Da quando si è insediato il nuovo governo di centro sinistra, l’attuale Ministro dell’Ambiente ha aperto negoziati per “sanare” situazioni di
disagio in altri Parchi italiani mentre su quello del Pollino, il più grande Parco d’Europa, è calato un sinistro silenzio...
Ricevo e propongo alla vostra attenzione il seguente comunicato del CoSA (Comitato Salute e Ambiente) del Pollino riguardante la gestione del Parco Nazionale del Pollino a cavallo tra Basilicata e Calabria.
Giovanni N. Roviello
Da quando si è insediato il nuovo governo di centro sinistra, l’attuale Ministro dell’Ambiente ha aperto negoziati per “sanare” situazioni di
disagio in altri Parchi italiani mentre su quello del Pollino, il più grande Parco d’Europa, è calato un sinistro silenzio.
Il Cosa Pollino insieme alle associazioni e ai cittadine delle due
regioni, hanno prodotto un appello (consultabile su
http://www.olambientalista.it/salviamoilpollino.htm) nel quale si
auspicava di dare al Parco Nazionale del Pollino la classe dirigente che merita, cioè adeguata, competente e di elevato profilo culturale e professionale.
Gli stessi firmatari temono fortemente che questo silenzio sia ancora
una volta sintomo di trattative tra segreterie di partito, per nominare l’
ennesimo politico trombato alla presidenza del Parco.
Non possono che trovarci d’accordo le dichiarazioni, pubblicate sull’Eco
di Basilicata, dell’Europarlamentare Pittella sulla necessità di dare al
Parco del Pollino le migliori professionalità che offre l’Europa.
Siamo certi che solo in questo modo il Parco, non sarà più solo un
baraccone politico-burocratico ma effettivamente ciò che con questo termine i cittadini del mondo (compresi quelli del terzo mondo) intendono.
Solo una gestione di buon senso potrà invertire l’attuale tendenza di
degrado culturale e ambientale del territorio, (che è sotto gli occhi di
tutti, compresi le migliaia di visitatori nazionali ed internazionali), che causa imbarazzo ai cittadini e alle centinaia di operatori turistici.
La riconversione della falsa centrale a biomasse del Mercure, come tante
altre contraddizioni, è solo l’esempio più eclatante della assoluta mancanza di competenza. La questione di questa Centrale, se fosse stata affrontata sotto gli aspetti giuridici e ambientali, di convenienza
energetica, di compatibilità con lo sviluppo turistico e dell’agricoltura
di qualità, non avrebbe avuto senso di esistere ed avrebbe aperto la via
alla ricerca di alternative reali e concrete per lo sviluppo del territorio.
CoSA Pollino
Rotonda 14 settembre 2006