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Oltre a B. e a D. c’è anche un’altra B. E pure un T.

Elezioni presidente della Repubblica. Il 24 la prima conta

di Adriano Todaro - mercoledì 19 gennaio 2022 - 1030 letture

Chi scrive sui giornali non dovrebbe mai parlare di sé stesso. Ma girodivite è un giornale corsaro, anche nello spirito e, quindi, in questo articolo (mio malgrado) parlerò anche di me. Intanto la data della prima conta per l’elezione settennale del presidente della Repubblica, è stata fissata per il 24 gennaio. Una data che non posso dimenticare non fosse altro perché in quella data compio l’onomastico. Già questo è un aspetto personale che non dovrei divulgare, ma il fatto che si voti quel giorno, lo stesso giorno in cui sono nato, mi ha fatto pensare a un possibile nesso.

In questi giorni si sono infittite le voci sulla auto candidatura di Silvio Berlusconi, personaggio che spande sicumera da tutti i pori, un personaggio che, secondo il tribunale, ha «una naturale capacità a delinquere», quindi un delinquente. Già il fatto che un personaggio simile voglia diventare presidente della Repubblica, guardiano della Costituzione, la dice lunga su cosa è diventato questo nostro povero Paese. Che non è diventato così per caso, ma per precise responsabilità di tutti quei partiti che dal 1994 l’hanno protetto in tutti i sensi e gli hanno permesso di fare strame della legalità. Non sto qui a elencare tutte le sue malefatte perché già ampiamente conosciute. Mi preme maggiormente sottolineare come le forze politiche, davanti a una oscena proposta come l’auto candidatura di Berlusconi, non abbiano chiamato i medici per un Tso.

Invece i bardi berlusconiani, soffocando le risate, hanno accettato l’auto candidatura al punto che dopo il vertice della cosiddetta destra (Salvini/Meloni) è uscito un comunicato dove si scrive (ripeto, senza neppure scoppiare a ridere) che Berlusconi è: «La figura adatta a ricoprire in questo frangente difficile l’Alta Carica di Capo dello Stato con l’autorevolezza e l’esperienza che il Paese merita e che gli italiani si attendono…». Certo che è autorevole e ha esperienza. Basta guardare le condanne definitive che stanno sul suo capo. Una grande esperienza nel non pagare le tasse e grande autorevolezza nel convincere il parlamento che Ruby fosse la nipote di Mubarak. Naturalmente salto, a piedi uniti, le figuracce fatte a livello internazionale di questo personaggio. Anche se alla fine si dovesse ritirare, sarà lui comunque l’arbitro della nomina del presidente della Repubblica. Un arbitro pregiudicato e truffatore.

Forse, però, la colpa non è tutta sua considerato che sono più di venti anni che la cosiddetta sinistra filtra con lui con amorosi sensi. Lo ha salvato, ha salvato le sue Tv fuorilegge, ha garantito per lui. Come dimenticare il famoso intervento in Parlamento di un sinistro come Luciano Violante quando ha dichiarato che il suo partito aveva garantito a Berlusconi che non sarebbero state toccate le sue Tv? Violante da chi aveva avuto il mandato per dare certe garanzie? Come dimenticare D’Alema che fra un risotto e l’altro dichiarava che Mediaset era «un patrimonio produttivo del Paese». Quale Paese? Come dimenticare quando in campagna elettorale Veltroni non ha mai pronunciato il nome di Berlusconi invano («Il principale esponente dello schieramento a noi avverso»). E come dimenticare le dichiarazioni di De Benedetti quando zitto zitto quatto quatto cacchio cacchio dichiarava che preferiva Berlusconi a Conte. E Scalfari, il famoso “barbapapà” di Repubblica, quotidiano della sinistra intelligente che il 22 novembre 2017 alla domanda di Giovanni Floris a chi affiderebbe il governo del Paese dovendo scegliere fra Berlusconi e Di Maio se ne uscì con una risposta lapidaria, per nulla articolata: «Sceglierei Berlusconi».

Bene. Anzi male. Chiudiamo qui, comunque, perché dovrei parlare degli altri candidati al Colle. Se Berlusconi è schifosamente improponibile, gli altri come sono? I nomi che in questi giorni girano da una testata giornalistica all’altra, da una Tv all’altra, sono i nomi di sempre: l’immancabile ex craxiano Giuliano Amato, Marcello Pera, suor Letizia Moratti, la baciapile Marta Cartabia… Ogni tanto appare un nome e il giorno dopo scompare.

Poi c’è lui il SuperMario, il drago della compagnia, l’uomo che non deve chiedere, mai. Chissà come se la ridono i greci quando a capo della finanza mondiale li ha costretti alla fame. Oppure noi italiani quando chiedeva, sempre con tono mellifluo, untuoso, che per risolvere i problemi economici in Italia era necessario tagliare lo stato sociale come del resto è avvenuto e si vede come si sono risolti i problemi economici con tutte le aziende che sono scappate all’estero, licenziamenti galoppanti, aumento della povertà, mancanza delle risorse da destinare, ad esempio, alla medicina territoriale e così via. Certo i guadagni ci sono stati, ma solo per gli evasori e i padroni di Confindustria. Per i lavoratori, per gli onesti che hanno sempre pagato le tasse, nisba. Niente aumenti, licenziamenti, aumenti delle morti sul lavoro.

Ecco, questo è il fosco quadro. Ora è spuntato anche Giulio Carlo Danilo Tremonti, il ragioniere di Sondrio. Anche lui vuole salire sul Colle. Se così fosse, Corrado Guzzanti non resterà mai disoccupato. Famoso perché aveva dichiarato che i condoni dei passati governi erano illegittimi. E, infatti, coerentemente, nel 2002 ne promosse uno fiscale bello sostanzioso. Quando si dice la coerenza.

E veniamo alle proposte. È incredibile, siamo in 60 milioni e fra questi italiani non c’è nessuno degno di rappresentare gli italiani? Possibile che con tante eccellenze nel campo della ricerca, della cultura, delle arti eccetera non ci sia nessuno? Che dobbiamo ripiegare su uno come lo scudiero di Bettino Craxi? Ben visto da alcuni sinistri come il Nipotino Pallido.

Poi è scoppiata la manìa delle donne. Può aspirare al Colle una donna? Certo. Perché mai una donna non potrebbe fare la presidente della Repubblica? Forse che le donne sono inferiori agli uomini? Calma e gesso: vediamo di analizzare meglio la questione. Una donna andrebbe benissimo, ma non eletta in quanto donna, ma perché vale, perché è antifascista, perché non è stata mai invischiata in vicende poco commendevoli, perché ha un senso alto dello Stato, perché possa rappresentare degnamente, anche a livello internazionale, tutti i cittadini italiani. Ma quando fra le donne si fanno i nomi di Cartabia, di suor Letizia Moratti o della Maria Elisabetta Alberti Casellati Vien Dal Mare, beh, allora non ci siamo proprio. E allora sì, eleggiamo una donna… Vediamo… Tina Anselmi? No, è morta. Liliana Segre? Ha rinunciato. Rosy Bindi? Ecco la Bindi ha dato prova di valore come ministro della Sanità, è stata una presidente dell’Antimafia, decisa, determinata che non ha guardato in faccia nessuno neppure quelli legati al suo vecchio partito, la Dc. Però ha un handicap. La sua onestà morale. E in un Paese come il nostro essere onesti non fa curriculum.

Quindi necessita un nome di riserva. Abbiamo visto B. (Berlusconi), D. (Draghi), un’altra B. (Bindi). Possiamo metterci anche una T. E chi è la T.? Sono io e ora vi illustro perché mi candido. T. come Todaro. Bene, qualche dato? Certo. Intanto sono più giovane di Berlusconi, sono più alto di lui (anche se non troppo), sono più giovane anche dell’ex craxiano pentito Amato. Non ho mai avuto condanne e neppure denunce. Ho preso una sola multa in vita mia, anni fa, all’entrata di Formia perché andavo a 53 chilometri orari invece dei 50. Non ho capelli, è vero ma neppure il riportino e neppure la pompetta per attivarmi sessualmente, non vado mai alle “cene eleganti” anzi, per la verità non vado mai a nessuna cena neppure a quelle “trasandate”, metto la mascherina FFp2, ho fatto le tre vaccinazioni regolari e quando il semaforo segna rosso, mi fermo e attendo il verde. E mi aspetto che il capo gabinetto di Draghi mi riceva a Palazzo Chigi. Non sono nessuno io? Vero. Ma lo zio Gianni non ha nessun tipo d’incarico pubblico, eppure è stato ricevuto a Palazzo Chigi. Devono sentire anche me che mi sono auto candidato.

Naturalmente ho tante altre qualità, ad esempio una moglie sola (per fortuna!) e pago le tasse. Certo questo ultimo punto è un po’ un handicap, ma io sono ottimista e penso di potercela fare. E poi che sarà mai pagare le tasse? Cercherò col tempo a uniformarmi. E comunque con i nomi che sono apparsi in queste settimane io credo di non essere proprio uno da disprezzare. Credetemi, c’è di peggio.


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