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Nuove sonorità isolane: Madragora

Mandragora sono una band di Caltanissetta, al loro debutto discografico per Stonature records,ascoltiamo e recensiamo Dietilamide Vintage in Lana di Vetro , il loro primo lavoro per esteso.

di Tano Rizza - mercoledì 10 novembre 2004 - 5170 letture

I Mandragora sono un gruppo siciliano che ha alle spalle sveriate esperienze live e partecipazioni in diverse compilation. Insieme dal 1998, hanno già calpestato i palchi di buona parte della nostra penisola. Quest’anno sono al loro debutto discografico con "Dietilamide Vintage in Lana di Vetro " primo lavoro per esteso di questa band proveniente da Caltanissetta.

Nuova linfa vitale per la scena noise della nostra isola. Con un’inizio velatamente strumentale, il primo lavoro per esteso dei nisseni Mandragora, ci introduce atmosfere volutamente dilatate e cupe, caratteristiche di questo genere di sonorità. Questo lavoro s’incastona perfettamente nella vitalissimo universo noise siciliano fucina di band che, con coraggio, s’affacciano al genere nato oltre oceano. Otto tracce, per 40 minuti questi i numeri del loro Cd.

Prima traccia,NOISEPIRATIN, esclusivamente strumentale, si comincia lentamente con un giro di basso che aspetta l’inserimento di batteria e chiatarre, si trascinano piano fin a raggiungere un discreto muro di suono.Il suono, a primo ascolto, è noise.

Dalla seconda traccia, SENILES, siamo piacevolmente sorpresi dal cantato che è in lingua italiana, una scelta che, in questo genere di musica, non va tanto di moda. Poco musicale il nostro linguaggio, questo è il giudizio di quella parte di critica che segue il movimento noise-indy. Peccato, perche i testi sono sempre importanti e c’è dimostrato anche dai Mandragona.

In FAMIGLIARES( trx 3) la voce di Katia segue il flusso della musica, s’immerge e nuota tra un cantato che varia tra il recitativo e la pura e sana schizzofrenia. La parte di maggior rilievo, in Deltamide Vintage in Salsa di vetro, è riservata alla parte strumentale. Chitarre tirate, bassi cupi, batteria che si alterna, sembra scomparire in qualche traccia per poi velocemente far rialzare i ritmi dei pezzi. Buoni anche i campionamenti inseriti( trx 5) in RCK76, due minuti di divagazione strumentale . Tracce di lirismo per KATE (trx 6) melodia lenta voce recitativa di Diamante a seguire il testo, otto minuti in crescendo continuo fino alla dilatazione noise, per poi tornare alla tranquillità di inizio pezzo. THE HISTOY SHOWN è un’omaggio ai padri fondatori del genere (Branca ed i Sonic Youth) due minuti che ripercorno la storia di queste sonorità.

Una particolarità nell’ultmia traccia, X-STOP, dieci minuti d’improvvisazione strumentale che, ci trascinano piacevolmente nell’universo dei vari generi percorsi dai Mandragora.

Le influenze sono molteplici dai Blonde Redhead ai Fugazi, passando per i Sonic Youth (fondatori del genere) i Mandragora hanno sapientemente appreso le lezioni d’oltreoceano ed hanno elaborato, su queste basi, il loro personale modo d’intendere la musica. L’album nel suo complesso risulta equilibrato e l’inizio per questi nisseni fa pensare in un futuro più che positivo.

Mandragora sono una band di Caltanissetta formatasi nel 1998 da "Diamante" e da Janpaolo "Tleary" Peritore e dopo vari cambi di line-up la band si è stabilizzata definitivamente in quattro con Antonio "Bonnot" Turco e Alessandro "Willy Minor" Martorana. Il loro primo lavoro è prodotto da Stonature Record, casa discografica di Caltanissetta. Prezzo di copertina Euro 12.

per saperne di più sulla band; www.thereminstudio.com


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