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Oliver Hardy, in arte Ollio


Era il 7 agosto di cinquantaquattro anni fa, quando la metà naturale della coppia più famosa del mondo del cinema, ci lasciava. Ricordiamo la figura di Oliver Hardy.
lunedì 8 agosto 2011, di Redazione - 414 letture

Il talento comico di Oliver Hardy era caratterizzato dal "camera-look": un espediente cinematografico consistente nel rivolgersi direttamente agli spettatori per ricercarne la complicità, guardando direttamente nella cinepresa. Questo meccanismo filmico, gradito dal pubblico che si sentiva così coinvolto nel racconto cinematografico, sarà il punto di forza dell’attore americano nelle pellicole con Stan Laurel. Hardy è stato un innovatore soprattutto per quanto concerne la gestualità, fatta di movenze buffe, ma al contempo eleganti ed agili, nonostante la sua non indifferente mole fisica. L’attore ha spesso cantato anche in alcuni film del duo, dimostrando un grande talento vocale blues. In Italia era doppiato da Alberto Sordi.

La sua famiglia, di origini inglesi e scozzesi, a differenza di quella di Stan, non aveva mai avuto a che fare con il mondo dello spettacolo. Suo padre Oliver era un veterano della Guerra Civile, che aveva partecipato alla Battaglia di Antietam del 17 settembre 1862. Di professione avvocato, lavorò come capo cantiere per la Georgia Southern Railroad, supervisionando gli edifici della linea ferroviaria fra Augusta e Madison, Florida. Sua madre, Emily Norvell, era discendente dei Norvell di Williamsburg, una famiglia della Virginia che arrivò nella Georgia attorno al 1635. Si sposarono il 12 marzo 1890: per Emily, già vedova, era il secondo matrimonio, per Oliver il terzo. Due anni dopo la nascita di Oliver Norvell, la famiglia si trasferì ad Harlem nella Georgia. Oliver sr. morì nel novembre dello stesso anno (1894). Sebbene il suo fisico notevolmente corpulento facesse pensare per un’inclinazione per le cose materiali, Oliver da bambino era invece piuttosto un sognatore: non aveva interesse per la scuola, era dotato di una bella voce e andava spesso e volentieri a teatro. La madre, che nel frattempo aveva aperto una catena di alberghi, pensò di iscriverlo al conservatorio, ma anche lì - seppur la sua bravura nel canto fosse evidente - Norvell non dimostrava impegno. Fallita anche la prova di inserirsi in una scuola militare, Norvell decise di seguire la carriera del cantante: a soli otto anni, entrò a far parte del gruppo dei Menestrelli dei Coburn, ma la nostalgia di casa per un bambino così piccolo si fece sentire, e lo show per lui durò poco tempo. Nel 1910, tutta la famiglia si trasferì a Milledgeville, dove il diciottenne Norvell trovò lavoro nell’unico cinema della città, diventandone il proiezionista e il manager. Infatuato dalla nuova industria cinematografica, cominciò a convincersi di poter entrare anche lui nel folle mondo delle comiche, il suo spettacolo preferito. Un amico gli suggerì di andare a Jacksonville, città conosciuta perché vi venivano girati molti film. Norvell vi si trasferì nel 1913, trovando lavoro come cantante nei cabaret notturni e comparsa ai Lubin Studios di giorno. Nel novembre 1913, si sposò con Madelyn Saloshin, la musicista che lo accompagnava al piano.

Nel 1921, Oliver e Jesse Robbins, regista delle comiche di Aubrey, vennero "prestati" a Gilbert "Broncho Billy" Anderson per girare la comica pilota di una nuova serie con un giovane comico inglese di nome Stan Laurel. Il film, The Lucky Dog, rappresentò la prima apparizione di Laurel e Hardy insieme, ma in seguito i due non si rivedranno fino al loro ingresso negli Studi Roach. Nel 1924, Hardy iniziò a lavorare negli Hal Roach Studios, partecipando alle comiche delle Our Gang e di Charley Chase. Nel 1925 venne inserito nel film Yes, Yes, Nanette! con James Finlayson, l’iroso ometto baffuto che negli anni successivi sarà un personaggio ricorrente nel film di Laurel e Hardy. Il film fu diretto da Stan Laurel. Oliver continuò a interpretare ruoli nei film con Clyde Cooke e Bobby Ray. Nel giugno del 1926, un cosciotto d’agnello cambiò il futuro di Laurel e Hardy. Hardy doveva apparire nel film Get ’Em Young, con la regia di Stan Laurel, ma tre giorni prima del primo ciak, venne ricoverato d’urgenza per un incidente domestico: mentre tirava fuori dal forno di casa un cosciotto d’agnello, riportò serie ustioni a un braccio. Laurel, che aveva lavorato da Roach anche come attore, venne incaricato di sostituirlo, tornando così davanti alla macchina da presa e rinunciando per sempre al ruolo del regista. Roach e il regista Leo McCarey cominciarono a impiegare Laurel come attore, affiancandogli anche altri attori degli Studi, tra cui ancora Hardy. I due parteciparono a A 45 minuti da Hollywood (1926), ma non ebbero scene insieme.

La svolta giunse con Duck Soup, girato nel settembre del 1926 ma uscito nel marzo del 1927: per la prima volta Laurel e Hardy recitavano come coppia. Seguirono altri short nel 1927, e gradualmente i loro ruoli diventarono sempre più simili a quelli di un vero duo di comici. McCarey scrisse così il copione del primo film pensato espressamente per la coppia, The Second Hundred Years, girato nel giugno del 1927. La pellicola decretò finalmente il successo di Hardy come protagonista, dopo un decennio di lavoro come spalla, comparsa e antagonista in quasi 270 film.

Creata la coppia comica destinata a diventare una delle più famose di tutti i tempi, Laurel e Hardy iniziarono la loro produzione insieme alla fine del ’27, con capolavori della comicità quali The Battle of the Century (1927), un film memorabile per la più grande battaglia di torte mai girata, Leave ’Em Laughing (1928), From Soup to Nuts, You’re Darn’ Tootin, Should Married Men Go Home?, Two Tars, Big Business, Unaccustomed As We Are (1929), che segnò il passaggio della coppia dal muto al sonoro, Below Zero (1930), Blotto, Brats, Another Fine Mess, Helpmates (1932), e molti altri. Nel 1929 la coppia apparve nel film "All Stars" Hollywood Revue of 1929 e nell’anno successivo come rinforzo comico nel musical The Rogue Song (proiettato in Italia con il titolo Amore Gitano). Nel 1931 Laurel e Hardy debuttarono con il loro primo lungometraggio, Pardon Us, il primo di una serie di grandi film che spopolarono in tutto il mondo. Forse il loro più grande successo, tuttavia, fu The Music Box (1932), che vinse l’Oscar per il miglior cortometraggio.

Nel 1936, la vita privata di Hardy subì un duro colpo quando la seconda moglie Myrtle chiese il divorzio, ottenuto poi nel maggio del 1937. In attesa della soluzione di un problema contrattuale tra Laurel e Hal Roach, alla fine dell’estate del 1938, Hardy realizzò da solo Zenobia, con Harry Langdon. Nel 1939, Laurel e Hardy firmarono dei nuovi contratti, separati ma sottoscritti lo stesso giorno, con il boss Roach, che "diede in prestito" i due alla RKO per realizzare The Flying Deuces. Sul set di questo film, Hardy s’innamorò di Virginia Lucille Jones, la segretaria di edizione, che sposò l’anno successivo. Fu un matrimonio felice, che durò fino alla morte di lui. Dopo due film usciti nel 1940, all’inizio del 1941 Laurel e Hardy lasciarono Roach e passarono alla 20th Century Fox, con la quale, insieme alla Metro-Goldwyn-Mayer, gireranno ancora otto film, ma tutti di scarsa qualità, principalmente per l’incapacità dei registi di sfruttare le ancora grandi doti artistiche del duo.

Il successo in America iniziò a diminuire, cosicché nel 1947 Laurel e Hardy si recarono in tournée in Europa, dove la loro fama era ancora grandissima. Visitarono anche l’Italia, dove furono accolti con grande entusiasmo, tanto che, secondo alcune fonti, anche il papa Pio XII volle incontrarli in privato. Nel giugno del 1950, durante uno spettacolo teatrale tenutosi a Villa Aldobrandini a Roma, Hardy conobbe finalmente di persona il suo doppiatore italiano, un giovane attore di nome Alberto Sordi. Hardy ritornò nel frattempo sui set cinematografici nel 1949 con Dopo Waterloo, accanto a John Wayne, e l’anno dopo ebbe una piccola parte in La gioia della vita (1950) di Frank Capra, nel ruolo di uno scommettitore di cavalli. Laurel e Hardy ritornarono quindi in Europa per girare il loro ultimo film, Atollo K, una coproduzione italo-francese che si rivelò un fiasco. A fianco dei due attori avrebbe dovuto recitare anche Totò, che però, poco prima dell’avvio delle riprese, aveva firmato un contratto con un’altra compagnia cinematografica. Darà forfait anche un altro comico previsto nel cast del film: il francese Fernandel. La coppia tornò ancora in due occasioni sul palcoscenico in Gran Bretagna, prima nel 1952 e poi nel 1953-1954. Il grande favore del pubblico li spinse ad andare avanti finché le condizioni di salute di Babe prima, e quelle di Stan dopo, peggiorarono così tanto da costringere i due a concludere in anticipo il loro ultimo tour nel maggio del 1954.

Tornati in America, la loro popolarità tornò ai vertici degli anni d’oro, grazie ad una massiccia riproposta dei loro film migliori in televisione. Nel 1955, la coppia firmò un contratto con il figlio di Hal Roach per una serie di show a colori, alcuni di questi basati su vecchie favole per bambini, intitolata Le Fiabe di Laurel & Hardy. Le fiabe avrebbero dovuto essere girate a colori per la NBC, ma non se ne fece nulla. Laurel venne colpito da un attacco di cuore ad aprile, alla vigilia delle riprese e, come uscì dalla convalescenza, fu la volta di Hardy di subire a sua volta un forte attacco di cuore verso la fine dell’anno. Oliver Hardy trascorse il 1956 cercando di riprendersi e sottoponendosi ad una dieta molto rigida. Per la prima volta nella sua vita, si ritrovò ad essere magro, anche se non gli piaceva esserlo. Preferì abbandonare le scene e chiudersi in casa, senza vedere più nessuno. Il 14 settembre del 1956, un ictus lo portò alla semiparalisi; non poteva quasi più muoversi e, come racconta lo stesso Stan, aveva difficoltà anche a parlare, per cui i due ricorsero alla loro arte mimica per comunicare a gesti. In una lettera che Stan inviò a John Municino il 9 agosto del 1957, si fa riferimento a un cancro che si era sviluppato nell’organismo di Oliver e che lo fece dimagrire ancora di più. Oliver Hardy terminò il suo penoso anno da invalido la mattina del 7 agosto del 1957, quando morì presso la casa della suocera, al 5421 di Auckland Ave. a North Hollywood. Aveva 65 anni. È oggi seppellito nel Masonic Garden del cimitero Valhalla Memorial Park Cemetery a Nord di Hollywood. Stan, pur consapevole delle pessime condizioni dell’amico, rimase comunque sconvolto alla notizia della sua morte. Dichiarò alla stampa: «Che cosa c’è da dire. È scioccante, naturalmente. Ollie era come un fratello. Questa è la fine della storia di Laurel e Hardy». Oliver Hardy è anche ricordato come appartenente alla Massoneria, ed è citato come tale in numerosi elenchi di massoni famosi. Il film I figli del deserto è del resto espressamente ispirato ad una branca della Massoneria statunitense, lo Shrine. Sulla lapide della sua tomba, nel 1977 i massoni "shriners" Antico Ordine Arabo dei Nobili del Santuario Mistico vollero collocare una targa commemorativa con inciso: "Oliver Hardy 1892-1957, un genio della comicità - il suo talento portò gioia e risate in tutto il mondo".

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