Sei all'interno di >> :.: Culture | ZeroBook |

Nunca Más


"Primero mataremos a todos los subversivos, luego mataremos a sus colaboradores, después a sus simpatizantes, enseguida a aquellos que permanecen indiferentes y finalmente a los tímidos."
mercoledì 4 maggio 2011, di Piero Buscemi - 554 letture

L’Argentina non è mai stata solo Maradona. Una nazione che ha l’argento nel suo nome, non può essere menzionata solo per aver dato i natali all’espressione più estroversa del gioco più amato del mondo. La sua storia è intrisa di segni d’umanità, incisi così in profondità nel passato che, pensare alle prime tracce del passaggio dell’uomo risalenti a più di tredicimila anni fa, fa trasparire quell’alea di misteriosità che neanche le più moderne ricerche archeologiche potrà dissipare del tutto.

L’Argentina è stata ed è qualcosa di più profondo: i colonizzatori provenienti dalla Spagna ad inseguire il sogno dell’Eldorado, lasciato a mezz’aria dal nostro Colombo; le bramosie di conquista dell’Impero Britannico che lasceranno una scia di faida, accentuata da una guerra lampo che, neanche la mano de Dios su menzionata, ha fatto dimenticare del tutto; ma soprattutto, i suoi personaggi che hanno arricchito le pagine letterarie da consegnare ai posteri, quelle stesse pagine che hanno preteso di nascondere una storia di terrore dietro una patina macchiata di celluloide.

Ci riferiamo a quella pagina stracciata dalla follia umana che semina proseliti in ogni angolo del mondo. Sono quegli anni di terrore del ventesimo secolo che collegheranno per sempre il nostro pensiero al nome Argentina. Sono quei frutti sporchi di un’altra dittatura da difendere con l’omicidio che ci fanno pensare ad un altro capitolo di atrocità da provare a riscrivere, ancora oggi, più di ieri, più di quanto il trascorrere del tempo possa contribuire a ricacciare nell’oblio.

Sono, purtroppo, quelle trentamila persone scomparse, ricordate con il nomignolo di desaparecidos, che riemergono nel nostro presente, insudiciato da altre nefandezze compiute dalla razza umana. E riemergono in questi giorni. Tra un’adunanza mistica e un’apologia dell’assassinio.

Ernesto Sabato, lo scrittore argentino autore di "El tunel", provò a scrivere una pagina di giustizia su quei trentamila desaparacidos, volendo e gestendo la Comisiòn Nacional Desapariciòn de Personas, istituita nel 1983 che indagò sui crimini commessi dal 1976 al 1983 dalla dittatura militare argentina. Dalle testimonianze raccolte Sabato diede vita al Nunca Más, il dossier-rapporto con il quale vennero raccolti gli orrori delle stanze di tortura e morte, che videro protagonisti semplici cittadini, coinvolti in un’assurda pulizia etnica.

Sabato cercò di ripercorrere quegli anni di violenza, provando a dare una rilettura storica che mettesse a confronto le atrocità seminate dalla dittatura con le reazioni dei gruppi rivoluzionari, suscitando in più di un’occasione la contrarietà di quanti, in questa sua ricostruzione personale dei fatti, videro un tentativo meschino di giustificare i mezzi coercitivi utilizzati dalla repressione.

Il 30 aprile scorso Ernesto Sabato, alla soglia dei cento anni che avrebbe compiuto il prossimo 24 giugno, è morto. Si è portato con sé le contraddizioni delle sue ricerche della verità, i suoi rimorsi nell’aver creduto che i successori della dittatura militare avessero ristabilito una società argentina appoggiata su principi democratici che ridessero dignità a migliaia di innocenti scomparsi per sempre.

Forse si sarebbe accontentato di essere ricordato per le sue opere, in particolare di El Tunel (scritto nel 1948), fra i libri più letti del continente latino-americano, ma certe tragedie umane segnano il destino degli uomini. Anche dopo la loro dipartita.

Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -
Stampa Stampa Articolo
:.: Condividi

Bookmark and Share
:.: Articoli di questo autore
:.: Articoli di questa rubrica
:.: Articoli più recenti
Girodivite - Segnali dalle città invisibili è on-line dal 1994. Quotidiano telematico e cartaceo, registrazione presso il tribunale di Catania n.13/2004 del 14/05/2004. Redazione: via Antonino di Sangiuliano 147 - 95131 Catania. Contatti: giro@girodivite.it (mail max 200kb) ::: Puoi syndacare le nostre notizie attraverso il file backend.php (XML RSS 1.0 format). Tutti i contenuti originali prodotti per questo sito sono da intendersi pubblicati sotto le licenze Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike, che tutelano la possibilità di ripubblicarli, previa autorizzazione per fini commerciali.