Primo Maggio, tanti gioiosi alcuni tristi

Graziella Vistré, Pio La Torre... "Con Portella della Ginestra inizia il primo grande mistero dell’Italia repubblicana."
di Luigi Boggio - martedì 1 maggio 2018 - 2642 letture

Mi è stato chiesto alcuni dei ricordi più significativi del primo maggio. I ricordi sono tanti per il mio lungo impegno sindacale quasi tutti gioiosi in mezzo ai cortei, allo sventolio del tricolore e delle bandiere rosse dei partiti della sinistra, oggi spariti, le bande musicali al suono dell’Inno dei lavoratori e i comizi finali per gli impegni presenti e futuri.

Ricordo dopo tante incomprensioni e lacerazioni il primo maggio 1969 a Lentini per la ritrovata unità con la Cisl e l’Uil per l’impegno quotidiano profuso sui contratti, la gestione del collocamento e le lotte per le riforme fortemente sentite per la scuola, la sanità, le pensioni e per il diritto alla casa.

La preparazione era stata molto partecipata e meticolosa in ogni suo aspetto organizzativo sin dall’inizio della mattinata per il giro della banda musicale e la sera per lo spettacolo e il comizio finale. Il giro della banda iniziava alle sette in punto, dopo gli spari in onore della festa dei Tre Santi Martiri, al suono dell’ Inno dei lavoratori e di qualche nota in alcune zone del paese dell’Internazionale o di Bandiera Rossa. La sera a Villa Gorgia grande partecipazione popolare con musiche e canzoni e comizio finale.

Quella sera aprì il comizio Graziella Vistrè con la sua voce roca e grande verve per poi passare la parola a Cirino Garrasi della Cisl e le mie brevi conclusioni. Grazie per essere interveuti in tanti insieme alle vostre famiglie, ora godetevi lo spettacolo in serenità e in allegria. Una giornata indimenticabile come quella di Enna con il primo maggio al cinema. Il film era Queimada di Gillo Pontecorvo con Marlon Brando. Una critica ad ogni forma di colonialismo e alle diseguaglianze razziali. Un successo di pubblico e d’apprezzamenti.

Così per alcuni anni da segretario della Cgil dopo l’esperienza positiva di Lentini con accanto Graziella, il bracciante delle buone letture Alfio Pardo e tanti altri. Su Graziella vorrei dire che era una compagna generosa e riservata, nel suo cuore c’era Bagheria. Baarìa che ritorna in un breve colloquio in dialetto stretto con Pio La Torre prima dell’inizio della riunione su l’azienda Cassis dopo l’occupazione che portò all’assunzione di oltre 70 braccianti e alla elezione del primo delegato sindacale Giuseppe Caleffi di Buccheri. Una iniziativa ripresa da molti quotidiani per primi l’Unità e l’allarmatissimo giornale della Confagricoltura. Graziella non solo fumava le Alfa, nel suo modo di agire aiutava chiunque alle prese con i bisogni quotidiani della vita e , nello stesso tempo, dedicava una parte del suo tempo alla crescita delle coscienze delle operaie dei magazzini.

Sarebbe interessante rivedere la storia del movimento operaio e bracciantile lentinese al femminile per il ruolo svolto delle donne al fine di darle un volto e il giusto riconoscimento.

Fin qui ho parlato di alcune giornate gioiose ma non del triste e drammatico 1 maggio 1982. Alla vigilia venivano uccisi in un agguato mafioso Pio La Torre e Rosario Di Salvo. Un giorno triste, silenzioso e pieno di tanta rabbia. In via Turba a Palermo alla vigilia della Festa hanno sparato e ucciso, a Portella della Ginestra lo stesso giorno del 1 maggio 1947 hanno fatto una strage.

Era una mattinata di primavera, il sole illuminava il verde del pianoro e i volti sereni dei partecipanti quando in lontananza si sentirono i primi spari della banda criminale di Salvatore Giuliano. E’ stata una strage con 12 morti e oltre 30 feriti. Tra le vittime una ragazza di 12 anni e altri due giovani. Dopo anni d’inchieste e processi si conobbero gli esecutori ma non i mandanti. Per l’allora ministro degli Interni Mario Scelba “si trattò di un fatto circoscritto, smentito negli anni successivi per i tanti sindacalisti e capi lega uccisi, senza alcuna finalità politica e terroristica”, ma non per i comunisti, socialisti e la Cgil che denunciarono i rapporti tra esponenti delle istituzioni, gli agrari e la mafia. Con Portella della Ginestra inizia il primo mistero dell’Italia repubblica.



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