Un libro inchiesta che capita a fagiolo. Il Parlamento ha testé approvato una delle finanziarie più pesanti dell’intera storia repubblicana. Finanziaria che costringerà noi italiani a tirare ulteriormente una cinghia già bisunta. Ma non c’erano altre vie per evitare tale ennesimo salasso? Basterebbe leggere il libro “Soldi Rubati” di Nunzia Penelope. La prima inchiesta mai pubblicata in Italia sull’argomento.
Comincio la recensione riportando il sotto-titolo del libro. “Corruzione, criminalità, truffe, crac, evasione fiscale sottraggono ai cittadini centinaia di miliardi ogni anno e la possibilità di vivere in un Paese migliore. La prima inchiesta completa sui devastanti costi dell’illegalità in Italia”. Come inizio non c’è male. Purtroppo, ci si sente davvero male allorquando l’autrice inizia a snocciolare i terribili “dati duri” che emergono dalla preziosa attività di investigazione posta in essere per redigere il libro.
Cercherò di evidenziarne – mi riferisco ai dati – quelli che maggiormente colpiscono la sensibilità e la pancia di noi italiani.
Ciascun contribuente in regola paga 3.000 euro l’anno in più a causa dell’evasione;
Negli ultimi 30 anni il lavoro dipendente ha pagato tasse maggiori per 870 miliardi di euro;
L’evasione accertata, ma non recuperata, ammonta alla stratosferica somma di 450 miliardi di euro;
L’Italia riscuote solo il 10,4 per cento dell’evasione. La Romania ben il 64 per cento!
Il lavoro nero produce una ricchezza che ammonta a 154 miliardi, pari al 7 per cento del Pil;
Quasi 3 milioni di lavoratori in nero nel 2009;
I morti del lavoro ci costano 43 miliardi l’anno, pari al 3,21 per cento del Pil;
Ci vorrebbero 25 miliardi di euro per rimettere a norma il territorio italiano, mentre il fatturato datato 2009 delle ecomafie è di 20,5 miliardi;
L’industria del falso sottrae 130.000 lavoratori all’economia regolare arrecando un danno di 18 miliardi di euro;
Ammonta a 35.000 euro annui la tassa tangente e debito per ogni cittadino;
600 milioni di euro il valore delle truffe nella sanità l’anno scorso;
L’indebitamento dei comuni e province ammonta a 62 miliardi di euro. Ossia 1.300 euro a persona e 4 punti di Pil;
36 miliardi l’esposizione degli enti locali sui prodotti finanziari derivati;
500-700 miliardi di euro lo stock di capitali italiani nascosti all’estero;
37.000 le segnalazioni di operazione sospette di denaro arrivate alla Banca d’Italia nel 2010;
Il peso delle diverse mafie pesa per il 10 per cento sul Pil nazionale;
20 miliardi provengono dalla sola usura;
La sgradita presenza delle organizzazioni criminali è costata tra il 1977 e il 2007 la perdita di 15-20 punti di Pil pro capite;
268 milioni il costo delle intercettazioni nel 2009;:
16 miliardi di patrimonio complessivo dei beni confiscati alle mafie al gennaio 2011;
900 milioni i tagli della finanziaria alla giustizia.
Non c’è che dire “Soldi Rubati” è un libro drammatico. Da leggere. Non per piangere lacrime amare o di coccodrillo. Per risorgere dal punto di vista etico e morale. Da lì si deve ripartire se si vuole salvare il nostro Paese dal disastro più completo. “Soldi Rubati” dovrebbe essere adottato in tutte le scuole della Repubblica come testo di Educazione Civica poiché fa comprendere a noi cittadini in cosa consiste l’amor civico.