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Open Land dovrà restituire al Comune di Siracusa la somma di 2.8 milioni di euro indebitamente percepiti

di Redazione - giovedì 28 giugno 2018 - 881 letture

Open Land dovrà restituire al Comune di Siracusa la somma di 2.8 milioni di euro indebitamente percepiti, oltre agli interessi legali dalla data dell’indebito pagamento e alle spese per il procedimento. Lo ha stabilito il Tribunale di Siracusa con decreto ingiuntivo del 27 giugno scorso. Entro 40 giorni dalla notifica del decreto, se Open Land, società del gruppo Frontino, non avanzerà ulteriori pretestuose opposizioni per prendere tempo, i 2,8 milioni di euro dovranno tornare nelle casse del Comune.

Il decreto ingiuntivo rappresenta un importante successo delle ipotesi difensive dell’avv. Nicolò D’Alessandro, legale del Comune di Siracusa, e degli avvocati di Legambiente Corrado Giuliano, Marilena del Vecchio, Gabriele Galota, Nicola Giudice e Lella Bonanno, e dei consulenti di parte ing. Roberto De Benedictis, prof. Giuseppe Ansaldi e dott. Francesco Licini (che hanno ricoperto il mandato a titolo gratuito), che in giudizio avevano sostenuto che nessun risarcimento era dovuto ad Open Land, contrariamente a quanto aveva invece stabilito il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana (CGA) con sentenza del settembre 2015 (successivamente revocata dallo stesso C.G.A. con sentenza n. 276/2017).

Sentenza che aveva condannato Il Comune di Siracusa a pagare alla società Open Land 2,8 milioni di euro per presunti ritardi nel rilascio di un permesso per la realizzazione del centro commerciale di viale Epipoli, in un’area ad alto valore archeologico, permesso dichiarato peraltro illegittimo e ‘sanato’ soltanto da un presunto intervenuto silenzio assenso.

Ricordiamo che proprio questa sentenza del CGA, insieme ad un’altra, relativa alla richiesta di risarcimento danni, sempre contro il Comune di Siracusa, presentato dalla società Am Group, della stessa famiglia Frontino, per la mancata realizzazione di 71 villette all’Epipoli (in un’area sottoposta a vincolo archeologico e paesaggistico), è stata al centro della richiesta di accertamento sull’operato del CGA della Regione Siciliana presentato dagli avvocati Corrado Giuliano e Marilena del Vecchio, con mandato di Legambiente, al Consiglio di presidenza della Giustizia amministrativa nel giugno 2017.

Istanza che ha trovato riscontro nelle indagini sul “Sistema Siracusa” delle Procure di Roma e di Messina che nei mesi scorsi hanno disposto diversi arresti ed altre misure cautelari nei confronti, tra gli altri, degli avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore, del collegio difensivo di Am Group ed Open Land nel primo e secondo grado, dell’ex pm della Procura di Siracusa, Giancarlo Longo, e dei Consulenti tecnici d’ufficio nei due ricorsi, Salvatore Pace e Vincenzo Naso (per i quali Legambiente aveva chiesto ripetutamente la sostituzione), per sentenze pilotate in favore di alcuni gruppi imprenditoriali: tra questi proprio Open Land ed Am Group.



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