SIRACUSA - Drammatico incidente sul lavoro sull’autostrada Catania-Siracusa, all’altezza dello svincolo di Augusta: una rampa è crollata e ha trascinato giù gli operai che la stavano costruendo. Una decina le persone sepolte dalle macerie e date per ferite, ma il bilancio potrebbe essere più grave. Il tratto autostradale da Siracusa per Catania e da Catania per Siracusa è bloccata e stanno arrivando i primi soccorsi."

Così recitava uno dei tanti trafiletti, che riportavano la notizia sui quotidiani di tre anni. Il cantiere per la Catania-Siracusa era stato inaugurato il 21 marzo del 2005, alla presenza dell’allora ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Pietro Lunardi. L’autostrada, per meglio dire, i 25 chilometri che dovevano permettere il superamento del tratto della statale 114, da sempre collassato dal traffico fino ad Augusta era stato consegnato alla gestione completa dell’Anas. Il termine dei lavori era previsto per l’aprile del 2009.

Che i termini di consegna lavori non siano stati rispettati, ma pochi si aspettavano realmente questa insolita puntualità, è ormai di dominio pubblico, se si pensa alle continue dilazioni settimanali che ci hanno portato ormai ad una data presunta, da molti considerata certa, del 28 luglio.

Le cronache di questi giorni sull’ennesima farsa italiana, dove la vicenda del ponte Primosole sul fiume Simeto ha conquistato il ruolo di protagonista, hanno scavalcato di gran lunga le varie congetture sui costi, gli eventuali sprechi, gli effetti collaterali che emergono dopo l’inaugurazione (vedi il tratto austradale Siracusa-Gela, che si chiama così ma arriva fino a Rosolini).

E le proteste dei lavoratori per i diversi salari di arretrato, che avevano esternato il loro disagio con qualche cartellone esposto lungo i cantieri, subito "sagacemente" occultato qualche giorno dopo, sono state annullate e sopraffatte da un altro disagio tangibile. Quello delle migliaia di automobilisti, deviati verso Passo Martino per scavalcare il pericolante ponte Primosole e raggiungere le zone a sud, quali Siracusa.

Ma facendo un passo indietro, è bene ricordare, vista anche la scarsa memoria storica dei nostri politicanti ma anche dell’opinione pubblica, che in occasione di quel tremendo incidente sulla Catania-Siracusa, il bilancio della giornata ci consegnò una vittima e una decina di feriti.

Forse non sarebbe troppo chiedere a quei rappresentanti del governo, che saranno presenti all’ennesima inaugurazione di un’altra sudata e "sacrificata" opera pubblica realizzata in Sicilia, di ricordare quegli operai che in questi anni hanno lavorato rischiando la vita per la realizzazione dell’autostrada.

Un segnale di civiltà e riconoscenza da parte delle istituzioni, che si riuniranno molto probabilmente il 28 luglio per l’apertura del primo tratto della Siracusa-Catania. Ci basterebbe sertire pronunciare il nome di Antonio Veneziano, l’operaio di 25 anni che il 24 giugno di tre anni fa, morì schiacciato dal crollo di quel tratto di viadotto dell’autostrada in costruzione.

Al di là della retorica e delle scontate manifestazioni di "ricorrenza", alle quali da decenni ci hanno abituati i nostri politici, si rischia questa volta che, qualche distratto personaggio delle aule parlamentari e non solo, possa aver già dimenticato l’accaduto.

Noi proviamo a rinfrescare loro la memoria, volendo di proposito essere logorroici: il 24 giugno del 2006, intorno alle ore 11, in contrada Castelluccio tra Augusta e Carlentini, un viadotto dell’autostrada Catania-Siracusa è crollato investendo una ventina di operai. Un ragazzo di 25 anni, originario del messinese, che aveva cominciato a lavorare in quel cantiere appena tre giorni prima, è rimasto ucciso.

Si chiamava Antonio Veneziano. Non dimenticatelo.

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