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Nulla rimane della scolara di Hiroshima (Primo Levi)

di enza - martedì 1 dicembre 2009 - 4967 letture

Dati i tempi che viviamo, spero che vogliate pubblicare questa bellissima poesia di Primo Levi.

Poichè l’angoscia di ciascuno è la nostra/ ancora riviviamo la tua, fanciulla scarna/ che ti sei stretta convulsamente a tua madre/ quasi volessi ripenetrare in lei/ quando al meriggio il cielo si è fatto nero/.

Invano, perché l’aria volta in veleno/ é filtrata a cercarti per le finestre serrate/ della tua casa tranquilla dalle robuste pareti/ lieta già del tuo canto e del tuo timido riso./

Sono passati i secoli, la cenere si è pietrificata/ a incarcerare per sempre codeste membra gentili./

Così tu rimani fra noi, contorto calco di gesso,/ agonia senza fine, terribile testimonianza/ di quanto importi agli dei l’orgoglioso nostro seme./

Ma nulla rimane fra noi della tua lontana sorella,/ della fanciulla d’Olanda murata fra quattro mura/ che pure scrisse la sua giovinezza senza domani:/ la sua cenere muta é stata dispersa dal vento,/ la sua breve vita rinchiusa in un quaderno sgualcito./

Nulla rimane della scolara di Hiroshima,/ ombra confitta nel muro dalla luce di mille soli./

Vittima sacrificata sull’altare della paura./

Potenti della terra padroni di nuovi veleni,/ tristi custodi segreti del tuono definitivo,/ ci bastano d’assai le afflizioni donate dal cielo./

Prima di premere il dito, fermatevi e considerate./

Primo Levi, 20 novembre 1978


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