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ONU: 180 mln di bambini sfruttati...

180 milioni di bambini sono sottoposti alle peggiori forme di lavoro forzato. 5,500 muoiono per l’inquinamento ogni giorno.
di Redazione - martedì 27 maggio 2003 - 8950 letture

ONU: 180 milioni di bambini sono sottoposti alle peggiori forme di lavoro forzato. 5,500 muoiono per l’inquinamento ogni giorno. Amnesty International e Human Rights Watch lamentano il continuo ostruzionismo assunto dagli USA durante i lavori della Sessione Speciale dell’ONU sui diritti dell’infanzia appena conclusa.

11 Maggio 2002 - Si e’ conclusa ieri la Sessione Speciale delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia. Un rapporto dell’ILO (International Labour Organisation dell’ONU) denuncia come, nonostande un decennio di iniziative mirate a combattere il lavoro minorile, il problema persiste ancora oggi su scala massiccia ed e’ peggiorato in paesi colpiti da guerre e crisi economiche. Dei 250 milioni di bambini lavoratori, circa 180 milioni in tutto il mondo sono sottoposti alle peggiori forme di sfruttamento minorile. Tra questi giovani lavoratori, 8.4 milioni sono costretti alla schiavitu’, prostituzione, pornografia e servizio militare forzato. La diffusione dell’AIDS e’ una delle ragioni del problema, infatti 13 milioni di bambini sono diventati orfani a causa della malattia e questa condizione li ha spinti a lavorare per sopravvivere.

Allo stesso tempo, le paure della malattia hanno incrementato il traffico di giovani minorenni per lo sfruttamento sessuale. Ad esempio i trafficanti della Cambogia cercano ragazze vietnamite provenienti dalle zone rurali perche’ ritengono che non abbiano contratto l’HIV, il virus che causa l’AIDS. L’Asia e il Pacifico sono le zone dove e’ concentrato il 60% della forza lavoro minorile, mentre l’Africa sub-sahariana ne ospita il 23%.

Secondo un altro rapporto pubblicato da UNEP, UNICEF e OMS, ogni giorno morirebbero 5,500 bambini per cause legate all’inquinamento di aria, acqua e cibo. La contaminazione ambientale aumenta la gravita’ di certe malattie come diarrea e infezioni respiratorie acute. Il rapporto identifica una serie di problemi ambientali che hanno un impatto diretto sui minori, come l’esposizione ad alti livelli di sostanze chimiche o il deterioramento delle risorse naturali causato dal loro sovra-sfruttamento.

Per esempio la contaminazione da piombo nell’ambiente - proveniente soprattutto dal gasolio - causa danni neurologici permanenti nei bambini. Milioni di bambini, lavorando in agricoltura, sono esposti a grandi quantita’ di pesticidi tossici che spesso vengono esportati da paesi in cui l’uso ne e’ vietato: lo scorso Dicembre, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite condanno’ le esportazioni statunitensi di sostanze chimiche tossiche verso i paesi in via di sviluppo (PVS). Tra il 1996 e il 2000 gli USA hanno esportato 500,000 tonnellate di pesticidi identificati come pericolosi (o potenzialmente pericolosi) per la salute in quanto cancerogeni, gran parte di tali esportazioni e’ andato nei PVS ed usato in agricoltura. Secondo l’ILO (International Labor Organization) dal 65 al 90% dei lavoratori minorenni in Africa, Asia e America latina lavorano nel settore agricolo. Questi bambini sono esposti ai pesticidi nei campi e attraverso l’acqua che bevono. I dati dell’OMS dicono che circa un terzo delle malattie globali e’ da attribuirsi a problemi ambientali, e il 40% di questo terzo colpisce i minori al di sotto dei 5 anni di eta’.

Secondo l’ONU, oltre 125 milioni di bambini nel mondo non ha accesso all’istruzione e solo il 2% degli aiuti internazionali sono destinati a fornire un servizio scolastico; 250 mln sono coinvolti in lavoro minorile; 600 milioni sono in famiglie che vivono con meno di un dollaro al giorno; 160 mln sono malnutriti; 10 mln muoiono per malattie prevenibili; e 300 mila combattono in conflitti.

La Sessione Speciale ONU sui diritti dell’infanzia aveva il compito di esaminare i progressi compiuti nell’implementazione degli obiettivi fissati nel Summit Mondiale sull’Infanzia del 1990, e adottare un nuovo piano di azione. Amnesty International e Human Rights Watch lamentano le posizioni ostruzionistiche assunte dagli Stati Uniti d’America durante i lavori della Sessione. Secondo la Coalizione sui diritti dell’Infanzia (di cui fanno parte 100 ONG) l’accordo finale raggiunto dai delegati e’ stato fortemente indebolito dagli USA.

Durante i negoziati gli USA hanno cercato di eliminare o minimizzare i riferimenti del nuovo Piano di Azione alla Convenzione sui Diritti dell’Infanzia, ratificata da 191 paesi, tranne USA e Somalia (quest’ultima pero’ si appresta a ratificarla tra breve), mentre le Organizzazioni non governative chiedevano che il piano di azione rinforzasse la convenzione e spingesse alla sua implementazione. Gli USA non l’hanno ratificata perche’ sostengono che minerebbe l’autorita’ genitoriale, interferirebbe con la possibilita’ dei genitori di crescere ed educare i propri figli e farebbe prevalere i diritti dei bambini su quelli dei genitori. In realta’, sostiene Human Rights Watch, la Convenzione fa ripetutamente riferimenti all’importanza del rapporto figlio-genitori e chiede ai governi di rispettare i diritti dei genitori.

Il maggiore contrasto tra la Convenzione e la legge americana riguarda la pena di morte: la Convenzione infatti proibisce la pena di morte per reati commessi da minori di 18 anni, mentre gli USA non hanno vietato questa pratica, e infatti negli ultimi 5 anni sono stati condannati a morte ben nove minorenni (o comunque persone che hanno commesso il reato in minore eta’), e altre due condanne di tal genere sono previste per i prossimi due mesi. La Repubblica Democratica del Congo e l’Iran sono stati gli unici stati ad aver portato avanti questo tipo di esecuzioni negli ultimi 3 anni, mentre gli unici paesi che continuano a non vietare tale pratica oltre agli USA sono Arabia Saudita, Pakistan, Nigeria, Pakistan, Iran e Yemen. La Convenzione riconosce i diritti civili, politici (come il diritto di espressione, riunione e giusto processo), economici, sociali e culturali (come il diritto all’istruzione, alla salute, e ad uno standard di vita adeguato) dei minori; invece gli USA tradizionalmente riconoscono solo quelli civili e politici.

Le questioni che piu’ hanno distanziato le posizioni dell’Amministrazione Bush da quelle di molti altri delegati presenti alla Sessione riguardavano i servizi della salute sessuale, la pianificazione familiare e l’educazione sessuale. Le richieste statunitensi riguardanti la contraccezione e l’aborto hanno deluso Unione Europea e Canada. L’amministrazione Bush ha infatti assunto posizioni anti-abortiste appoggiate da Vaticano e alcuni paesi islamici. In molti paesi l’aborto cosi’ come la contraccezione fanno parte dei servizi di pianificazione familiare ed educazione sessuale. Gli stati Uniti volevano specificare in una nota del testo che i "servizi" della salute sessuale escludessero l’aborto. Alla fine e’ stata accordata la cancellazione della parola "servizi". Secondo un delegato dell’UE, questo e’ un passo indietro in quanto non c’e’ stata una forte riaffermazione degli accordi precedenti sulla salute sessuale e riproduttiva.

L’amministrazione Bush inoltre e’ riuscita a non far inserire la richiesta che gli USA aboliscano la pena di morte per i reati commessi in minore eta’. Sintetizzando la posizione di Washington: SI alla pena di morte per i minori, NO alla contraccezione e all’aborto...


Fonti: Chicago Tribune; ENS; Human Rights Watch; Internazionale; The New York Times; AP Traduzione a cura di Fabio Quattrocchi, http://www.ecquologia.it

Il documento è stato pubblicato su Girodivite 90/2002: http://www.girodivite.it/giro/2002/90/90035.htm

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