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Parola d’onore: il Padrino è tornato

A due anni dal successo di "Tuttapposto" ecco il ritorno del Padrino Roy Paci e dei suoi picciotti Aretuska con "Parola d’onore".

di Manuela Boccone - mercoledì 20 aprile 2005 - 11549 letture

A due anni dal successo di "Tuttapposto" ecco il ritorno del Padrino Roy Paci e dei suoi picciotti Aretuska con "Parola d’onore". Senza smentire l’attaccamento alla Sicilia, mostrano una maggiore apertura verso l’internazionalità. Brani in lingua italiana, siciliana, inglese (o meglio italo-americana), spagnola e tedesca. Un lavoro che ha subito senz’altro l’influenza dei lunghi tour per tutta europa in questi anni.

Il carattere rimane immutato: il reggae e lo ska rappresentano le fondamenta del disco che si completano di venature funky e scratch mentre i fiati e le percussioni dominano la scena. La scaletta prevede 13 brani che guidano con vivacità lungo un immaginario viaggio intorno al mondo.

Si inaugura l’ascolto con "Superreggae stereomambo": il titolo preannuncia il connubio tra due generi carichi della solarità dei Paesi latino americani. Si passa a "Viva la vida" e "Shock Politik" scritte a quattro mani dallo stesso Roy Paci e da Diego Cugia ideatore e voce della famosa trasmissione radiofonica RAI "Alcatraz" e del suo protagonista Jack Folla.

"Nesci lu suli" è una gustosa canzone dedicata all’amata Sicilia e a tutti i "picciotti d’Italia" che si divertono a ritmo di musica e fanno festa d’estate. "Gastarbeiter" inizia con uno scratch ed è intervallato da un cantato hip hop che tanto ricorda Manu Chao ("clandestino sans papier"), affronta il tema degli emigranti di tutti tempi. Gli italiani in Germania erano appunto i cosiddetti Gastarbeiter e con una sorta di ostilità e di discriminazione oggi accade lo stesso nello stivale verso i nostri "ospiti" stranieri venuti per lavorare...non dimentichiamo la storia...

"Boca dulza" è una canzone d’amore impreziosita dall’apporto vocale di Taher Fasal. Segue "Malarazza", un brano tradizionale siciliano di inizio ’900, proposto in passato anche da Domenico Modugno.

"Up and down" ha un testo leggero mentre "What you see is what you get" è prevalentemente in broccolino e contesta il mito del sogno americano fondato sull’arrivismo e sulla corsa al potere economico esaltato da "quelli che comandano" e vogliono continuare a farci credere che negli U.S.A. sia davvero "tuttapposto". Sul finale si ammicca allo stile Caparezza.

"Anna" è la nostalgia in note, il ricordo di una cara amica scomparsa, il dolore della perdita, l’incomprensibilità di una morte prematura e delle ingiustizie che popolano il mondo e portano l’uomo a chiedersi se l’Onnipotente governi con il cuore. Per "Anna" testo in siciliano su base reggae.

"Piccola radio" si presta a far muovere il corpo con giri di chitarra e fiati accattivanti. "Pizza e sole" riprende gli stereotipi tipici utilizzati per "iconizzare" l’Italia compresi i miti musicali come Carosone, Modugno e Buscaglione.

Chiude "Fela Kuti Aye" con un funky afro-beat accompagnato dallo scratch di Massimo Contino (Dj Tsura). Inevitabile l’accostamento a brani di Santana come "Migra".

Questo album trasmette emozioni già palpabili attraverso la riproduzione delle casse del nostro stereo prive delle suggestioni tipiche di un’esibizione dal vivo. Un lavoro nato per essere interpretato sul palco e per un pubblico che si aspetta di essere invitato a ballare. In attesa di incontrare in concerto il Padrino e i suoi picciotti... baciamo le mani!


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Per rispondere a tutte le vostre curiosità sul Padrino visitate il bellissimo sito www.roypaci.it prodotto dalla Miller.


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> Parola d’onore: il Padrino è tornato
5 maggio 2005, di : Giò

Ragazzi.... ho visto i vostri articoli e.... ascoltiamo la stessa identica musica ovvero... la migliore!!!
> Parola d’onore: il Padrino è tornato
27 luglio 2005, di : Annamaria

Picciotti, non capisco perchè non facciano Roy Paci direttore artistico della Sicilia. Forse potremmo finalmente respirare un pò di sana musica!W GLI ARETUSKA PER IL LORO GRANDE SOLE!
    > Parola d’onore: il Padrino è tornato
    23 marzo 2006, di : Zenobrio

    Convengo in tutto con te.

    Li ho visti suonare a Catania..... veramente trascinanti......

    Eccellenti i fiati e la sezione ritmica

    Ciao Zenobrio