Il populismo e il clientelismo hanno continuato a imperversare impedendo ogni riscatto economico, civile e culturale.
martedì 29 novembre 2011, di Antonio Carollo - 390 letture
Rita Borsellino, candidata a sindaco di Palermo, ha opposto un nuovo rifiuto ad aprire ai centristi, Udc, Fli, Mpa, intendendo lavorare per l’unità del centrosinistra. Il suo modello sembra essere Luigi de Magistris: nessuna attenzione alle compromissorie alleanze con i partiti, rapporto, non tanto vincolante, con le forze di sinistra, contatto con la popolazione. La sua candidatura è di spessore, probabilmente sarà capace di convogliare una buona fetta di elettorato, ma basterà? Palermo non è la Napoli esasperata dai rifiuti abbandonati per mesi sulle strade, lei non è una candidata irruente e populista alla de Magistris.
Palermo è una città per certi versi inafferrabile. Negli anni Ottanta s’è buttata anima e corpo nella cosiddetta Primavera al seguito di Leoluca Orlando. Nel ‘92 ha reagito con rabbia ai barbari assassinii di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Negli anni successivi ha dato molti segni di intolleranza nei confronti del mortale condizionamento della mafia. La città ha dimostrato di essere viva e di aspirare con forza ad una libera e civile convivenza. Le forze politiche però non sono state all’altezza della situazione, non hanno saputo cogliere i nuovi fermenti, hanno preferito camminare sul soffice prato delle vecchie forme di raccolta del consenso, complice lo stato di estremo bisogno della gran parte della cittadinanza.
Le forze del cambiamento sono rimaste sempre in minoranza. Il cordone ombelicale mafia-politica non è stato mai del tutto reciso. Il populismo e il clientelismo hanno continuato a imperversare impedendo ogni riscatto economico, civile e culturale. Il richiamo alle eroiche figure di Falcone e Borsellino ha perso appeal. Il disastro e l’inefficienza dei dieci anni di gestione Cammarata hanno ricondotto la città ad una sorta di rassegnata indifferenza.
Rita Borsellino è la persona pulita, intelligente e lungimirante che ci vorrebbe per Palermo. Ma in una situazione così stagnante, intessuta delle fitte ragnatele degli interessi egoistici abbarbicati ai vari centri clientelari, oppressa da un nuovo grigio conformismo, per vincere la battaglia dell’elezione del nuovo sindaco, che sarà senz’altro incandescente, basteranno le sue forze, anche se ben sostenute a sinistra?
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