"Papà quando vediamo la barriera corallina?"

Le sardine lottano per le barriere coralline anche quando scendono in piazza contro il razzismo. Tutto è correlato.
di Ugo Giansiracusa - giovedì 20 febbraio 2020 - 410 letture

"Papà quando vediamo la barriera corallina?" Ieri con mio figlio di 3 anni guardavamo un libro. Uno di quelli della sorella grande, con gli animali da record. L’ippopotamo, il ghepardo, il gorilla, il pesce palla, la barriera corallina... Lui è entusiasmo. È un bambino. "papà quando la vediamo la barriera corallina?" Io non so dire le bugie. Anche quando dovrei. "se ne sta andando... Non lo so se la potrai vedere" "ma poi torna?" "non credo amore mio, non credo". "va lontano lontano?" "si..."

Uno dei motivi per cui mi sento sardina è la barriera corallina. La sua morte inevitabile.

Ma non vengo a chiedere "cosa fanno le sardine per la barriera corallina?" La risposta io la conosco.

Le sardine sono degli stupidi pesci convinti che ci possa essere un futuro migliore. Come ci si arriva? Non è difficile come sembra e non servono delle ricette stilate in 237 punti programmatici. Non serve un programma.

Servono valori. Serve una politica che risponda prima di tutto a dei valori etici e morali.

Semplificando potremmo dire una politica che abbia la nostra Costituzione come punto di riferimento.

Io sono sardina perché tendenzialmente metto mio figlio prima di me. E il futuro prima del presente. Perché il mio interesse personale deve coincidere con quello della collettività.

Lo so. È un concetto difficile per chi si accapiglia in beghe e polemiche basate sulle minuscole dichiarazioni di pagliacci prepotenti.

Il futuro. Un paese che si proietta nel futuro colorato di giustizia, accoglienza, libertà, uguaglianza, opportunità, accessibilità, diritti.

Si potrebbe dire combattere il neoliberismo e la globalizzazione economica. Sono termini tecnici carenti di umanità. Qualcuno direbbe che sono precisi ma non sono sexy.

Io personalmente credo che alla base di scelte giuste ci siano dei giusti valori. Da ateo mi sento molto cristiano, in questo.

Cosa vogliono le sardine? Posso rispondere per me, e per chi ho conosciuto nuotando.

Vogliono una politica che sia intrisa e zampili e sia intrinsecamente tessuta di valori, anziché di interessi. Che agisca pesantemente sul presente per assicurare un futuro.

Non c’è bisogno di una politica nuova. C’è bisogno di quella vecchia politica che ha scritto la Costituzione. E cominciare una ricostruzione, ora, prima che sia troppo tardi in tutti i sensi.

Le sardine lottano per le barriere coralline anche quando scendono in piazza contro il razzismo. Tutto è correlato.


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