Orientamenti

Le eccellenze vanno premiate. In Liguria fanno così
di Adriano Todaro - mercoledì 7 ottobre 2015 - 1721 letture

So che a voi non vi frega nulla delle mie paturnie meteorologiche ma l’autunno lombardo, piovoso e umido, mi manda in crisi, in depressione. Guardi fuori dalla finestra e vedi un cielo basso color piombo e acqua continua. Esci per fare la spesa, per andare a lavorare per andare dal medico e le auto ti fanno la doccia. Ci sono pozzanghere dappertutto e sovente per andare da un marciapiedi e l’altro, avresti bisogno di un canotto.

Cosa fare, allora, per tirarti un po’ su. A leggere i giornali peggiori la situazione: vieni a sapere che quello della “narrazione” si porta a casa 10 mila euro al mese e tu, magari, sei reduce dal supermercato e hai rinunciato ad acquistare i fagiolini perché costano 4 euro al chilo. Vieni a sapere che a ottobre aumenteranno luce e gas, vieni a sapere che per fare una risonanza magnetica da un privato ci vogliono 5 giorni; per farla nell’ospedale pubblico almeno 68 giorni mentre ai parlamentari, fra l’altro, gli rimborsano 516 euro se fanno la cura del sonno. Apprendi, con grande gioia, che forse il Ponte sullo Stretto si potrebbe fare, per rendere più vicina la Sicilia al resto del continente. Poi prendi il treno per andare, da dove abiti a Milano, (meno di 20 chilometri) e le ferrovie ti comunicano, scusandosi s’intende, che il treno ha 20 minuti di ritardo. E poi il Senato e l’escamotage di Cociancich che invece di far attraversare le vecchiette sulle strisce come si conviene ad un capo scout, s’inventa la tagliola ecc. ecc.

Insomma, dopo tutte ‘ste cose negative avrei bisogno di una dose di serenità, una dose di positività, qualcosa che non mi faccia rimpiangere il fatto di essere nato nel Bel Paese. E, a forza di sfogliare giornali, la notizia positiva l’ho trovata. Perché, vedete, in questo Paese ci sono tante eccellenze ed è giusto valorizzarle, farle conoscere.

Una di queste vicende encomiabili riguarda una signora di 61 anni che immaginiamo gentile, affabile e competente nel suo lavoro. Di nome fa Gabriella e di cognome Minervini. Di mestiere fa la Direttora generale alla Regione Liguria, responsabile del Dipartimento ambiente. Posto di grande responsabilità e adeguata, giustamente, retribuzione: 116.202 euro lordi annuo. Che, a prima vista, sembrano bei soldini ma con i fagiolini a 4 euro non si può certo scialacquare.

Non è di questo, del costo dei fagiolini, però che vi voglio parlare ma del fatto che sono profondamente convinto che coloro i quali, nel pubblico, si sacrificano per il bene dei cittadini e raggiungono risultati notevoli nel loro lavoro, magari facendo risparmiare anche l’Ente locale, vadano premiati.

Gabriella i risultati li ottiene e va, dunque, premiata. Quanto gli diamo di premio? Mhm… Vediamo… Tenendo conto che oltre ai fagiolini anche le cocuzze aumentano, direi 20 mila e 969 euro. Certo quelli della Regione Liguria avrebbero potuto fare anche cifra tonda e cioè 20 mila e 970 euro ma, come è risaputo, i liguri sono tirchi mica male. Comunque sia, con questi 20 mila e rotti euro, la nostra Direttora raggiunge i 137 mila euro di stipendio (avrebbero però potuto arrivare a 140!).

La delibera del premio in denaro è stata firmata dall’assessore al Personale della Giunta del forzaitaliota Giovanni Toti. Quando Gabriella si sbatteva per raggiungere i risultati, al governo della Regione c’era quella burla di Claudio Burlando, quello che andava contromano nel raccordo autostradale e ai poliziotti aveva prodotto il tesserino di parlamentare scaduto. Ma questi sono piccolezze, meschinità. La cosa importante è che i risultati della responsabile del Dipartimento ambiente si sono raggiunti e burlandini o totiani, il premio va pagato.

Tutto bene, dunque. Certo, solo che c’è un piccolo particolare. A parte il fatto che su 73 dirigenti ne sono stati premiati 68 e a me piacerebbe proprio sapere il pensiero dei cinque non premiati, bisogna dire che Gabriella Minervini, classe 1954, è indagata dai Pm di Savona per omicidio colposo plurimo. Belìn che accusa! Ma cosa ha combinato la gentil Gabriella? La vicenda riguarda le 440 vittime della centrale a carbone di Vado Ligure che in dieci anni ha procurato tutti quei morti e ben 1.700 ricoveri. Secondo i Pm, la Minervini “con l’incitamento e l’avallo di Burlando risultante dalle intercettazioni (capito perché danno fastidio le intercettazioni-Ndr) e dell’allora assessore Renzo Guccinelli si adoperava perché i componenti dell’Osservatorio si pronunciassero contro la validità della consulenza dei Pm”. Cioè di quella che parlava dei 440 morti. Ma poteva bastare tutto ciò? No. Ed ecco, sempre secondo i Pm, che Minervini “esercitava una rilevante pressione nei confronti dell’Istituto tumori”, già destinatario di finanziamenti della Regione, chiedendo “l’elaborazione di un documento di critica alla consulenza dei Pm”. Ne sarebbe scaturita, secondo i Pm “un’analisi frettolosa e orientata a minimizzare”.

Massì minimizziamo. E poi perché soli 440, si poteva fare cifra tonda, un bel 500 morti. Ora noi siamo l’unico Paese al mondo (manco nella Corea del fu Kim Il-sung) che premia una persona indagata per omicidio colposo plurimo e che era già stata indagata, nel passato, per disastro colposo e omicidio colposo insieme a Raffaella Paita, assessore regionale alla Protezione civile e candidata Pd alla presidenza della Regione Liguria per l’alluvione del 9 ottobre 2014.

Non sappiamo se Gabriella sia una burlandina come la Paita e ci auguriamo venga assolta. Certo che se io fosse Renzi non la perderei d’occhio. Ha tutti i numeri per fare il grande salto, dalla Regione Liguria al nuovo Senato o alla Camera. Magari presidente di qualche commissione ambientale. Così se succede qualcosa di grave, la nostra Gabriella si orienta. Nord? Sud? Ma va, lei si orienta “a minimizzare”. Frettolosamente.


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