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Pellegrino Artusi: il tempo e le opere

di Anna Colia - martedì 12 aprile 2011 - 2258 letture

In occasione dei 100 anni passati dalla morte di Pellegrino Artusi, e in concomitanza con i 150 anni dall’Unità d’Italia, la scorsa settimana si è svolto, in 4 giorni, il convegno “Artusi 100”. Diviso tra Firenze e Forlimpopoli (sua città natale), ha celebrato Artusi come appassionato di cucina e scrittore della Scienza in cucina e l’Arte di mangiar bene. Definito “un libro per la cucina e per la lingua degli italiani”, con le sue 15 edizioni (dal 1891 al 1911) si è imposto nel panorama editoriale del settore, che prima aveva visto solo opere piene di francesismi e dialettismi, in cui si proponevano piatti ispirati ai pranzi di parata dei ricchi signori, dagli ingredienti raffinati e dalle dosi eccessive e improponibili alle famiglie borghesi. Pellegrino Artusi, così, col suo approccio narrativo, intrattiene i lettori che col tempo vede aumentare. In più, ne fa i veri protagonisti dell’opera, perché ne segue spesso i consigli e le proposte che gli inviavano per lettere postali presso la sua casa nel centro di Firenze. Si arriva così a 790 ricette in cui, oltre al gusto di mangiare bene, trionfa l’economia e la predilezione per il fiorentino, scelta che porterà alla codificazione linguistica in un settore della nostra lingua, quello della cucina, in cui ancora oggi dominano le varianti. Proprio a testimonianza della vita e delle opere di Artusi, giovedì 31 marzo si è inaugurata, presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, la mostra “Pellegrino Artusi: il tempo e le opere”, in cui si possono ammirare i vocabolari e i libri che Artusi consultava quotidianamente e da cui appuntava parole ed espressioni giudicate interessanti (anche queste in mostra). Ancora: carteggi con lettori, con gli editori e con i suoi due instancabili servitori di fiducia, Marietta e Francesco, ai quali Artusi fece ereditare i diritti dell’opera; e la bellissima tavola apparecchiata finemente secondo il gusto dell’epoca (persino il bicchiere verde proprio del Brunello!) dalla ditta Doney, in ricordo, come testimoniato da apposito diploma recuperato e presente in mostra, di una vittoria culinaria, decretata anche da Artusi presente in commissione, a un concorso che vide vincere il babà di Doney. La mostra, organizzata in primis da BNCF, Accademia della Crusca, Comune di Forlimpopoli e Comune di Firenze, e curata da Silvia Alessandri, Elisabetta Benucci, Giovanna Frosini, Sergio Marchini, Paola Pirolo, Piero Scapecchi e per la parte grafica e comunicazione da Kidstudio, rimarrà aperta fino al 30 aprile.

Orario: lunedì-venerdì 10.30-12.30 e 15.30-17.30, sabato 10-12.30. Ingresso libero.

Info: tel. 055.24919257-322, manifestazioni.culturali@bncf.firenze.sbn.it

Per visualizzare la brochure della mostra: http://issuu.com/kidstudio/docs/libretto_artusi_web

Per tutte le altre iniziative per il centenario artusiano: www.pellegrinoartusi.it

In foto: Copertina dell’edizione anastatica della prima edizione della Scienza in Cucina edita da Giunti Editore in collaborazione con Comune di Forlimpopoli e Casa Artusi. In commercio dal 30 marzo 2011, si apre con gli interventi di Giovanna Frosini, Alberto Capatti, Massimo Bottura e Massimo Montanari.


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