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Operatori Socio Sanitari: Formazione, disinformazione è speculazione ?


....quando questa figura potrà essere occupata nei prossimi anni nelle strutture socio sanitariea nel caso della Regione Campania ?
giovedì 26 ottobre 2006, di Enzo Maddaloni - 17979 letture

Finalmente la Regione Campania sta cercando di mettere ordine alla giungla formativa che ha creato in questi ultimi anni, un vero è proprio "libero mercato" dei pacchetti formativi per alcune delle qualifiche professionali del settore socio-sanitario, varando una Legge Regionale che definisce uno dei percorsi formativi gratuiti (OSS) da realizzarsi nelle strutture sanitarie pubbliche strappandolo al mercato della speculazione privata.

Negli ultimi anni a molti ragazzi, sono stati proposti (più appropriato il termine: rifilati!) a 2000/3000 euro percorsi formativi per qualifiche professionali di Operatore Socio Assistenziale, Operatore Tecnico addetto all’Assistenza e/o altre qualifiche anche di dubbia certificazione.

La Regione Campania aveva (di fatto) ormai delegato (relegato) alle strutture private la formazione professionale, limitando l’azione dei Centri Regionali di Formazione Professionale Regionale (strutture pubbliche) ai soli aspetti di controllo dell’attività. Tutto cio ha creato una vera è propria giungla negli ultimi anni in questo settore della formazione facendola diventare un vero è proprio business.

Sarebbe interessante sapere al riguardo che ne pensa il Cons. Regionale della Campania Gerardo Rosania Presidente della Commissione sull’Emersione dal Lavoro Nero, molto attento a queste tematiche.

Alcuni anni fà, questi centri di formazione regionali pubblici, prima di avviare le procedure formative, attraverso uno studio in sede locale del settore “Osservatorio Regionale sul Mercato del Lavoro”, fissavano, in precedenza, le quote di fabbisogno per le singole qualifiche professionale da formare.

Resta da chiedersi oggi chi dovrà rispondere a molti di questi ragazzi che si stanno chiedendo quale sarà il loro futuro occupazionale.

Oggi, sia in ordine al fatto che le dotazioni di personale delle strutture sanitarie pubbliche e private sono complete di questa qualifica; sia in ordine al fatto che molti dipendenti interni sono stati già riqualificati in questa qualifica professionale ed in attesa di essere inquadrati; sia per effetto dell’ultima manovra economica (in Campania almeno) che taglia la possibilità di coprire i vuoti di questa figura alla sola quota del 30% della carenza; credo che di fatto le reali possibillità occupazionali siano molto limitate, per questa qualifica di OSS, per i prossimi cinque/sei anni almeno, a meno che non si intende ridurre la dotazione degli infermieri con un grave danno qualititativo dei livelli assistenziali, cosa che già sta accadendo in molte aziende sanitarie.

Molti di questi ragazzi oggi si chiedono anche se alcuni di questi titoli siano equiparati, ad esempio: un attestato di formazione di Assistente Domiciliare Anziani rilasciato da uno di questi Centri di Formazione (privati o regionali che sia) possono essere equiparati al titolo di Assistente Domiciliare e/o a quello di OTA e/o a quello di OSSA ? Personalmente credo di no!

In questi casi, consiglio tutti di verificare i titoli offerti e/o già posseduti, confrontandoli con quelli inseriti negli allegati del CCNL Comparto Sanità (Declaratorie delle Categorie e Profili) e/o anche dei CCNL della Spedalità Privata ARIS-AIOP, ANFFAS, ecc. (sono scaricabili dai siti della categorie sindacali della Funzione Pubblica o sul sito dell’ARAN), al fine di verificare il riconoscimento contrattuale (su tutto il territorio nazionale) e quindi l’idoneità dei titoli posseduti e riconosciuti non solo a livello Regionale.

Morale della favola, ancora una volta la Regione Campania dimostra scarsissima sensibilità al problema occupazionale e dopo aver smantellato le strutture pubbliche della formazione professionale solo oggi con questa Legge cerca di tamponare le falle di una nave già affondata.

In un’ultimo incontro presso l’Assessorato alla Sanità della Regione Campania a Napoli sono state chiamate le AA.SS.LL. e le AA.OO. pubbliche per dichiarare la loro disponibilità e fornire l’indicazione dell’accoglienza di questi corsi di formazione indicando anche il numero massimo in ordine alle loro capacità tecniche organizzative, al fine di iniziare al più presto i corsi per OSS attraverso l’emanazione di un pubblico bando che dovrà fissare il numero dei posti disponibili e le sedi.

Bene, non voglio però pensare che il fabbisogno del numero dei posti da mettere in formazione sia la determinazione derivante (solo) dalla capacità tecnica delle singole aziende di ospitare questi corsi, sarebbe la fine e l’ennesima presa in giro per molti giovani disoccupati !

P.S. La Legge Regionale formata da 2 articoli è stata approvata nella seduta del Consiglio Regionale del 27/09/2006.

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Operatori Socio Sanitari: Formazione, disinformazione è speculazione ?
26 ottobre 2006, di : Enzo Maddaloni

Ho dimenticato un piccolo particolare. Da un censimento fatto ultimamente dalla RDB sembra che a livello regionale della Campania siano già stati formati oltre 6.000 operatori socio sanitari assistenziali a parte altre qualifiche atipiche. Il business prodotto è praticamente di circa 1.200.000,00 euro (calcolando che ogni corso ha avuto un costo a persona di circa 2.000,00 euro).

Questi numeri in se non dicono assolutamente niente ma se li mettiamo in correlazione al fatto che al momento le dotazioni di personale sia delle aziende pubbliche che di quelle private sono già sature di questa qualifica e che , quindi , non ci sarebbero immediate possibilità occupazionali, allora la cosa diventa drammatica.

Altra cosa che non ho detto prima è rappresentata dal fatto che la Legge Regionale resterebbe , in ogni caso, poca cosa in ragione del fatto che è stata finanziata con soli 200.000,00 euro. Nella sostanza sufficienti solo per qualificare 100/150 disoccupati gratuitamente, stando ai costi prima indicati.

Era possibile evitare questa presa ingiro? Credo proprio di si!

Bastava pensare ed agire come altre Regioni hanno fatto è cito il caso della Toscana, la quale ha anch’essa emanata una direttiva di questo tipo, ma quantificando (prima) anche il fabbisogno in 800 unità annue e garantendo loro reali sbocchi occupazionali.

Non resterebbe che chiedersi a questo punto: E’ (solo) una speculazione o ci troviamo di fronte ad una vera è propria truffa perpretata ai danni di tanti giovani disoccupati ?

    Errata Corrige
    28 ottobre 2006, di : Enzo Maddaloni

    La norma del Codice Civile è quella riferita all’Art 2112 "Trasferimento d’Azienda" e non a quelle prima indicate per errore.
    Operatori Socio Sanitari: Formazione, disinformazione è speculazione ?
    19 gennaio 2007, di : M.Monica

    Sono una di quelle "truffate" ho frequentato un corso di formazione della durata di 1000 ore con un costo di oltre duemila euro in una Grande Scuola di Pianura a Napoli ed ora mi trovo nel pieno sconforto perchè nella regione Campania in questo settore e per questa qualifica non c’è NIENTE. Ogni giorno,Gironapoli alla mano, busso ad ogni porta col mio "attestato" per ritrovarmi fuori a quelle porte con la speranza che si affievolisce. So che il mio CV verrà cestinato appena uscirò...un sorriso di plastica! Come me,tanti i truffati, illusi e disillusi! Qualcosa si può fare?? Non lo so ma se si può,facciamola!! M.Monica
    UFFA
    26 febbraio 2007

    MA USCIRA’ UN GIORNO IL CORSO ANNULLATO? SPERIAMO BENE...
    Operatori Socio Sanitari: Formazione, disinformazione è speculazione ?
    16 gennaio 2010, di : RITA

    ciao sono rita! il corso l ho fatto a reggio emiia non ho speso un soldo anzi mi hanno fatto le vaccinazioni e controlli gratis perfino zoccoli e divise mi ha dato .Ora sono 7 anni che lavoro a tempo indeterminato. in una struttura pubblica e aspetto con ansia che possa uscire qualche concorso a napoli . CON CIO CHE SIGNIFICA DEVO PERDERCI TUTTE LE SPERANZE? ANCHE PER QUALCHE EVENTUALE TRASFERIMENTO? GRAZIE CIAO
Operatori Socio Sanitari: Formazione, disinformazione è speculazione ?
26 ottobre 2006, di : Marati Gaetano R..d..B./CUB

caro maddaloni,perchè non ti sei preoccupato delle possibilità occupazionali dei giovani diplomandi OSS, quando la Regiona ha autorizzato le circa 190 scuole private legate ai sindacati confederali, per circa 15.000 diplomati? per dimendicanza o perchè non hai ancora deciso cosa fare da grande? con affetto, Gaetano Marati
    Operatori Socio Sanitari: Formazione, disinformazione è speculazione ?
    27 ottobre 2006, di : Enzo Maddaloni

    Ti sbagli, già da molto tempo ho deciso cosa voglio fare da grande e lo anche detto più volte: Il Clown Dottore!
    Operatori Socio Sanitari: Formazione, disinformazione è speculazione ?
    28 ottobre 2006, di : Enzo Maddaloni

    Non vorrei che la mia prima risposta appaia come una negazione di un (dovuto) chiarimento alle altre riflessione postemi da Marati della RDB.

    Mi rendo perfettamente conto che potrei apparire come il guasta festa della situazione ma credo che vada detto con estrema chiarezza come stanno le cose.

    Premetto che do in ogni caso un significato positivo alla promulgazione della legge anche se la stessa è già vecchia.

    Ho visto sempre negativamente la riqualificazione “selvaggia” e così esasperata di Operatori Socio Sanitari addetti all’Assistenza, perché ho sempre creduto che questa cosa avrebbe ridotto la qualità assistenziale nelle singole aziende sanitarie, al di la di come risolvere il problema della carenza infermieristica fenomeno che si è registrato più nel nord Italia.

    Tentai all’epoca anche di coinvolgere i lavoratori dello STAP e dell’ORMEL di Salerno ma con pochi risultati.

    Ora, credo che (anche) in Campania si avvierà a breve una riduzione del personale infermieristico nei reparti assistenziali. La carenza degli Infermieri nelle strutture sanitarie del Nord ha già fatto modificare in queste regioni il rapporto nelle dotazioni di personale infermieristico, fino ad oggi quantificate facendo riferimento al Decreto Ministeriale sugli Standards Ospedalieri del 1988, decreto ormai superato dalla storia e dai contesti purtroppo (l’ho sempre giudicato uno dei migliori standards)!

    Infatti, la figura degli OSSA all’epoca del DM 1988 non c’era, ed il suo inserimento nelle dotazioni delle strutture del Nord, per sopperire li alla carenza estrema del personale Infermieristico, doveva essere trattata diversamente, a mio giudizio.

    Inoltre, la situazione nel Sud dove questa figura era da oltre 10 anni precaria su circa 2000 posti vuoti di organico costringeva tutti alla temporalità dell’uso di questa risorsa umana creando una doppia condizione di precarietà sia nel nord che nel sud Italia. Questa situazione quindi ha obbligato nel Nord Italia a modificare il rapporto tra Infermieri/OSSA.

    Questo processo avviato li da tempo ha "obbligato" anche ad inserire delle clausole contrattuali tese a bloccare i flussi di mobilità interregionale (all’epoca consentiti dopo sei mesi – periodi di prova) a due anni, per ottenere il nulla osta al trasferimento.

    Per far comprendere meglio la mia critica alla situazione della Campania faccio l’esempio (anche) della Regione Lombardia e del Veneto (oltre a quello già fatto della Toscana) le quali (però) prima di avviare la formazione (non selvaggia) di OSSA hanno fatto uno studio sul fabbisogno del personale, sia Infermieristico che OSSA, in rapporto alle competenze specifiche delle due qualifiche professionali (peso mansionistico per intenderci, tra le due figure, in rapporto alle esigenze assistenziali) e quindi al loro inserimento nei diversi contesti assistenziali.

    Tralascio qui di specificare in maniera più dettagliata l’articolazione di inserimento nelle diverse strutture operative (aspetto più tecnico) operata da queste regioni per dire, in sintesi, che sono stati prodotti degli accordi con il Sindacato Regionale (si può essere d’accordo o no, ma la cosa qui in Campania non è stata fatta da nessun sindacato in precedenza, se non per quantificare solo le percentuali di riqualificazione del personale interno, senza neppure considerare una diversa formulazione di dotazione di personale per le motivazioni prima accennate), accordi, che oltre a fissare le percenutuali di personale interno e già di ruolo, fissavano anche le quote per le unità di personale OSSA (disoccupati) da assumere, creando in questi casi sbocchi occupazionali certi e chiari, evitando (a monte) ogni forma di speculazione sulla formazione, cosa che invece si è verificata in Campania.

    E’ chiaro che a questo punto si sono definiti (di fatto) anche i fabbisogni delle due figure Infermieri/OSSA in un rapporto medio indicato negli accordi sindacali di queste regioni () di 6 Infermieri a 1 OSSA.

    Credo fin qui di aver risposto alla domanda cosa ne penso e perché. Alla seconda dov’ero?

    Ricordo solo che nel 2003, (per non andare molto indietro nel tempo) per chiarire la definizione occupazionale di queste due figure professionali nell’ambito delle carenze delle dotazioni di personale delle singole aziende della Campania, avviai una vertenza sindacale che rese giustizia a tanti infermieri precari, con la promulgazione della Legge Regionale n. 26 del dicembre 2006 bloccando sia quella forma di precariato (dopo dieci anni - finalmente - in Campania si facevano i concorsi per gli infermieri) arrestando anche indirettamente quel flusso instabile di mobilità interregionale stabilizzando anche la forza lavoro infermieristica nel nord Italia.

    Come sindacalista all’epoca feci una scelta di campo precisa: difendere la qualità assistenziale e non populista.

    Tutto ciò, senza tralasciare altre esigenze e vertenze sindacali che mi videro direttamente impegnato nello stabilizzare oltre 120 LSU nella qualificva di ausiliario utilizzando l’ingresso a part-time ed oggi tutti stabilizzati a full-time e altro personale ausiliario.

    Inoltre, avviai un’altra vertenza sindacale per stabilizzare i 50 lavoratori delle ditte di pulizie negli organici dell’Azienda Ospedaliera di Salerno ed anche di 33 lavoratori che gestivano prima in appalto gli impianti idrotermosanitari ed elettrici, con un’accordo storico presso l’Ufficio Proviciale del Lavoro di Salerno appluicando il principio del codicie civile 2126/2124 del "passaggio di cantiere", strappandoli anch’essi ad una condizione di estrema precarietà.

    Va detto anche che fino ad oggi queste lotte sindacali sono riuscite a mantenere un rapporto Infermieri/OSSA, ad esempio all’interno dell’Azienda Ospedaliera di Salerno (la prima Azienda Ospedaliera e Sanitaria della Campania che ha applicato la legge per il personale infermieristico precario) di 9 infermieri a 1 OSSA.

    A questo punto credo che sia chiaro a tutti il fatto che, alla luce di tutto ciò, questo rapporto tenderà sempre più a diminuire (per la figura dell’infermiere), senza neppure che ciò porti benefici occupazionali per l’altra figura di OSSA.

    Quindi non credo che basta fare una legge, ora serve molto di più: bisogna commissariare la sanità in Campania; definire una seria programmazione sanitaria attraverso un governo clinico delle aziende e definendo fabbisogni occupazionali certi; emanare delle direttive diverse da quelle della DRGC /1846 del 2005 che tagliano, oltre a tutto il resto, anche una legittima speranza di questo disperato bisogno occupazionale ! Sapendo però che la sanità in Campania non può essere più considerata un ammortizzatore sociale dove alla fine il Cittadino, l’Utente del sistema rappresenta solo una variabile del sistema e non il suo fulcro.

Operatori Socio Sanitari: Formazione, disinformazione è speculazione ?
29 novembre 2006, di : meoli

ciao sono un ragazzo interessato al corso oss, però non ho ancora capito quando esce il bando, ese il bando gia è uscito senza dare nessuna informazione ciao
    Operatori Socio Sanitari: Formazione, disinformazione è speculazione ?
    6 dicembre 2006, di : Enzo Maddaloni

    Scusa se ti rispondo con un pò di ritardo .

    Credo che la Regione stia procedendo con le Aziende Ospedaliere e AA.SS.LL. per garantire appunto la partenza dei corsi.

    Considerato che il finanziamento della legge regionale è molto poco, credo che al massimo si potranno finanziare corsi per max 150/200 concorrenti, a meno che non lo aumentano.

    In ogni caso non conoscendo i tempi di quando tutto ciò si potrà realizzare, ti consiglio di rivolgerti direttamente alla Regione Campania Assessorato alla Sanità Centro Direzionale a Napoli e/o l’ASL più vicina al tuo luogo di residenza (della Campania). In verità, alla luce delle precedenti riflessioni sull’argomento, non so con quante speranze occupazionali.

    Operatori Socio Sanitari: Formazione, disinformazione è speculazione ?
    23 dicembre 2006, di : Enzo Maddaloni

    Per tutti coloro che sono interesati al percorso formativo promosso dalla Regione Campania per Operatore Socio Sanitario, possono consultare il Bollettino Ufficiale della Regione Campania Numero 59 del 20 dicembre 2006 dove è stato pubblicato il DECRETO DIRIGENZIALE N. 49 del 11 dicembre 2006 SETTORE AGGIORNAMENTO E FORMAZIONE DEL PERSONALE - Approvazione bando di ammissione al "Programma di formazione professionale per Operatore Socio-Sanitario per soggetti non dipendenti da strutture sanitarie" - L.R. 21/2006.
Operatori Socio Sanitari: Formazione, disinformazione è speculazione ?
12 gennaio 2007, di : Enzo Maddaloni

Sulla vicenda intervengono i Gruppi Consiliari:

CONSIGLIO REGIONALE DELLA CAMPANIA PRESIDENZE GRUPPI CONSILIARI SDI, VERDI, ITALIA DEI VALORI, INDIPENDENTI DI SINISTRA Comunicato Stampa congiunto Napoli, 11.01.2007

Nel giorno del conclave del centrosinistra nazionale nella città di Caserta, i Presidenti dei Gruppi Consiliari Sdi, Verdi, Idv e indipendenti di Sinistra hanno incontrato una delegazione dei disoccupati della sigla Mdl.

Lavoro, primo impegno nell’agenda politica del Governo di centrosinistra

“L’incontro di oggi – affermano i Presidenti dei Gruppi Consiliari Sdi, Verdi, Idv e indipendenti di Sinistra con la delegazione dei disoccupati Mdl ha fatto emergere la volontà – condivisa – di voler bloccare il bando per gli O.S.S. (Operatori socio sanitari) che ha come criterio cardine ai fini dell’ammissione, la “celerità” della presentazione dell’istanza di partecipazione.

Tutto ciò, in linea con quanto già precedentemente sottoscritto da una Nostra puntuale nota datata 30.12.2006.

In una giornata importante come questa chiediamo al Governo Regionale, attraverso una interrogazione, il blocco del bando: poco trasparente, che getta inquietanti ombre e che apre una “guerra” tra poveri !

Al Governo Nazionale, d’altro canto, chiediamo l’istituzione di un Piano Straordinario per il lavoro che dovrà vedere Napoli e la Campania protagonisti per un’azione complessiva di rilancio del Mezzogiorno d’Italia.

Il lavoro primo punto del Governo Nazionale; al centro dell’agenda politica di un centrosinistra che vuole Governare il Paese !

E in ultimo – concludono i Presidenti dei Gruppi Consiliari – auspichiamo che il caso Napoli diventi – finalmente – tema di interesse nazionale.

    Operatori Socio Sanitari: Formazione, disinformazione è speculazione ?
    13 gennaio 2007, di : GENNARO

    CIAO...MA IL BANDO E STATO BLOCCATO??
BANDO ANNULLATO
16 gennaio 2007, di : Enzo Maddaloni

La Regione Campania con nota prot.n. 2007.033858 del 12 gennaio 2007 ha annullato il bando di selezione per i Corsi di Operatori Socio-Sanitari pubblicato in precedenza con il Decreto Dirigenziale n. 49 del 11.dicembre.2006.
    BANDO ANNULLATO
    16 gennaio 2007

    si ma chi ha inviato la domanda che succede .......annullato?? e com va a finire?? ma e poossibile tuto questo ma questi politici di merda papponi e mangioni perchè fanno cosi’ perche non ci lasciano in pace devono mettere mani d’appertutto......ma andateneve a fanculo, tutti. LO STAVO ASPETTANDO DA DUE ANNI STO CAZZO DI CORSO........ VERGOGNA!!! SIETE LA MERDA DI QUESTA REGIONE.....
Operatori Socio Sanitari: Formazione, disinformazione è speculazione ?
17 marzo 2007, di : OSS |||||| Sito Web: 28 marzo 2007 Manifestazione Nazionale a Roma per gli OSS!

28 MARZO 2007 Manifestazione nazionale a Roma per gli OSS!

Associazione delle professioni infermieristiche e tecniche Operatore Socio Sanitario (OSS) - Infermieri Generici – Psichiatrici – Puericultrici – Infermieri Extracomunitari – OTA – ASSS – Adest - OSA Sede sociale via Motta Santa 44 Fondotoce 28924 Verbania tel 0323 496081 – fax 0323 406882 3387491756 E-mail info@migep.it

Comunicato stampa Manifestazione 28 marzo 2007 a Roma

Il Coordinamento Collegiato M.I.G.E.P. unitariamente all’Associazione OSS-NAPOLI hanno indetto per il 28 marzo 07 una protesta sotto il Senato saranno ricevuti dall’Onorevole Ignazio Marino Presidente della XII Commissione Sanità. La manifestazione proseguirà fino al Parlamento per essere ricevuti dal Presidente della XII Commissione Affari Sociali On.le Lucà Mimmo, e terminerà sotto Il Ministero della Sanità.

La scarsa attenzione dei politici, verso queste categorie, OSS, (operatori socio sanitari), non ha fatto altro che aggravare la disoccupazione e il precariato. I corsi suddetti sono stati effettuati senza tener conto del fabbisogno delle aziende ospedaliere con un costo che si aggira dalle 2.750,00 euro alle 4.000,00, per avere in mano un attestato che vale carta straccia. Tali corsi vengono effettuati da enti privati, molti dei quali senza i requisiti professionali o spazi adeguati. Le Regioni coinvolte in questo contesto non hanno utilizzato i fondi Europei, portando oltre 35 mila operatori formati senza prospettive di lavoro

Gli operatori presenti nei reparti si fanno carico di mansioni superiori senza vedere riconosciuta la propria professionalità, l’attuale mancanza di personale professionale fa ricorrere spesso le amministrazioni ad utilizzare il personale ota –ass – osa - adest e la nuova figura oss come infermieri generici, senza che lo siano.

Riteniamo che l’unica soluzione per tamponare questa grossa carenza infermieristica: dare dignità professionale anche agli operatori della sanità che non sono laureati, aprire scuole tecniche sanitarie regionali riconosciute dalla Stato per formare gli operatori che partecipano ad elargire un’assistenza di qualità.

E’ palese la rivendicazione di queste categorie, oggi dimenticati da leggi e normative operano ogni giorno nell’illegalità, si chiede un giusto riconoscimento giuridico, area sanitaria, assunzioni, applicazione della proposta di legge 81.

Si chiede una sanità più equa per garantire un’assistenza migliore al cittadino. L’obiettivo fondamentale dell’attività e’ la salute dell’ammalato che riveste la globalità della persona affidata alle nostre cure. La continua disattenzione dei parametri relativi al numero necessario di personale porta a favorire un’efficienza assistenziale che attualmente e’ carente per qualità e quantità.

Gli operatori ritengono opportuno porre urgentemente rimedio chiedendo per loro una chiara determinazione del profilo in quanto sottoposti a mansioni superiori senza alcuna tutela, contro qualsiasi tipo di sfruttamento, truffe, concorsi clientelari, precariato, disoccupazione. Non avendo più una precisa identità lavorativa, rischiano l’espulsione dal lavoro senza trovare il necessario processo di conversione professionale che in vece dovrebbero avere.

Migep: Angelo Minghetti tel: 3387491756

Associazione oss Napoli Dellafemmina Francesco Tel : 3382680667


A tutti gli operatori del sociale e sanitario, siete pregati di dare la massima divulgazione all’iniziativa per il profilo degli oss! Un caro saluto agli amici oss del sud, di Napoli, Sicilia, Sardegna , Puglia e naturalmente al resto d’Italia!

24.000 Operatori Socio Sanitari: Formazione, disinformazione: è speculazione ?
22 maggio 2007, di : Enzo Maddaloni

Questo il Sito dell’Associazione OSS-Napoli

http://www.ossnapoli.it/

Il Coord. Regionale della Campania Antonio Delle femmine scrive....
22 maggio 2007, di : Enzo Maddaloni

L’Associazione Nazionale Operatori Socio Sanitari ha la sua Sede Operativa della Campania a Nola. L’ASNOSS è l’unica associazione per la tutela e la salvaguardia delle figure professionali Sanitarie ed Assistenziali.

Ha la sua sede Nazionale in Via Zara a Milano,ed il Coordinamento Centro/Sud,in via Arenella a Napoli.

La sede operativa della Campania, è in Via Mozzillo a NOLA/NAPOLI.

Il Responsabile della sede operativa di Nola per la Campania è Sig. Antonio Delle Femmine e lancia un appello a tutti gli OSS della Campania :

".. è da anni che lottiamo per le nostre figure professionali, dire basta non serve, la qualità professionale,l’intelligenza,il saper essere, affrontare i problemi con i pazienti, risolvere le problematiche quotidiane, aiutare l’altro, questo è l’Operatore Socio Sanitario Assistenziale. A noi interessa la professionalità non dare false speranze, dato che la sanità in Campania ormai non pùo permettersi di assumere nessuno dato il suo deficit economico. Non ascoltate più buggie, noi non siamo un sindacato, noi siamo voi, la vostra mano,il vostro cuore. Chi vuole veramente affrontare questo mestiere, deve sapere che non contano le ore quando si fà con amore, non siamo operai, noi aiutiamo l’altro, è il nostro credere,la nostra missione. Sè si ama l’altro prima o poi il lavoro arriva. Senza cuore si combattono i mulini a vento. Piuttosto bisogna rivolgerci a chi ci ha ingannati(dicendo che sè frequentavamo i corsi vi davano il posto fisso.

Noi lavoriamo nel sanitario e nel sociale con l’umiltà di un neonato, sè non ve lo hanno spiegato non è colpa dei veri Operatori, noi lavoriamo anche 10/15 ore ma con amore. Scusatemi, ma noi lottiamo per dare un immagine professionale alle nostre figure professionali. Chi vuole essere un vero OPERATORE SOCIO SANITARIO ED OPERATORE SOCIO ASSISTENZIALE ci contatti, non dimoralizzatevi non siete voi, non siamo noi, il male della sanità della campania, voi siete solo le braccie, la parte migliore.

Lottare significa,parlare con il Ministero della Salute. Dare più valore delle figure professionali in campo Nazionale. Un miglior riconoscimento contrattuale, invece di pensare alla 3S, dovremmo valutare l’opportunità di ricevere maggiori crediti formativi per accedere all’integrazione in Scienze Infermieristiche ( per chi è in possesso di Diploma di Maturità).

Questa é la nostra associazione.

Dal Delegato Territoriale ASNOSS O.S.A.-O.S.S. Antonio Delle Femmine Volontario del Servizio Socio-Sanitario della Campania

Per info potete consultare il sito ed anche contattare direttamente al 3392665737 il delegato Territoriale ASNOSS Sig.ANTONIO DELLE FEMMINE.

Ricevo e pubblico : La saga degli gnorri...la mala formazione in Campania
27 ottobre 2007, di : Enzo Maddaloni

Dalle cronache cittadine di questi ultimi giorni si è appreso che l’assessore regionale alla formazione professionale della Campania, Corrado Gabriele, si è preoccupato di inoltrare alle autorità competenti un dettagliato esposto sulla situazione della formazione professionale in Campania, ponendo l’accento in particolare sulla questione delle revisioni contabili sia in itinere che ex-post delle attività date in gestione ad enti terzi o aziende. Tutto ciò nel tentativo maldestro di scaricare tutte le responsabilità di eventuali illegittime “dissonanze” su dirigenti e funzionari che da anni si occupano della materia.

Le aberrazioni, in questo umiliante frangente della nostra storia politica, hanno superato ormai i limiti di guardia o meglio della decenza. Pur di affrancarsi dalle proprie responsabilità i politicanti di turno sono pronti a tutto anche a negare l’evidenza. Era cosa nota che, con l’avvento del bassolinismo in Campania, il settore della formazione professionale pubblica, già settore cenerentola sotto le precedenti giunte, (visto che non offriva accettabili “ritorni”) è stato portato alla definitiva estinzione, a differenza di altre realtà nazionali dove la tendenza è stata di segno opposto.

Di ciò ne erano tutti a conoscenza salvo l’assessore competente. Forse che il signor Gabriele è reduce da un viaggio interplanetario e solo da qualche giorno ha rimesso piede sulla nostra martoriata terra?

A questo punto c’è da chiedersi se si tratta dello stesso signor Gabriele che siede sin dal 2005 nella giunta regionale campana quale assessore alla formazione. E’ vero che costoro non sono altro che i cappelli vuoti di Antonio d’Afragola, condannati ad essere, loro consensienti, gli occupa-poltrone di turno a cui niente è demandato se non dettato dall’anzidetto presidente. In anni di attività assessoriale è possibile che il nostro “eroe” non si è mai reso conto che le cose nella formazione professionale non andavano affatto?

Non si è mai reso conto che quel poco di buono che negli anni era stato costruito dal personale preposto ai Centri di formazione, sotto la guida competente di validi dirigenti e funzionari (lontani anni luce dagli attuali enucleati in forma raccogliticcia e arruolati nelle fila dei partiti di maggioranza), era stato totalmente distrutto dalle giunte Bassolino? Iniziando da quando, a fare da cappello, era la signora Adriana Buffardi che passerà agli annali quale la più incapace ed incompetente assessore alla formazione che la storia di questa Regione abbia mai annoverato.

All’epoca l’obiettivo era quello di distruggere i Centri regionali che avevano raggiunto un livello più che accettabile (annoverando anche qualche punta di eccellenza) a tutto vantaggio di una pletora di entucoli dalle dubbie capacità organizzative e strutturali con il solo merito di costituire una “solida?” platea clientelare per il padrone della giunta. Si sa gli operatori della formazione regionale in quanto già pubblici dipendenti non votano o meglio non possono essere omologati quale loro corpo elettorale.

Dov’era il signor Gabriele quando si formavano i nuclei di valutazione preposti all’esame dei progetti formativi avanzati dai raccogliticci anzidetti?

Si è mai chiesto questo assessore se i titoli e le esperienze di questi signori corrispondevano alle reali esigenze?

O era garanzia suffragante la sola attitudine al servaggio?

E poi, signor Gabriele, i consulenti esterni a chi e a cosa potevano essere utili? Forse che un non addetto ai lavori poteva saperne di più di un direttore di Centro che per una vita si è nutrito di formazione?

E poi, signor Gabriele, altra annosa questione è quella dei corsi autofinanziati che per anni ha visto lo stesso manipolo di incolti “funzionari” (sa c’è qualcuno che non riesce a conciliare l’essere con l’avere e che a suo tempo, per concorsi di verticalizzazione interna, ha esibito diplomi di maturità “fasulli” conseguiti presso noti diplomifici campani, rivelando anche di possedere il dono dell’ubiquità, di fatto risultavano presenti in ufficio ed al diplomificio) fare il bello e cattivo tempo, arrogandosi il diritto di “padrinato” su questi faccendieri, dall’istruttoria di richiesta del Decreto fino alle prove di esame finale.

A proposito di esami, signor Gabriele, dica ai suoi rabberciati dirigenti che la presidenza di commissione agli esami di qualifica, va sì conferita ad un funzionario regionale di categoria D, ma che abbia avuto specifiche competenze di insegnamento e non già ad ex C che, se pur provenienti dalla formazione professionale, non hanno mai avuto la qualifica di Docenti. Se ne fanno così solo figuracce, mi creda.

Tornando ai revisori contabili, l’esperienza insegna, che i soli preparati ad assolvere tale ruolo sono i segretari di Centro, quelli veri e non quelli “creati”, o quanti hanno fatto un vero corso qualificante (per intenderci di 400 ore) riconoscendo a questi ultimi, si intende, il ruolo e la categoria appropriata. Signor Gabriele, ricorda l’ufficio vigilanza ?, si è mai chiesto a cosa serviva questa tana di personaggi in perenne servizio esterno?, si è mai fatto leggere una dei tantissimi verbali di verifica prodotti dagli stessi? Il nulla. Ricorda ancora quando fu offerto ad ogni gestore la possibilità di scegliersi un “comodo” revisore di fiducia?, un signor nessuno che non aveva alcun rapporto di dipendenza con la pubblica amministrazione.

E’ come se si volessero far surrogare le competenze della magistratura contabile da altro soggetto non pubblico. La stessa cosa vale per quelle Società di consulenza “assoldate” per supportare gli operatori addetti, attualmente, alle revisioni contabili: società che oltre a non avere specifiche competenze (ne sono prova le attività pregresse che figurano sul Web) non possono in alcun modo, proprio perché non soggetti pubblici, sottoscrivere verbali di verifica o quant’altro concorra ad essi.

Oggi si vorrebbe, signor Gabriele, gettare la croce su quanti non hanno prodotto danni e non si sono neppure addolciti la bocca con il comune lecca-lecca. Mi pare proprio un’operazione di chiara marca bolscevica o di “rivoluzione aculturale”. (le minuscole sono volute)

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