Sei all'interno di >> :.: Primo Piano | Curiosità |

Offerte di Ferragosto

Abbiamo digitato la città di partenza "Messina" e poi una qualsiasi città di arrivo oltre lo Stretto. Incredibile: qualsiasi località italiana si digiti, che sia al centro, a nord, ma addirittura a qualche chilometro da Messina, vedi ad esempio Reggio Calabria, Google maps da vita ad una mappa con il dettaglio del percorso, segnalando sempre e comunque, l’utilizzo di un traghetto che prima ci porta a Salerno da Messina.

di Piero Buscemi - martedì 14 agosto 2012 - 2354 letture

L’appuntamento di Ferragosto, crisi o non crisi, impone il rispetto di una tradizione paragonabile solo ai botti di Capodanno a Napoli. Lo spirito che ispira i due eventi sarà, molto probabilmente, lo stesso. Occasioni quasi uniche per sentirsi allo stesso livello della classe media della società italiana, quella che un tempo era catalogata come "borghesia". Ritrovarsi spalla a spalla sui lidi patinati delle più famose riviere italiane, alla faccia dei "rotoloni" in esubero, giustificati dalla solita ed efficace frase ad effetto "...è costituzione", ci avvicina al mondo che inseguiamo di nascosto tra le pagine dei rotocalchi scandalistici, adagiati sui tavolini delle sale d’attesa dei parrucchieri e dei dentisti.

Ferragosto è anche la ricorrenza annuale che non ci impedisce di fare sfoggio delle nostre interpretazioni, spesso più degne di attenzione degli inquietanti Maya, sulla situazione politica ed economica del paese. Collocarsi in spiaggia, tra il quotidiano sportivo che, da un lato, ci informa sui milioni di euro che il "nostro" presidente è disposto a sganciare per rafforzare la "nostra" squadra per contrastare quella degli "altri" nel prossimo campionato di calcio della massima serie, e dall’altro, è utile per accodarsi ai commenti da "spiaggia" sulla contraddizione del popolo italico, costretto a grandi sacrifici mensili con le sempre più ridotte risorse economiche, e lo spreco di denaro speso dalle "nostre" società calcistiche a copertura degli esorbitanti ingaggi dei milionari in calzoncini.

Noi di Girodivite, tra le tante curiosità che arricchiscono ogni anno il folclore del Ferragosto, associato ai soliti scandali politici di transizione mediatica alla prossima discussione parlamentare sulla finanziaria di autunno, abbiamo scovato quest’anno tre stravaganze del Bel Paese, che ci sono sembrate più degne di interesse.

La prima costituisce il monopolio di discussione degli ultimi sessanta anni della storia d’Italia. Ci stiamo riferendo, ovviamente, alla benzina e alle sue interpretabili variazioni di prezzo che, da quando l’automobile è diventata bene di consumo "necessario" degli italiani, ha rovinato il sonno di un popolo, ma ha anche affinato tecniche di risparmio, degne del miglior ministro dell’economia che un presidente del consiglio possa aver mai nominato.

E’ risaputo che, per motivi ovvi ma perché tali anche sbeffeggianti, alla vigilia di un qualsiasi fine settimana estivo, a maggior ragione se quello a ridosso di Ferragosto, non si sa come le accise decidono di adeguarsi a fantomatici equilibri economici dettati dalla comunità europea o per far fronte a spese impreviste, quali quelle provocate da un sisma, che in Italia si presenta con costanza quasi regolare, innalzando il prezzo alle pompe in maniera consistente. Abbiamo potuto verificare che, taluni distributori di catene petrolifere di fama internazionale, in contrasto con accordi nazionali pubblicizzati anche in televisione, puntualmente il sabato pomeriggio e l’intera giornata festiva seguente (quando dovrebbero proporre il carburante a prezzi scontati), chiudono le pompe self-service, con fantomatici cartelli di avviso alla clientela di carburante "esaurito", per poi, miracolosamente, ritrovarsi il lunedì, già dalle prime ore del mattino, con le pompe in funzione e ai prezzi tradizionali.

La seconda stravaganza è lo spot che da qualche tempo si può ascoltare sui canali radio delle Rai, spesso subito dopo la rubrica Onda Verde, che informa gli utenti sulla viabilità delle strade. Sentire i due speaker che, nel progettare un viaggio in Sicilia, si entusiasmano nella possibilità di percorrere la Salerno-Reggio Calabria, che il messaggio pubblicitario tiene a comunicare "...già percorribile per 280 chilometri", tralasciando la notizia che l’intero tratto è di 443 chilometri, ossia più di un terzo ancora con cantieri aperti, lascia un po’ perplessi sulle reali intenzioni del pubblicitario che ha partorito questa campagna d’informazione.

L’ultima stravaganza si collega alla precedente. Lo abbiamo scoperto casualmente provando ad usare il servizio online Google maps, mentre eravamo in coda sulla Salerno-Reggio Calabria. Abbiamo digitato la città di partenza "Messina" e poi una qualsiasi città di arrivo oltre lo Stretto. Incredibile: qualsiasi località italiana si digiti, che sia al centro, a nord, ma addirittura a qualche chilometro da Messina, vedi ad esempio Reggio Calabria, Google maps da vita ad una mappa con il dettaglio del percorso, segnalando sempre e comunque, l’utilizzo di un traghetto che prima ci porta a Salerno da Messina, per poi indicarci un percorso auto fino a destinazione percorrendo la Sa-Rc a ritroso. Per raggiungere Reggio Calabria da Messina, Google ci informa che: la distanza è di 752 chilometri e il tempo di percorrenza è di ben 13 ore e 21 minuti.

Ammettendo un disguido o un difetto temporaneo delle mappe di Google, consigliamo i lettori, nel provare anche loro ad utilizzare il servizio, di verificare chi gestisce la tratta diretta Messina-Salerno con i traghetti. Noi non lo facciamo, per non fare "pubblicità".


Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -