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“Oggi mi sento più sicura, e amo il mio lavoro”

Nel Centro di riabilitazione e reintegrazione sociale di EMERGENCY a Sulaimaniya uomini, donne e bambini vittime di guerra rappresentano la maggioranza dei pazienti che riceviamo e assistiamo
di Redazione - mercoledì 27 marzo 2019 - 750 letture

Nel Centro di riabilitazione e reintegrazione sociale di EMERGENCY a Sulaimaniya uomini, donne e bambini vittime di guerra rappresentano la maggioranza dei pazienti che riceviamo e assistiamo. Ma non sono gli unici: ci prendiamo cura anche dei pazienti che hanno subìto amputazioni per altre cause, come gli incidenti stradali.

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“Non riesco a ricordare nulla di quel giorno, avevo solo 4 anni. So solo che sono stata coinvolta in uno scontro in auto a Tasluja, non distante da qui, e che da quel momento tutta la mia gamba destra, dal piede fino all’anca, non c’era più”. Incontriamo Gulstan, 20 anni, nel laboratorio di sartoria del Centro di riabilitazione e reintegrazione sociale: è qui che ha imparato il suo lavoro e dove è diventata una sarta professionista. “Dopo l’incidente ho trascorso un anno a letto. Non riuscivo a sopportare la prima protesi che indossavo, mi vergognavo. Non potevo uscire, giocare insieme agli altri bambini.”

Ci sono voluti 12 anni prima che Gulstan decidesse di dare una svolta alla propria vita: nel 2014 ha cominciato a frequentare il Centro di EMERGENCY e a recuperare forza e fiducia in sé con gli esercizi di riabilitazione. Oggi, all’interno della casa in cui abita con il marito a New Hallabja, gestisce un laboratorio di sartoria dove produce ogni giorno capi su misura per adulti e bambini.

“Oggi mi sento più sicura, e amo il mio lavoro. Voglio specializzarmi sempre di più e imparare cose nuove da questo mestiere.” Anche se la sua attività è ben avviata, periodicamente Gulstan torna al Centro di riabilitazione: per riparare la protesi quando serve, o anche per incontrare semplicemente le sue colleghe e aggiornarsi sul suo lavoro.

Come la maggior parte delle ragazze ventenni, Gulstan ama condividere le foto dei suoi lavori sui social network; sul suo profilo Facebook, Gulstan posta le immagini dei capi che realizza: sono colorati, accuratamente rifiniti e sistemati. Mentre ci fa vedere la sua bacheca, la timidezza la fa continuare a sorridere. Ci racconta anche che alcuni lavori che fa sono commissionati dalle persone che la seguono sui social.

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Appesa alla parete di casa, la cornice dell’attestato ricevuto alla fine del corso di formazione che ha svolto al Centro testimonia quanto tenga al suo lavoro. E noi non possiamo far altro che farle i complimenti e augurarle di continuare a essere come ha sempre immaginato di essere: felice.


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