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Pena di morte: giusta o sbagliata?


Dopo il feroce assassinio del piccolo Tommaso le coscienze di tutti si pongono questa domanda.
mercoledì 5 aprile 2006, di Valerio Contarino - 11593 letture

Sabato pomeriggio.La notizia inizia a diffondersi, fino a diventare certezza il giorno successivo: il piccolo Tommaso Onofri, rapito il 2 marzo scorso nella provincia di Parma,è stato ferocemente assassinato.A confessare il muratore siciliano Mario Alessi.

Lo stesso che nei giorni precedenti, con la moglie accanto, era più volte intervenuto per chiedere la liberazione di Tommaso.

L’uomo aveva già subito una condanna per sequestro di persona. Questo reato, infatti, è uno di quelli - sei in tutto - per i quali l’ uomo é stato condannato a sei anni di reclusione prima dal Tribunale di Agrigento (il 26 marzo 2002) e poi dalla Corte di Appello di Palermo (l’ 11 febbraio 2004) a conclusione del processo per la violenza sessuale subita da una ragazza (allora minorenne) il 30 luglio 2000 a San Biagio Platani (Agrigento).

Tutti si sono chiesti:"ma quest’uomo come ha potuto per tutti questi giorni tenere dentro un’atrocità del genere?E per di più, come ha potuto fingere davanti tutti gli italiani, avendo nella sua mente le immagini di quell’azione orribile?"

Ed inizia così nelle coscienze degli italiani, sconvolti dalla ferocia dell’atto, e ingannati dalla misera messa in scena dell’uomo siciliano,a porsi la questione: è giusto che sia applicata la pena di morte?

La domanda ha sicuramente il suo spessore filosofico e la sua profondità storica: infatti è utile riflettere su ciò che pensava a riguardo il nonno di Alessandro Manzoni, un grande uomo del periodo illuminista,Cesare Beccaria.

Beccaria è ricodato soprattutto per l’opera "Dei delitti e delle pene", nella quale egli considera la corretta amministrazione della giustizia penale come uno dei fondamenti di una società civile.

Secondo il letterato milanese, un sistema penale giusto edefficace, richiede da una parte un legislatore capace di definire la relazione più corretta fra reato e condanna , dall’altra magistrati che applichino le leggi in modo rapido e certo.

La condanna dei delinquenti,inoltre, non deve essere una forma di vendetta brutale e arbitraria, come accadeva nei sistemi giudiziari dell’epoca; la pena deve funzionare come strumento per prevenire il delitto, scoreggiando il delinquente potenziale.

Quanto all’utilità della pena, secondo Beccaria ogni ritardo eccessivo nella sua esecuzione ,ha l’effetto di indebolire il suo rapporto con la colpa , sia nella mente del criminale, sia nell’opinione pubblica:il rischio è dunque che essa venga eseguita quando la riprovazione nei confronti di un delitto si è attenuata e può avere perfino l’effetto di suscitare un sentimento di pena a favore del condannato.

Dunque Cesare Beccaria ne "Dei delitti e delle pene" dimostra l’inutilità e la dannosità per la giustizia della tortura e della pena di morte.

In particolar modo, nel capitolo XVIII, intitolato"Della pena di morte" egli afferma che:

"La morte di un cittadino non può credersi necessaria che per due motivi. Il primo, quando anche privo di libertà egli abbia ancora tali relazioni e tal potenza che interessi la sicurezza della nazione; quando la sua esistenza possa produrre una rivoluzione pericolosa nella forma di governo stabilita. La morte di qualche cittadino divien dunque necessaria quando la nazione ricupera o perde la sua libertà, o nel tempo dell’anarchia, quando i disordini stessi tengon luogo di leggi; ma durante il tranquillo regno delle leggi, in una forma di governo per la quale i voti della nazione siano riuniti, ben munita al di fuori e al di dentro dalla forza e dalla opinione, forse piú efficace della forza medesima, dove il comando non è che presso il vero sovrano, dove le ricchezze comprano piaceri e non autorità, io non veggo necessità alcuna di distruggere un cittadino, se non quando la di lui morte fosse il vero ed unico freno per distogliere gli altri dal commettere delitti, secondo motivo per cui può credersi giusta e necessaria la pena di morte[...]

La pena di morte fa un’impressione che colla sua forza non supplisce alla pronta dimenticanza, naturale all’uomo anche nelle cose piú essenziali, ed accelerata dalle passioni[...]

La pena di morte diviene uno spettacolo per la maggior parte e un oggetto di compassione mista di sdegno per alcuni; ambidue questi sentimenti occupano piú l’animo degli spettatori che non il salutare terrore che la legge pretende inspirare. Ma nelle pene moderate e continue il sentimento dominante è l’ultimo perché è il solo. Il limite che fissar dovrebbe il legislatore al rigore delle pene sembra consistere nel sentimento di compassione, quando comincia a prevalere su di ogni altro nell’animo degli spettatori d’un supplicio piú fatto per essi che per il reo.[...]

Colla pena di morte ogni esempio che si dà alla nazione suppone un delitto; nella pena di schiavitù perpetua un sol delitto dà moltissimi e durevoli esempi, e se egli è importante che gli uomini veggano spesso il poter delle leggi, le pene di morte non debbono essere molto distanti fra di loro: dunque suppongono la frequenza dei delitti, dunque perché questo supplicio sia utile bisogna che non faccia su gli uomini tutta l’impressione che far dovrebbe, cioè che sia utile e non utile nel medesimo tempo. Chi dicesse che la schiavitù perpetua è dolorosa quanto la morte, e perciò egualmente crudele, io risponderò che sommando tutti i momenti infelici della schiavitù lo sarà forse anche di piú, ma questi sono stesi sopra tutta la vita, e quella esercita tutta la sua forza in un momento; ed è questo il vantaggio della pena di schiavitù, che spaventa piú chi la vede che chi la soffre; perché il primo considera tutta la somma dei momenti infelici, ed il secondo è dall’infelicità del momento presente distratto dalla futura. Tutti i mali s’ingrandiscono nell’immaginazione, e chi soffre trova delle risorse e delle consolazioni non conosciute e non credute dagli spettatori, che sostituiscono la propria sensibilità all’animo incallito dell’infelice[...]

Ma colui che si vede avanti agli occhi un gran numero d’anni, o anche tutto il corso della vita che passerebbe nella schiavitù e nel dolore in faccia a’ suoi concittadini, co’ quali vive libero e sociabile, schiavo di quelle leggi dalle quali era protetto, fa un utile paragone di tutto ciò coll’incertezza dell’esito de’ suoi delitti, colla brevità del tempo di cui ne goderebbe i frutti. L’esempio continuo di quelli che attualmente vede vittime della propria inavvedutezza, gli fa una impressione assai piú forte che non lo spettacolo di un supplicio che lo indurisce piú che non lo corregge[...].

Chi può stabilire se sia giusto o meno la condanna a morte nei confronti di un delitto tanto atroce?

O forse è ancor più giusto lasciare in isolamento in carcere per tutta la vita l’omcida?

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lavori forzati ?
6 aprile 2006

ammettendo che non valga la pena di infliggere la morte a quei miserabili cani, quantomeno sia schiavitu’ vera e severa con tanto di lavori forzati, e non alloggio gratuito in un albergo penitenziario come troppo spesso succede in Italia. Si parla sempre delle condizioni disagevoli nelle carceri italiane, si parla di amnistia, indulto etc.... Invece bisognerebbe parlare di certezza della pena, di tempi rapidi della giustizia e soprattutto punire in maniera davvero dura la violenza con i lavori forzati. Perchè a mio parere uno puo rubare, delinquere , spacciare......ma la violenza è la soglia oltrepassata la quale la pena debba essere esemplare, senza sconti !
    Giustizia: la grande assente
    7 aprile 2006

    La tragedia del piccolo Tommaso ha sicuramente scosso le coscienze e gli animi di tutta l’Italia ma purtroppo non è l’unica che si è consumata nel nostro Paese. Da sempre e soprattutto negli ultimi tempi, si sente parlare di delitti atroci, spesso compiuti da chi avrebbe dovuto essere in carcere. Non so esprimere un giudizio imparziale in merito all’applicazione della pena di morte per l’assassino di un bambino di 18 mesi; il primo impulso è ovviamente di consegnare quell’essere almeno ai genitori del piccolo. Ma in fin dei conti si finirebvbe solo col trasformare anche loro in degli assassini. A questo punto credo che l’unica soluzione sia quella dia vere un sistema giudiziario solido e che funzioni. Vengono concessi troppi permessi e troppe riduzioni di pena. Mafiosi, assassini, stupratori, rapinatori e affini non devono avere privileggi, non li meritano. Se il nostro codice penale prevede una pena questa deve essere scontata in pieno, senza neanche un secondo di sconto, almeno per quei reati commessi con violenza. Basta favorire questa gente, perchè favorire loro significa anche colpire nuovamente le loro vittime. L’idea dei lavori forzati non è malvagia, ovviamente non si parla di tornare a 60 anni fa ma credo che i carcerati dovrebbero guadagnarsi quello che lo Stato spende per mantenerli, soprattutto se consideriamo che un detenuto costa al giorno più di quello che lo Stato corrisponde ad un pensionato in un mese.
    lavori forzati ?
    12 aprile 2006, di : vale

    sono d’accordo: no pena di morte( a mio avviso sarebbe un ulteriore omicidio da parte dello stato) sì ai lavori forzati. vorrei che soffrissero giorno x giorno come stanno soffrendo i genitori del piccolo tommaso..
    lavori forzati ?
    5 gennaio 2007, di : DF49 Palermo

    Caro amico, i cani non fanno ’ste porcate! In Italia e’ successo qualcosa e non ce ne siamo accorti: il concetto di ’fare giustizia’ (dare a ciascuno secondo il suo merito) e’ stato snaturato in ’applicazione della legge’ (che non e’ la stessa cosa), cosicche’, fra 3-5 anni al massimo i genitori del bambino sapranno che l’omicida s’e’ redento ed e’ stato messo in liberta’ grazie a leggi permissivissime e cosi, ’legge e’ stata fatta’... Ma ’giustizia NO!’ Ma qualcuno vuole che quei poveretti dei genitori siano tanto, tanto contenti! Meglio la pena di morte per: reati gravi, efferati e stragi di potere, cosi c’e’ la speranza che un certo presidente venga prima o poi scoperto e finisca col pagare per i fiumi di sangue che ha versato e continua a versare ( altro che Saddam!) Che il Papa sia CONTRO, non fa testo, lo fa invece un signor Prodi e un signor Napolitano che fanno dire la loro opinione personale alla figura istituzionale che rappresentano,e cioe’che<< l’Italia compatta e’ contro>> quando lo 80% dell’Italia era del parere esattamente opposto... Ma non dovrebbero essere l’espressione del volere popolare?
Giustiza: la grande assente
7 aprile 2006

La tragedia del piccolo Tommaso ha sicuramente scosso le coscienze e gli animi di tutta l’Italia ma purtroppo non è l’unica che si è consumata nel nostro Paese. Da sempre e soprattutto negli ultimi tempi, si sente parlare di delitti atroci, spesso compiuti da chi avrebbe dovuto essere in carcere. Non so esprimere un giudizio imparziale in merito all’applicazione della pena di morte per l’assassino di un bambino di 18 mesi; il primo impulso è ovviamente di consegnare quell’essere almeno ai genitori del piccolo. Ma in fin dei conti si finirebvbe solo col trasformare anche loro in degli assassini. A questo punto credo che l’unica soluzione sia quella dia vere un sistema giudiziario solido e che funzioni. Vengono concessi troppi permessi e troppe riduzioni di pena. Mafiosi, assassini, stupratori, rapinatori e affini non devono avere privileggi, non li meritano. Se il nostro codice penale prevede una pena questa deve essere scontata in pieno, senza neanche un secondo di sconto, almeno per quei reati commessi con violenza. Basta favorire questa gente, perchè favorire loro significa anche colpire nuovamente le loro vittime. L’idea dei lavori forzati non è malvagia, ovviamente non si parla di tornare a 60 anni fa ma credo che i carcerati dovrebbero guadagnarsi quello che lo Stato spende per mantenerli, soprattutto se consideriamo che un detenuto costa al giorno più di quello che lo Stato corrisponde ad un pensionato in un mese.
Pena di morte: giusta o sbagliata?
7 aprile 2006

Vi chiedo di riflettere sulla possibilità che venga erogata "la pena di morte". Moralmente sarebbe giusta, se non vi fosse la più lontanissima possibilità di una macchinazione. Difatti, punire un innocente, renderebbe poi la pena assai ingombrante, senza alcun sogno annesso. Riflettiamo allora sul complesso dei complessi, quello di cui parla Freud, sulla probabile follia umana che renderebbe ogni ipotesi valida. Finchè allora non si supera la barriera del delitto, siamo tutti recuperabili. Oltre quel termine (misfatto), tutto, dopo, può essere "pertinente"!. Allora, perchè mascherare l’ingiustizia con l’alibi che non c’è la pena di morte. In realtà servirebbe una giustizia priva di mille interpretazioni, (e arbitrii), una giustizia che fa il suo lavoro fino in fondo, una pena sicura.. Il concetto dell’espiazione, in primo luogo. Il recupero, è legato solo alla espiazione. Difatti tutti saprebbero dire "si" al recupero, immediatamente dopo aver commesso ogni delitto. L’America sbaglia con la pena di morte. Lì non ci sono sogni ma incubi.. In Italia si va all’esatto opposto: troppi scienziati, tuttologi, ci ripetono in continuo che trattasi sempre di persone "normali". Non è che difendono i loro (troppi) sogni?
Pena di morte: giusta o sbagliata?
11 aprile 2006, di : compagna

E’ assurdo continuare a chiedersi ancora se la pena di morte sia giusta o sbagliata!Mi domando chi siamo noi per decidere di privare qualcun’altro dell’opprtunità di continuare a vivere!?come facciamo ad essere giudici dell’esistenza altrui???la cosa più auspicabile,che in questo paese manca è la GIUSTIZIA:è questa la nostra piaga!!!!
    Pena di morte: giusta o sbagliata?
    15 maggio 2006, di : Sultan

    E’ sempre il solito discorso: la gente contraria alla pena di morte perché ritiene che la pena capitale sìa un omicidio di stato. In realtà queste sono tutte scuse per dare la possibilità a un delinquente di tornare a commettere crimini usufruendo di eventuali permessi per buona condotta. E se un cittadino si permette di togliere il diritto di vivere ad un’altra persona, è giusto che lo Stato, in quanto giudice, si permetta di togliere la vita a chi toglie la vita.
Pena di morte: giusta o sbagliata?
11 aprile 2006, di : tony

Malgrado le nostre credenze giuste ho sbagliate credo che chiunque tocchi bambini ho persone anziane, meriti le leggi della natura umana.
Pena di morte: per i creduloni
16 aprile 2006

Ma non vi sembra strano che chi ha ucciso un bambino vada a dire dove l’ha sepolto per prendersi l’ergastolo? Ma non vi sembra strano che sia così imbecille proprio un pregiudicato, che conosce i ’metodi’ della giustizia italiana? Quando la finirete di sbandierare verità fittizie? Se vuoi giocare a fare il giornalista, vai a indagare sul campo, e non riportare e commentare le notizie di parte. E che parte! Quella che ha ammazzato Aldrovandi. Ma per questi nessuno parla della pena di morte.
Pena di morte: giusta o sbagliata?
5 novembre 2006

io pure penso ke la pena di morte sia un omicidio da parte dello stato e ke bisogna far soffrire qst persona cm lui ha fatto soffrire il piccolo tommaso e i genitori!!!magari metterlo ai lavori forzati ma mai alla pena di morte!!!
    Pena di morte: giusta o sbagliata?
    7 novembre 2006

    x me a certe persone farebbe proprio bene la pena di morte, quindi ci dovrebbe essere.Povero Tommaso, ucciso ingiustamente.
Pena di morte: giusta o sbagliata?
13 marzo 2007, di : Paolo

Ci sono alcuni delitti talmente atroci che non meritano perdono, che non possono avere, da parte di chi li ha commessi, alcun tipo di redenzione e/o qualsivoglia pentimento.

Tralasciando alcuni paesi dove la pena di morte è "allegramente" quanto ingiustamente (e vergognosamente) applicata tipo Cina, Emirati Arabi, ecc... ecc.. , la pena di morte - secondo me - dovrebbe essere applicata senza alcun tipo di esitazione per alcuni specifici casi: pedofilia, reati a sfondo sessusale nei confronti di minori (e non solo) et similia.

Non intendo la pena di morte come un delitto o come una vendetta di stato; questi sono le "classiche" argomentazioni dei buonisti e dell’ ipocrisia dei "politically correct"!!!

Men che meno l’esecuzione di un criminale restituirà la vittima all’affetto della famiglia. Penso semplicemente che molti di coloro che si sono macchiati di particolari crimini sono, nella quasi totalità, recidivi rimessi in libertà da una giustizia mite e da indulti promoulgati da un governo scellerato: vogliamo parlare di Angelo Izzo meglio conosciuto come il "mostro del Circeo", giusto per fare un esempio?

Se ci fosse una GIUSTIZIA che mi garantisse un ergastolo VERO e SCONTATO fino in fondo, allora forse le mie posizioni sulla pena di morte non sarebbero così rigide.

Dal momento che non è così, vedo la pena di morte come l’unica soluzione per eliminare dalla nostra società determinate mele marce....

Se così fosse stato, oggi ci sarebbero meno famiglie distrutte. Molti bimbi sarebbero ancora in vita e sarebbero diventati adulti.

    Pena di morte: giusta o sbagliata?
    9 aprile 2007

    Concordo, è assolutamente vergognoso lasciare liberi rifiuti umani come quelli, la pena di morte è giusta e sacrosanta.
Proposta di moratoria internazionale per....
27 agosto 2007, di : Vincenzo |||||| Sito Web: PARTITO BUONISTA ITALIANO

PROPOSTA DI MORATORIA INTERNAZIONALE CONTRO L’UCCISIONE DI MOSCHE, BLATTE E SCARAFAGGI.

Il Partito Buonista Italiano, in concordia con le associazioni laiche e cattoliche, i sindacati, la gente comune, il terzo settore ed il popolo dei piccioncini chiede che il Governo Italiano proponga all’Assemblea Generale dell’ONU una Moratoria Internazionale Contro l’Uccisione di Mosche, Blatte e Scarafaggi. In tale ottica, é lanciata una campagna di sensibilizzazione nelle varie città italiane che culminerà il mese prossimo a Roma con una fiaccolata vicino al Colosseo. Al grido "Mai più flit mai più palettina" l’allegro corteo sfilerà per le strade della città chiedendo che mai più una mosca, una blatta o uno scarafaggio sia uccisa.

Ogni anno milioni di insetti vengono uccisi dall’uomo nel mondo. La campagna attuale parte dall’insetto simbolo, la "mosca", che viene criminalizzato dalla notte dei tempi e sterminato senza pietà quando si addentra tra le mura domestiche. Ma cosa dire delle povere blatte e degli scarafaggi? E degli altri insettini, piccoli, indifesi, senza speranza di salvezza?

Si fa un gran parlare di tutela a favore degli animali, ma per i poveri insetti mai nessuna parola di pietà.

Anche Cesare Beccaria si era schierato a favore degli insetti nel lontano 1750, ma non ebbe modo di esplicare i suoi concetti come fece in "Dei delitti e delle pene", perché morì prima.

In un suo manoscritto, però, che doveva essere parte di quel libro che non riuscì a realizzare ed il cui titolo definitivo sarebbe dovuto essere "Blattofilia" egli diceva: "L’uomo uccide l’insetto imputandogli colpe che sono solo sue".

Insomma, miei cari, quando prendete la palettina per uccidere la mosca che si é poggiata sulla vostra crostata alle fragole, fate il "mea culpa". Siete voi che non l’avete protetta con un tovagliolo........

Allo stesso modo in cui la colpa é dell’assassinato e mai dell’assassino, così anche il danno che una mosca vi procura discende dal vostro comportamento e non dal suo. Dunque, l’uccisione della mosca é sbagliata. Dovreste uccidere voi stessi, ma non lo fate, preferendo scaricare la vostra ira omicida sull’indifeso insetto.......

Il Partito Buonista Italiano porrà fine a questo orrendo crimine. Un giorno sarà vietato in tutto il mondo uccidere le mosche, le blatte e gli scarafaggi e quando vedrete questi esserini li tratterete con maggiore rispetto.

Il segretario

ANCHE IL VATICANO A FAVORE DELLA NOSTRA CAMPAGNA

Il Partito Buonista Italiano, convocato dai massimi vertici ecclesiastici, ha ricevuto il placet per il suo operato.

All’inno "Liberiamo miliardi di mosche dall’incubo della morte", si é arrivati ad un’affermazione di principio importantissima: "Ogni vita é sacra".

Presto, in Parlamento, sarà presentata una proposta di legge per mettere al bando la Palettina, in quanto é uno strumento che va contro il "comune senso di umanità". Saranno previste pene molto severe per i trasgressori: da 0,50 Euro a 2 Euro e fino a mezz’ora di carcere.

Il Segretario

SCIOPERO DELLA FAME E DELLA SETE DEL SEGRETARIO NAZIONALE DEL PBI

Il Segretario Nazionale di fronte al modo blando con cui fa fronte agli impegni presi il Governo in sede internazionale circa la presentazione di una Moratoria Internazionale contro l’uccisione di mosche, blatte e scarafaggi, ha iniziato stasera uno sciopero della fame e della sete ad oltranza.

Allo slogan "Mai più una mosca uccisa", la Presidente del Partito é volata in Etiopia, dove il governo locale ha distribuito il flit gratuitamente a tutte le famiglie per risolvere il problema delle mosche. Dopo essere stata accompagnata alla frontiera, le é stata regalata una bomboletta di flit, che al suo arrivo a Roma ha immediatamente gettato nel cestino dei rifiuti.

VP

PRESENTATA PROPOSTA DI LEGGE COSTITUZIONALE PER VIETARE L’UCCISIONE DELLE MOSCHE

Un gruppo di senatori e deputati ha appena presentato una proposta di legge costituzionale per vietare l’uccisione delle mosche, blatte e scarafaggi anche in tempo di guerra.

VP

PRESTO SARA’ ISTITUITO IL "GIORNO DELLE MOSCHE, DELLE BLATTE E DEGLI SCARAFAGGI": LA PROPOSTA DI LEGGE E’ STATA DEPOSITATA AL SENATO.

Care Concittadine e Cari Concittadini, cari Onorevoli e Senatori, con la presente proposta di legge si instituirà un giorno di commemorazione dei milioni di mosche, blatte e scarafaggi che ogni anno vengono sterminati nel mondo e ci sarà una campagna di sensibilizzazione in tutte le scuole di ordine e grado.

Tale giorno cadrà il 20 settembre di ogni anno e non sono previste spese che aggravino il Bilancio dello Stato.

Il Segretario Nazionale

Pena di morte: giusta o sbagliata?
28 agosto 2008, di : IVAN |||||| Sito Web: PENA DI MORTE: LA RISPOSTA FINALE

PENA DI MORTE: LE RISPOSTE FINALI

Riporto una sintesi delle conclusioni emerse da un altro forum (www.aduc.it/dyn/dilatua/dila_mostra.php?id=220838)

Queste sono le argomentazioni proposte dai PRO-pena capitale, e le relative risposte.

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1) “Chi uccide un altro uomo deve subire la stessa pena. Legge del taglione.”

Ovvero: RITENETE GIUSTO UCCIDERE CHI RITIENE GIUSTO UCCIDERE. (Come dire: ammettete da soli che VI condannereste a morte...Ma vi ascoltate?)

Avete dimenticato che, dai tempi delle Caverne, lo scopo di un’aggregazione umana – una famiglia, una città, una nazione – è soltanto uno: PROTEGGERE LA VITA.

Qualunque Stato in cui si applica la Pena Capitale è perciò corrotto alle sue fondamenta; poco importa ciò che di “buono” vi viene poi costruito sopra.

Non si uccide per insegnare che non è giusto uccidere.

In quel caso, l’assassino diventerebbe...lo Stato stesso. Infatti il comportamento di uno Stato funge da modello per i suoi cittadini. Perciò l’adozione della pena di morte suggerisce l’implicita autorizzazione che in alcuni casi “sia giusto uccidere”. L’interpretazione distorta di questo messaggio da parte dei “criminali” avviene di conseguenza.

Inoltre un giustiziato non sconta nessuna “pena”: solo i vivi possono subire una qualsiasi punizione – e, perché no, espiazione.

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2) “La pena di morte scoraggia i potenziali assassini.

Falso. Pura immaginazione emotiva. I dati statistici confermano che non è assolutamente così:

http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/esteri/pena-di-morte/la-deterrenza/la-deterrenza.html

http://www.amnesty.it/system/galleries/download/pdm/Documenti_-_Pena_di_morte_e_deterrenza.pdf

Per i pigroni, sintetizzo in una frase: non c’è alcuna rilevante diminuzione di reati tra i Paesi in cui si applica la pena capitale e gli altri.

Nei Paesi “forcaioli”, anzi, si verificano peculiari episodi aggravanti: un criminale, se messo sotto assedio, morto per morto rifiuta qualunque negoziato di resa, arrivando ad uccidere eventuali ostaggi o assedianti pur di tentare una disperata sortita.

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3) “La pena di morte previene che un assassino possa uccidere di nuovo.”

Invece non esistono esigenze di sicurezza che rendono necessaria la pena di morte. Per definizione si tratta di una pena inflitta a chi, condannato dopo un processo, è sottoposto a un regime di carcerazione. Quindi, l’individuo è GIÀ nelle condizioni di non arrecare danno alla collettività.

Inoltre c’è un altro effetto collaterale, che riguarda i condannati a morte in contumacia. Sapendo che ormai la loro condanna non potrebbe più peggiorare, chi glielo fa fare agli assassini a piede libero di trattenersi dallo sfogare il loro desiderio di uccidere ancora? Molti dei serial killers arrestati hanno ammesso che è stato proprio questo il fattore scatenante della loro furia omicida.

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4) “Anche se arrestato, se non viene eliminato un assassino può tornare in libertà, ed uccidere ancora.”

Argomentazione totalmente assurda: che c’entra la pena di morte con la liberazione di un assassino? Se anche fosse in funzione, non sarebbe stato rilasciato COMUNQUE? Se un criminale viene rilasciato per cavilli legali, questo ha a che vedere SOLO con l’inefficienza di un sistema giudiziario che va urgentemente riformato, ma non ha NULLA a che vedere con l’applicazione o meno della pena capitale. Sarebbe una contraddizione in termini: si accoppa legalmente un criminale per evitare che sia legalmente scarcerato...Un concetto semplicemente RIDICOLO. L’associazione penadimorte/scarcerazione è pertanto irrazionale ed immotivata.

Il sistema carcerario (o “punitivo”) va revisionato, su questo non ci sono dubbi. Purtroppo molti interessi privati (da parte di coloro che detengono la possibilità di farlo, e lo stiamo osservando proprio in questi giorni) ostacolano questo rinnovamento. E allora la contraddizione e l’inadeguatezza della Giustizia alimentano il malcontento e le reazioni emotive della popolazione, provocando tensioni e aumento dei reati stessi. Un circolo vizioso.

La Deterrenza ruota attorno ad un unico fattore: LA CERTEZZA DELLA PENA. Paradossalmente, la certezza della pena per il furto di una mela è più “deterrente” che l’INcertezza della pena per omicidio volontario. Questo è un esempio esagerato, ovviamente, però rende l’idea della questione di fondo.

In Italia, purtroppo, pene piccole e grandi sono INCERTE, e rimarrebbero tali anche introducendo la previsione della pena di morte. Invece, l’applicazione automatica “Reato/Pena” estinguerebbe di per sé le velleità di commettere il reato stesso, QUALE CHE SIA LA PENA PREVISTA.

Inutile quindi inasprire la minaccia di una pena, quando – a monte – i sotterfugi per poterla aggirare rimangono inalterati.

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5) “I contrari alla pena di morte parlano solo perché non hanno subìto la perdita violenta di una persona cara.”

In pratica, l’assunto di questa frase è: chi ha subìto una morte violenta in famiglia è per forza obbligato (e autorizzato) a comportarsi da bruto.

Qui la mia sola persona basterebbe a smentire questa sparata, ma penso di poter parlare anche a nome dei meno “fortunati”.

Se una cosa del genere dovesse capitare, non esiste la sola opzione della vendetta; ci si trova solo di fronte ad un BIVIO: l’Uomo o il Bruto. La scelta sta unicamente alla forza dei propri princìpi sviluppati IN PRECEDENZA; ecco perché dobbiamo fin da ora coltivare i princìpi dell’Uomo, e non quelli del Bruto.

Una riscrittura dell’affermazione di partenza potrebbe perciò essere: “I favorevoli alla pena di morte parlano solo perché, nella loro esistenza, coltivano i princìpi del Bruto (odio, vendetta e impulsività...ovvero gli STESSI dei criminali che disprezzano), e non quelli dell’Uomo.”

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In definitiva: Ogni argomentazione a favore della pena capitale si propone di tappare una falla nel Sistema aprendone altre due più grandi.

Sulla pena di morte c’è una sola risposta priva di contraddizioni: NO.

Pena di morte: giusta o sbagliata?
7 settembre 2008

A QUEL CANE (CON TUTTO IL RISPETTO PER GLI ANIMALI) DI ALESSI GLI TAGLIEREI LE MANI, MI DISPIACE SOLAMENTE PER SUO FIGLIO CHE HA UN PADRE ED UNA MADRE INDEGNI...DA QUANDO IN UN INTERVISTA DICEVANO CHE I BAMBINI SONO ANGELI E CHE NON ANDREBBERO TOCCATI. SE L’INFERNO DANTESCO ESISTESSE + SOTTO DI LUCIFERO LI METTEREI. NON HANNO IL DIRITTO DI VIVERE
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