Partito Democratico, alcune domande apparentemente banali


Il Partito Democratico può rappresentare un momento epocale per la storia civile del nostro Paese, ma vi sono troppe questioni aperte che, se non opportunamente risolte, potrebbero rivelarsi esiziali. Lo straordinario contributo del Prof. Beniamino Andreatta non può e non deve essere oggetto di “reductio”
venerdì 7 settembre 2007, di Emanuele G. - 407 letture

Oramai parlare del cosiddetto Partito Democratico rassomiglia ai discorsi che si fanno sul sesso degli angeli o se sia nata prima la gallina dell’uovo. In breve, non sapendo come passare il tempo ci si diletta a costruire castelli di sabbia su questo “nascente” Partito Politico.

Se ne parla troppo e devo confessarvi che l’attuale dibattito provoca in me sensi di autentico fastidio. Alla fine di questo fervore dibattimentale nascerà un Partito come idealizzato dai Comitati per Prodi e per l’Ulivo, oppure un succedaneo che avrà vita difficile e grama? Si sta coinvolgendo davvero la gente? Quella gente che arriva a malapena alla fine del mese, che non ne può più di uno Stato ingessato e che vive la propria esistenza all’insegna della precarietà.

Vorrei esprimere solo alcune considerazioni sintetiche al riguardo del Partito Democratico. Considerazioni sintetiche perché questa operazione denominata Partito Democratico deve essere sottratta al gioco delle segreterie e resa manifesta ai Cittadini che devono, loro, essere i protagonisti.

DENOMINAZIONE

Molti considerano questa denominazione un’assoluta novità nel panorama politico italiano. Non è così in quanto durante il Risorgimento era attivo un Partito Democratico che faceva riferimento al pensiero di Carlo Cattaneo e Carlo Pisacane. Quando si parla di fenomeni storici e sociali non è elegante assolutizzare.

TERMINE DEMOCRATICO

Bisognerà lavorare duramente per comunicare alla gente cosa significa il termine Democratico. Mi piacerebbe intendere questo termine in riferimento al Governo partecipato e responsabile della Nazione.

BASE CULTURALE

Quale l’humus culturale di questo Partito Democratico? Sento parlare di irrazionali sintesi fra pensiero socialista, cattolico, liberale, repubblicano, ambientalista, moderato e così via discorrendo. Mah... Un Partito "omnibus". E quando un Partito non è legato a un sano “corpus” ideologico, lo stesso diventa il Partito dell’immanente e della contingenza.

RESPONSABILITA’

Governare un Paese complesso come il nostro significa avere presente un forte senso di Responsabilità. Responsabilità significa capacità di prendere decisioni. In questa ottica appare del tutto avvilente questa propensione centrista del Partito Democratico in quanto l’Italia non ha bisogno di un indeterminato centrismo spesso causa dei mali che lo attanagliano.

CLASSI DI RIFERIMENTO

Anche qui mi pare si voglia tutto e il contrario di tutto. Ci si rivolge a tutti in maniera indeterminata. Come un giovane disoccupato può far parte di un Partito con uno che lavora, magari grazie alla classica raccomandazione? Quali le risposte verso i ceti deboli oppure il bracciantato meridionale. Come interagire con il Nord-Est? Si è sviluppato un “monitoring” della società italiana? Ci si è posti agli angoli delle strade per sentire il nostro Popolo?

NUOVO PARTITO

Il Partito Democratico deve essere un nuovo Partito? Allora cosa c’entrano La Margherita e i Ds? Se è un nuovo Partito, esso deve costituirsi attraverso una espressa e nuova volontà delle persone che si incontrano e dibattono. Sarebbe stato meglio fondare dei Comitati Promotori che per certi versi assumessero l’eredità dei Comitati per prodi e per l’Ulivo.

PARTECIPAZIONE

Che errore prospettare che il Partito Democratico debba essere una semplice sommatoria fra La Margherita e i Ds. La Politica non è frutto di esperimenti in laboratorio o di accordi di apparati. Va vissuta fra la gente con partecipazione, nessuno escluso...

PARTITO DEMOCRATICO E MAFIA

Il nascente Partito si ricorda che esiste il problema Mafia che ha impedito di fatto il reale progresso dell’intero Mezzogiorno del nostro Pease? Mi pare che per questo Partito la Mafia sia solo un semplice fastidio e un qualcosa di non rilevante. Tanto ci si può convivere con la Mafia. Dov’è la mafia all’interno del dibattito riguardante questo "nuovo" Partito?

RIFORMISMO

Che tipo di Riformismo vuole portare avanti il Partito Democratico? Il vero Riformismo deve liberare l’Italia dallo strapotere di Partiti, Sindacati, Confindustria e altri Poteri forti. Noi viviamo in una situazione di blocco che ha inficiato di fatto qualsiasi vera Riforma nel nostro Paese. Saprà il Partito Democratico far uscire il nostro Paese d a vecchi schemi ideologici? La politica con la pi minuscola ha fino ad ora impedito l’affermarsi di nuove energie e forze. Abbiamo la classe dirigente più vecchia d’Europa! La Politica se non è scommessa e rischio diventa gestione di quello che si ha. Gestione del potere "sic et simpliciter". Inoltre, si parla tanto di Riformismo e guarda caso le istanze riformiste non è che siano così presenti nel nascente Partito Democratico!

PARTITO DEMOCRATICO E MONDO ECONOMICO

Che rapporti avrà il Partito Democratico con il mondo dell’economia? Si continuerà su rapporti di complice collaborazione che ha devastato la nostra Economia? Oppure, sarà finalmente riscritto questo delicato rapporto in quanto principio fondante di uno Stato autenticamente riformista che non ha "azionisti di riferimento"?

CHE TIPO DI CENTRO-SINISTRA VOGLIAMO?

Abbiamo dimenticato la distinzione fra "Sinistra degli Apparati" e "Sinistra dei Valori"? L’Italia certamente non ha bisogno di un Centro-Sinistra chiuso nella mera gestione del corrente e di apparati capaci solo di sopravvivere . Il nostro Paese ha bisogno, invece, di Valori vissuti realmente e con partecipazione.

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