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Onora il Padre e la Madre

Un film di Sidney Lumet. Con Philip Seymour Hoffman, Ethan Hawke, Marisa Tomei e Albert Finney.

di Antonio Cavallaro - mercoledì 19 marzo 2008 - 3627 letture

Andy ed Hank Hanson sono due fratelli con una vita privata disastrosa (la moglie di uno va a letto con l’altro, ad esempio) e problemi di soldi. Per loro che conducono una vita che non possono permettersi, quello dei soldi è il problema principale. Decidono di risolvere tutti i loro guai rapinando una gioielleria a conduzione famigliare: la loro, la gioielleria dei genitori. Il colpo, ben studiato e apparentemente semplice si complicherà, e di molto; le conseguenze travolgeranno tutta la famiglia Hanson.

Dramma senza ritorno e senza salvazione, un quadro cupo strutturato in flashback e narrato da Lumet attraverso i punti di vista dei protagonisti principali. Il mutamento, la realizzazione inseguita dai fratelli Hanson convive e si prostra ai dettami di un’esistenza che apparentemente viene filtrata solo dal denaro, ma che invece per il regista vuole essere solo un mezzo, l’agente scatenante. La bramosia di denaro satura delle vite già disperate a più livelli.

“Onora il Padre e la Madre” è un apologo sulla complessità e la natura imperfetta dell’uomo, il cui risultato finale viene salvato dallo stile e dalla misurata regia di Lumet, che conferiscono efficacia e profondità allo sviluppo del film; più di quanto faccia la stessa sceneggiatura scritta da Kelly Masterson, debole almeno nella prima parte, e dove l’utilizzo dei flashback pare essere solo un espediente per sopperire all’incertezze narrative.

Notevole è invece il supporto fornito dalla prova di tutto il cast degli attori, ma in special modo dai due protagonisti, Seymour Hoffman e Hawke, che sviluppano perfettamente l’ambiguità e il disordine interno dei personaggi interpretati.

Alla luce di tutta la storia del film, sarebbe interessante discutere sulla deriva cattolica del titolo italiano rispetto all’originale (Before the Devil Knows You’re Dead), ma è meglio lasciar perdere. Abbiamo già scritto tante volte che è una battaglia inutile in questo paese.


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