Pensieri veloci 5

Scuola e calcio, scuola e PD, il cemento della De Micheli, le liste civiche in Sicilia
di Luigi Boggio - mercoledì 7 ottobre 2020 - 533 letture

La scuola, caro Mancini, vale di più dei ricchi pallonari del calcio per non parlare della salute. E poi c’è sport e sport. C’è quello che si pratica con passione e sacrifici nei campetti di calcio, nelle piscine, in bici, a piedi lentamente o di corsa nei parchi o lungo le strade in un variare di colori e tanto sudore in fronte. Il ministro Speranza, carissimo tecnico, per la provenienza sa cosa significa il valore della scuola per la formazione delle nuove generazioni e non solo.

Il Pd nel corso della formazione del governo giallorosso invece di optare per il ministero delle infrastrutture, cemento, avrebbe dovuto indirizzarsi verso quello dell’istruzione per recuperare un rapporto con quel mondo e imprimere una svolta sul piano dei contenuti e di mettere ordine attraverso un programma di stabilizzazione dei precari. Nessuna responsabilità semplicemente non hanno visto bene con il finale di trovarsi una ministra che non ascolta nessuno ad eccezione dei burocrati ministeriali.

Il Partito democratico con quel ministero in mano farà in modo di non fare vincere il partito del cemento? Dal programma che ha presentato la ministra De Micheli non si vede un cambio di rotta per un salto culturale verso le modifiche climatiche che quando piove provocano alluvioni, frane, distruzioni di attività economiche e perdite di vite umane. Tra rischio idrogeologico, rischio sismico, erosione delle spiagge e innalzamento delle acque si corre verso l’abbandono di intere aree e paesi. Altro che Ponte o Tav che la Corte dei Conti UE ha bocciato perché il progetto non sta in piede dal punto di vista economico.

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Paola De Micheli - © Girodivite, PuntoG

Alle elezioni amministrative in Sicilia c’è stato un fiorire di liste civiche. Un civismo dalle tante anime non sempre rassicuranti. In una lista si potevano trovare persone di orientamenti e provenienze diverse. C’erano misture per tutti i gusti bastava solo chiedere per deliziare il palato. Quando non si chiedeva ti veniva offerto in segno di amicizia e senza nessun tornaconto nemmeno il voto per il figlio o l’amico. Al momento per poi ritornare alla carica " non dimenticare" e sai cosa fare. Non pochi voti finiscono d’essere controllati, scambiati e venduti. Il voto come una qualsiasi merce in un mercato però sempre più limitato a causa della scarsa affluenza alle urne. Anche questo elemento porta alla fuga dalla partecipazione e dall’impegno politico. Più ci si allontana più la democrazia perde una parte della sua vera essenza e dell’essere liberi.



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