Sei all'interno di >> :.: Primo Piano | Attualità e società |

Panettoni e pandori veri o falsi?


Accade non di rado, infatti, di trovare esposti in bella mostra sullo stesso ripiano del supermarket gli uni accanto agli atri panettoni e pandori “veri” e sosia “.
mercoledì 15 dicembre 2010, di giovanni d’agata - 448 letture

Si avvicinano le festività natalizie assieme alle loro secolari tradizioni. Dolci e dolciumi vari già da tempo ingombrano solennemente gli scaffali dei supermercati tanto che l’imbarazzo della scelta la fa da padrone e pertanto, siamo molto spesso costretti a stare attenti a ciò che ci propina il mercato alimentare.

Il punto della situazione sui panettoni e pandori farciti, per i quali molto spesso non si guarda la differenza, ma che stando alla legge italiana e soprattutto al palato ed alla salute, evidenzia quanto sarebbero diversi se non preparati secondo la tradizione.

Una circolare del Ministero dello Sviluppo economico dell’anno scorso, la n. 7021 del 3.12.09, per esempio, ritiene “ingannevoli e potenziale fonte di concorrenza sleale le modalità di presentazione dei prodotti di imitazione che richiamano in maniera inequivocabile i lievitati classici di ricorrenza (forma del prodotto, forma della confezione, immagine) e che si distinguono da essi solo per il fatto di utilizzare, in maniera poco evidente (fondo della scatola, caratteri piccoli, ecc…) denominazioni alternative”.

Accade non di rado, infatti, di trovare esposti in bella mostra sullo stesso ripiano del supermarket gli uni accanto agli atri panettoni e pandori “veri” e sosia “poveri che, spesso, finiscono con l’ingannare i consumatori i quali sono spesso indotti in errore dal posizionamento delle due categorie di prodotti.

Eppure, come detto, la differenza di preparazione e l’utilizzo di ingredienti diversi - da una parte l’impasto a lievitazione naturale e l’utilizzo di farina, burro, uvetta, uova fresche e canditi mentre dall’altra, l’utilizzo abbondante di margarina al posto del burro o processi di lievitazione forzata – dovrebbero obbligare i titolari dei supermercati a diversificare la vendita dei due diversi tipi di prodotto anche perché è lo stesso Ministero a vietare ogni tipo di pubblicità o forma di presentazione ingannevole: ma purtroppo questo non sempre accade.

Non ci resta che appellarci all’attenzione dei consumatori a guardare con prudenza le confezioni prima di ogni acquisto e vigilare e segnalare tutte le potenziali fonti di inganno o di concorrenza sleale alle autorità di controllo per evitare che gran parte degli acquirenti continui a cascarci.

Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -
Stampa Stampa Articolo
:.: Condividi

Bookmark and Share
:.: Articoli di questo autore
:.: Articoli di questa rubrica
:.: Articoli più recenti
Girodivite - Segnali dalle città invisibili è on-line dal 1994. Quotidiano telematico e cartaceo, registrazione presso il tribunale di Catania n.13/2004 del 14/05/2004. Redazione: via Antonino di Sangiuliano 147 - 95131 Catania. Contatti: giro@girodivite.it (mail max 200kb) ::: Puoi syndacare le nostre notizie attraverso il file backend.php (XML RSS 1.0 format). Tutti i contenuti originali prodotti per questo sito sono da intendersi pubblicati sotto le licenze Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike, che tutelano la possibilità di ripubblicarli, previa autorizzazione per fini commerciali.