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Omosessualità, diritto e psiche: la mitologia greca

Nell’antica Grecia l’omosessualità svolgeva un ruolo cruciale nella maturazione dell’identità dell’individuo.

di Martina Famulari - lunedì 1 agosto 2022 - 1213 letture

Nel 2022 ancora sopravvive il morbo dell’ignoranza, se informarsi è una scelta, sposare certe ideologie è la consapevolezza di ignorare cosa davvero si cela dietro la realtà dell’omosessualità. La conferma giunge dalla biologia, dalla botanica, dalla natura e dalla letteratura greca, ma questo non è bastato, non sono bastati neanche i contribuiti di Freud.

Il cantautore Fabi in una sua canzone canta: ”Io sono l’altro...”, l’altro è chi viene discriminato e condannato ad un’identità che non riconosce dentro il proprio cuore. L’altro è il passente migrato in Italia per avere un futuro migliore, è lo studente che lavora e studia per mantenersi, è il figlio artista, è il padre che svolge due lavori per maniere la propria famiglia, sono gli sconosciuti che giudichiamo senza conoscere le loro storie. Non sono loro ad essere sbagliati, ma noi che favoriamo un sistema che invece di tutelare le diversità le annienti, li escluda e tolga loro il diritto alla vita. Il diritto di essere liberi.

Nell’antica Grecia l’omosessualità svolgeva un ruolo cruciale nella maturazione dell’identità dell’individuo. La società greca tribale era organizzata in classi di età e l’accesso a quella successiva avveniva tramite riti di passaggio: rinascita, segregazione e simbolismo di morte. La relazione omosessuale veniva usata come strumento pedagogico amoroso e accompagnava il ragazzo a divenire adulto.

In pochi sanno la vera natura della relazione tra Achille e Patroclo. Alcuni scrissero che Achille a differenza degli altri era sempre stato amichevole, l’unico ad esserlo, con Patroclo, altri storici invece alla relazione sessuale tra i due, per i greci l’omosessualità era normale, aveva uno scopo catartico. L’Iliade di Omero racconta gli ultimi mesi dell’assedio alla città di Troia. L’opera è divisa in 24 libri, ma le vicende che ci interessano si svolgono dal libro XI al XXIII. Ettore, eroe di Troia grazie al sostegno di Ares e Apollo difende Troia sotto l’assedio dei greci.

Achille bellissimo, vittorioso e imbattile è ormai da tempo lontano da casa, ma Patroclo, suo fedele compagno, ne indossa l’armatura, spacciandosi per Achille facendo strage di troiani, finché non verrà ucciso da Ettore. Achille torna sotto le mura di Troia e si strazia per la morte del compagno. Achille sofferente per la morte di Patroclo deciderà di vendicarlo e di dormire accanto alla sua salma affinché il loro legame nell’aldilà possa continuare, nonostante avesse dovuto accettare la separazione da Briseide, la sua schiava concubina, per Achille la morte di Patroclo comporta una ferita insanabile. È qui che l’eros prevale e supera anche il buio della morte, grande insegnamento che i greci ci lasciano sul concetto di amore, non solo tra eterosessuali, ma partendo dall’omosessualità.

Solo dalle parole di Tetide, che esorta il figlio a lasciarsi la morte del giovane alle spalle e accettando la fine di quella sua fase omosessuale e adempiere al suo ruolo sociale accanto a una donna. Infatti, per i greci era comune pensare che l’omosessualità fosse una fase naturale prima dell’adempimento a una vita adulta, virile, eterosessuale.

Come sostiene la storica e giurista Eva Cantarella nel suo libro Secondo Natura. La bisessualità nel mondo antico: “[...] nell’età classica era naturale e inevitabile pensare che un’amicizia così intensa fra due uomini comportasse anche un legame sessuale”.

Lo scorso ventitré luglio si è tenuto il Pride anche nella città di Messina. Ogni anno abbiamo la possibilità di manifestare per il diritto di ognuno e ognuna di amare chi vuole e vivere serenamente il proprio orientamento sessuale. Il senso del Pride non si trova semplicemente nell’esibizione orgogliosa della propria identità piuttosto nel sottrarsi allo sguardo giudicante di un certo senso comune. Quello che condanna ogni comportamento che sfugge a classificazioni rassicuranti basate su una concezione superata e discriminatoria della morale. Dietro ogni: ” Ricchione, frocio o lesbica” c’è il volto di una persona che sogna, progetta e ha una vita, una dignità. Alla base della discriminazione, della famiglia classica, latina e patriarcale, c’è una struttura di idee sovversive per il ​ progresso di una società, una società discriminatrice non sarà mai libera e improntata alla sapienza, alla cultura e alla libertà individuale. Amare chi si vuole è un diritto, non una moda, un tratto distintivo, ma pura consapevolezza della propria psiche, per sapere chi si è bisogna conoscersi, scoprirsi, dubitare e fare esperienza intima della propria anima.

Il Pride è al momento insieme alle leggi, in particolare il disegno di legge ZAN, l’unico strumento capace di contrastare l’omofobia e diminuire situazioni limite come le aggressioni, comportamenti discriminatori e suicidi.

Nel 1972 viene introdotto il termine omofobia, si intende un insieme di fantasie consce ed inconsce come struttura di una relazione evitante-avversativa, originata dal disprezzo e dal disgusto nei confronti di tutto ciò che viene percepito come omosessuale, oppure, sul rivolgimento verso di sé di tali fantasie, come conseguenza di malessere, rifiuto e autodenigrazione. Sempre più oggi la richiesta d’aiuto delle persone omosessuali avviene in momenti particolari quali l’adolescenza, l’inserimento nel mondo lavorativo, il passaggio all’età adulta e la consapevolezza da genitori eterosessuali della propria omosessualità non vissuta in gioventù.


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