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Nuovo centro sociale a Gela inaugurato dai "carovanieri antimafia"


Sono passati 12 anni. La prima carovana antimafia fece tappa a Gela nel 1992. Il 9 dicembre 2006 a Gela si festeggia doppiamente. Si festeggiano i carovanieri e si festeggia l’apertura di un centro sociale “Ingresso Libero” ...
giovedì 14 dicembre 2006, di Bianca Scicolone - 1317 letture

Sono passati 12 anni. La prima carovana antimafia fece tappa a Gela nel 1992. Il 9 dicembre 2006 a Gela si festeggia doppiamente. Si festeggiano i carovanieri e si festeggia l’apertura di un centro sociale “Ingresso Libero” in un quartiere periferico della città, il rione Rinascimento (ex Marge). E il centro gestito dall’Arci vuole proprio sollecitare quel processo di rinascita che la città desidera da tempo.

"Amiamo viaggiare, vedere, scoprire, per questo abbiamo iniziato un viaggio appassionante e pericoloso, difficile ma entusiasmante, un viaggio verso ipotesi nuove di esistenza, un viaggio che possa dare alle idee, alle parole, ai gesti, Libertà". Questo era lo slogan utilizzato per la prima carovana nel lontano 1994, parole che dopo 12 anni rimangono ancora attuali. Ad inaugurare la sede dell’Arci e partecipare alla carovana il ministro alla solidarietà sociale Paolo Ferrero, Rita Borsellino e poi ancora Anna Bucca presidente dell’Arci Sicilia e Alfio Foti coordinatore nazionale della carovana. “Un viaggio – spiega Rita Borsellino - quello dei carovanieri che ha toccato diverse città che ha conosciuto diverse persone. Un viaggio che è andato fuori dai confini nazionali, ma che in Sicilia assume un significato diverso”.

“La mia presenza – ha detto il Ministro - costituisce una testimonianza di solidarietà e di vicinanza con chi, in questi anni, si è battuto contro le mafie e che ha voluto tenere unito il tessuto sociale della città.

Qualcuno vede nella spesa sociale uno spreco, ma occorre sottolineare sempre che è un investimento. Se gli investimenti servono per comprare pezzi del tessuto sociale e farseli amici è sbagliato”. Il presidente dell’associazione Luciana Carfì parla di una battaglia vinta, di una struttura ottenuta dopo anni di lotta contro le varie amministrazioni e contro le forze malate della città. Un’attività più volte attaccata dalla malavita. Qualche anno fa infatti, la ludoteca dell’associazione Arci “Le Nuvole”, situata in quartiere a rischio, fu completamente distrutta da ignoti.

“Oggi iniziamo un nuovo percorso – ha affermato la Carfì nel corso dell’assemblea – in un rione che non ha mai conosciuto spazi di aggregazione, un quartiere dimenticato”. “Ingresso libero” ospita per gli adolescenti laboratori di musica (in una sala prove), un laboratorio multimediale, danza moderna e breakdance e poi ancora una piccola biblioteca, collegamento ad internet e per i più piccoli sostegno scolastico e una ludoteca.

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